5 marzo 2007 § 1 Commento

«Il Papa, la Cei e il cardinale Ruini hanno fatto interventi insistenti e decisi perché l’argomento in questione, cioè i cosiddetti Pacs, ora Dico, vanno a toccare i valori fondamentali su cui la Chiesa ha una posizione definita. Non c’è stata nessuna esagerazione, si tratta di fattori che incidono profondamente sulla vita degli individui e della società».
Angelo Bagnasco, futuro Presidente della Cei (secondo Tornielli)

Update: Visto che se ne è parlato qui, si legga bene cosa si intende per Chiesa "casta e meretrice". E non se ne parli più.

3 marzo 2007 § 7 commenti

Oggi in cortile è fiorito l’albicocco…

 

 

28 febbraio 2007 Commenti disabilitati su

Una persecuzione vera? 
È così. L’ira del mondo oggi non si alza dinanzi alla parola Chiesa, sta quieta anche dinanzi all’idea che uno si definisca cattolico, o dinanzi alla figura del Papa dipinto come autorità morale. Anzi c’è un ossequio formale, addirittura sincero. L’odio si scatena – a mala pena contenuto, ma presto tracimerà – dinanzi a cattolici che si pongono per tali, cattolici che si muovono nella semplicità della Tradizione. 
Luigi Giussani

(Un evento. Ecco perché ci odiano, in Un avvenimento di vita, cioè una storia, Edit-Il Sabato, Roma 1993, p. 104)

23 febbraio 2007 § 1 Commento

Ecco qua. Come al solito il povero Tettamanzi viene tirato in ballo a sproposito. Gli era stata affibiata l’idea di una “terza via”, lontana da quella tracciata da Benedetto XVI, prima di Ruini. E invece nel suo discorso al Consiglio pastorale diocesano non ha fatto altro che ribadire la posizione della Chiesa. “Accoglienza”? Sì, certo. Ma forse che qualcuno in Vaticano ha detto che non bisogna evangelizzare i conviventi? Forse che qualcuno non vuole agire anche nella pastorale? Ma ciò non toglie che una legge fa costume e la Chiesa ha il diritto di mettere in guardia i politici, soprattutto cattolici, che si prestano ad operazioni che non hanno nulla di evangelico, né tantomeno difendono i più deboli.
 
Ecco alcune affermazioni di Tettamanzi (citiamo l’articolo di Crippa sul Foglio di oggi):
“La mia prima preoccupazione di vescovo sono le coppie e le famiglie cristiane, quelle fondate e sostenute dal sacramento del matrimonio”, alla cui base “c’è una ben precisa antropologia”.
L’esigenza prioritaria è quella di un adeguato sostegno alle famiglie, “che non può non avere precedenza su tutto”.
Quanto al resto, Tettamanzi “non può non preoccuparsi del clima di confusione, anzi di deformazione” in cui si sta svolgendo, anche a causa di campagne mediatiche, il dibattito. Sulla regolamentazione giuridica delle unioni di fatto, l’arcivescovo milanese rifiuta l’idea di uno status giuridico analogo a quello della famiglia: “Ritengo che a queste domande si debba rispondere negativamente” e cita in proposito, con piena adesione, le parole di Benedetto XVI.
 
“Un numero sempre crescente di persone, pur provenendo dalle comunità cristiane, non sceglie l’istituzione del matrimonio per dire e per vivere il proprio amore”. Ciò accade “per i motivi più diversi”. Queste condizioni di vita, secondo il cardinale, “non possono lasciare indifferente e assente la comunità cristiana”. Tettamanzi sa di dire qualcosa che potrebbe essere equivocato (come puntualmente avvenuto), e ci tiene a spiegarsi: “Sì, essere più vicina nel senso di offrire, anzitutto, esempi semplici e convincenti di una vita coniugale secondo verità e, insieme, di condividere con amore paziente e incoraggiante un cammino verso la verità dell’amore, la sola che libera e dona autentica felicità”.
 

22 febbraio 2007 § 1 Commento

Dopo un giorno di digiuno, un po’ di relax: fate un giro sul nuovo blog di Upi.

E poi ecco Maurizio Crippa sul Il Foglio:

"Governo, dai Dico ai dicevo".

20 febbraio 2007 § 5 commenti

Gustatevi Ferrara – E che cazzo. Ma siete proprio nervosi, cari cattolici adulti e cari buttafuori del sottogoverno curiale antiratzingeriano. Subite una nevrosi intollerante che si chiama laicismo. Non sapete discutere con gruppi che amano discutere, che vi interpellano e aprono il confronto, che vi inseguono per conoscere le vostre idee con rispetto e comunicarvi le loro. Quel Raniero La Valle, per esempio, che dopo tante lezioni date dalla sua parte contro di noi, che faremmo uso politico della religione, ma va?, adesso dice all’Unità che i vescovi devono fermarsi in tema di etica famigliare, perché sennò torna al governo Berlusconi. Ma che vada a quel paese, un così rozzo modo di ragionare in bocca a una persona che non merita nemmeno di aver pronunciato quelle sciocchezze.

UPDATE: Però anche Langone non scherza

19 febbraio 2007 Commenti disabilitati su

“Letters from Iwo Jima” è da vedere. Lo ritengo più bello e interessante di “Flags of our fathers”. Più misterioso, più attento ai particolari, meno maestoso, più intimo. Ci si identifica nel soldato semplice Saigo che vede di fronte a sé scorrere le immagini dell’assurdità della guerra: la durezza della vita nel campo, l’ostilità dei superiori, la crudeltà dei combattimenti.
 
Saigo mantiene i propri pensieri, le proprie idee di fronte alla brutalità e alle convinzioni dei suoi compagni. Così come il generale Kuribayashi porta all’interno di un esercito dai canoni medievali idee occidentali, come il rispetto per i propri uomini e la strategia, pur mantenendo fede a quell’orgoglio tipico dei fedeli dell’imperatore che fa loro preferire la morte piuttosto della resa.
Un omaggio ai vinti, forse. Ma soprattutto un dipinto positivo dell’uomo, da qualunque parte stia, su qualsiasi fronte combatta.

Dove sono?

Stai esplorando gli archivi per la categoria Varie su Quid est Veritas?.