Intervista a John Waters, per non dimenticare il referendum irlandese

27 ottobre 2015 Commenti disabilitati su Intervista a John Waters, per non dimenticare il referendum irlandese

Di uomini liberi ce ne sono sempre meno e sempre più difficilmente riconoscibili e scopribili, immersi come siamo in strepiti sempre più rumorosi e polverosi. John Waters è uno di questi. È un semplice copia&incolla dal sito di Tempi, sì, ma ho bisogno di ricordarlo anche qui cosa ha fatto John Waters e cosa ha detto (a contrario di certi ambienti cattolici, irlandesi e non).

“La Chiesa è “esperta di umanità”, come ha detto papa Ratzinger riprendendo Paolo VI: se non offre il suo patrimonio di saggezza e di conoscenza dell’uomo, che cosa se ne fa? Si possono aggiornare le dottrine, ma non per compiacere il mondo! Non si può cambiare la verità solo perché i tempi sono duri. Non è vero, come ci vogliono far credere, che c’è una visione tradizionalista del mondo che si oppone a una visione più illuminata. La verità è che se rompiamo le leggi che definiscono la nostra limitatezza creaturale, ne deriveranno disastri. Questo la Chiesa deve dirlo senza paura, fosse anche solo perché venga messo a verbale. Domani potrà dire che aveva messo in guardia dalle conseguenze negative che poi si sono realizzate“.
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Immuni

16 luglio 2012 Commenti disabilitati su Immuni

L’esperienza di un agnostico moderno. La vita come una scatola chiusa, un bunker. La capacità del Potere di immunizzare la coscienza. La salvezza che può arrivare solo dalla Bellezza e da una delle sue muse, l’arte.

«Quando diventai ciò che retrospettivamente chiamo un ‘agnostico’ le domande svanirono dalla mia coscienza. Occasionalmente, per avere qualcosa da discutere con un credente, le avrei fatte uscire a passeggio, ma per quanto riguarda me non erano più domande vitali. Il mio ‘agnosticismo’ non era dunque tanto una posizione, quanto un’evasione. Reagendo all’oscuro spettro del cattolicesimo mi asserragliai non in una posizione filosofica convinta, ma in qualcosa come una scatola, costruita da me, chiusa alle domande che alla mia coscienza allora parevano irrilevanti. Mi son costruito una scatola e ci ho vissuto dentro, lasciando che la logica del mondo rispondesse a tutte le mie domande. Nella società moderna non è affatto difficile per un adulto, perché così tanto delle sua realtà sono cose prefabbricate, sterili, sicure. Ci sono certo anche rischio e paura, ma, sempre con mezzi artificiali, possono benissimo essere tenuti a bada. L’arte ha sempre avuto un ruolo sociale intimamente connesso con la religione, oggi però non serve ad altro che a isolare le scatole di uomini di mezza età dalle possibili incursioni della realtà. L’arte tratta, senz’altro, delle cose fondamentali, ma le compartimenta, le  tiene a distanza,  garantendo perciò la sicurezza. Come se fosse stato vaccinato con un batterio culturale, il cittadino viene immunizzato contro l’interferenza di qualunque cosa possa provenire da oltre la sua realtà prefabbricata
John Waters, Lapsed Agnostic, capitolo 4: The Unquenchable Thirst

Qualche settimana fa il sacerdote che celebrava la messa, terminata la lettura del Vangelo, ha mostrato all’assemblea una pagina strappata del messale. Una di quelle immagini astratte, senza alcun significato, che contraddistinguono il nuovo Lezionario. L’aveva strappata per motivi pratici, sì, ma soprattutto perché brutta. Non arte sacra certamente. Finché la Chiesa non recupera la Bellezza che nei secoli passati ha “creato” e diffuso, la salute dell’anima dell’uomo non potrà che peggiorare.

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