Giorni di memoria

28 gennaio 2017 Commenti disabilitati su Giorni di memoria

Fa sempre un certo effetto quando si scopre un fatto storico essere avvenuto in un luogo caro, che si conosce o che si frequenta. L’anno scorso mi imbattei in questo articolo e ne rimasi commossa riconoscendone i luoghi in cui sono avvenuti, oltre naturalmente per la storia in sé. La ripropongo in questi giorni di memoria.

Bisogna cercare di immaginarsi cosa significasse per dei poveri contadini con tante bocche da sfamare prendersi il rischio di dare rifugio a persone che nemmeno parlavano l’italiano. Nasconderle per quasi due anni, condividendo con loro quel poco che si poteva racimolare durante i rigidi inverni del ’43 e del ’44. Quella rete di famiglie non tradì nessuno. Nemmeno uno degli ebrei che furono soccorsi dagli amici di don Viale fu catturato e ucciso.

I due preti giusti | Tempi.it

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Bazzecole

21 ottobre 2015 Commenti disabilitati su Bazzecole

Libro di storia

L’incredibile importanza riservata al Cristianesimo in un libro di storia di una scuola media statale italiana. Del resto che cosa avrà mai apportato alla civiltà europea il Cristianesimo? E chi sarà mai stato Colui che ha fatto scaturire questa scintilla che ha incendiato l’Europa nei secoli successivi, visto che non viene nemmeno citato per nome?

Come vichinghi

13 aprile 2015 Commenti disabilitati su Come vichinghi

Curioso. Nell’episodio ottavo della seconda stagione della serie tv “Vikings”, al protagonista, uno jar del Nord, Ragnar Lothbrok, nasce un figlio. È un “mostro”, con gli arti inferiori deformi, che probabilmente non potrà mai camminare. Lo jar, pur commosso e triste, decide di abbandonare quel figlio che nella sua società di guerrieri non potrà mai essere accettato, né potrà diventare un combattente, né difendersi, né partecipare alla guerra, quindi – credo – neanche raggiungere il Walalla. Come a Sparta, i bambini non sani, non adatti alla guerra erano abbandonati, lasciati morire nella foresta. “Così fanno i lupi e gli orsi”, dice Ragnar.

“Ma l’uomo non è una bestia”, risponde la moglie dello jar.

Ma come, dico io. Tutti i giorni ci fanno il lavaggio del cervello per mostrare quale vita è degna di essere vissuta e quale no, poi lo stesso History Channel, non un esempio di massima imparzialità storica, per evidenziare la differenza che corre tra un popolo civile e un popolo ancora barbaro, lontano dalla civiltà, mostra cosa vuol dire prendersi cura dei propri figli più indifesi e più deboli. Davvero curioso come la verità delle cose venga fuori dove meno te l’aspetti.

Due cose a Obama sulla (vera) storia delle Crociate

12 febbraio 2015 Commenti disabilitati su Due cose a Obama sulla (vera) storia delle Crociate

Qualcosa di molto sbagliato detto da Mister President, non abbastanza sottolineato. In questo articolo si può trovare una densa bibliografia sulle Crociate, per capirne gli aspetti storici, culturali, politici ed economici.

Barack ObamaBarack Obama, il presidente del Paese più potente del mondo, non è esattamente un campione di conoscenze storiche e anche sul piano della morale pubblica non si lascia sfuggire nemmeno un happy hour per schierarsi costantemente dalla parte sbagliata (su omosessualismo, aborto, divorzio, famiglia, etc.). Ma che adesso pretende di dirottare uno degli appuntamenti più belli e intelligenti della vita politica degli Stati Uniti, il National Prayer Breakfast cioè il convegno ecumenico di preghiera che si tiene ogni anno da anni nella capitale federale Washington alla presenza del titolare della Casa Bianca, per trasformarlo in un budoir dei propri vizi culturali e ammannire così impunemente agli attoniti astanti un bigino di storia riveduto e politicamente corretto è davvero il colmo. Obama ha infatti detto che «prima di ritenerci superiori e pensare che solo altri commettono crimini, ricordiamoci che durante le crociate e l’Inquisizione i cristiani hanno commesso crimini terribili nel…

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Da leggere e da vedere

23 gennaio 2015 Commenti disabilitati su Da leggere e da vedere

La presentazione che La Croce Quotidiano dà della versione finalmente giunta in Italia di Cristiada, il film che narra la storia dei Cristeros messicani, da non perdere né l’una, né l’altro:

“Ma non si può vedere, questo film? Si può, sì: una nascente Produttrice cinematografica ha rotto gli indugi, ha fatto doppiare il film e da ottobre lo sta distribuendo nelle sale italiane. Dal 12 dicembre anche a Roma e Milano. Dappertutto sale piene, programmazioni protratte, gente commossa fino alle lacrime: le viscere, il cuore e la mente si dilatano nella sublime percezione di come un massacro possa essere tanto meraviglioso. Le persone si salutano, fuori dal cinema, al suono di “¡ Viva Cristo Rey !”. Perché? Cosa succede in quell’ora e venti di pellicola?

[…] Viene da chiedersi, non c’è differenza tra chi muore sparando e chi “come agnello condotto al macello”? È la stessa cosa, in fondo, imbracciare un fucile o un crocifisso?
Bisognerebbe chiederlo al cardinale Saraiva Martins, che il 20 novembre 2005 beatificò insieme “tredici martiri messicani”, tra cui alcuni attivisti nonviolenti, come Anacleto González Flores, e alcuni cristeros, come José Sánchez del Río. Il particolare non dovette essergli sfuggito, dato che il cardinal Martins era prefetto, all’epoca, della Congregazione per le cause dei Santi: Anacleto e José, per di più, sono nominati nell’omelia uno di seguito all’altro. Certo, dell’uno si esalta la linea nonviolenta e dell’altro si tace l’impegno militare, e tuttavia il giorno dopo il Cardinale si è recato nella città di nascita di José per celebrare una messa di ringraziamento particolare per il giovane cristero. Quel giorno il Cardinale fece appena un cenno alle “difíciles circunstancias históricas” in cui è sbocciato il fiore eroico del martirio di José… Difficili davvero, difficili da vivere poco più che da spiegare: è un attimo e, se non si sta attenti, ci si trova a inneggiare al “Jihad cristiano” (magari estrapolando dalla Bibbia qualche versetto e torcendolo a mo’ di puntello); tuttavia non si può negare, né il Cardinale l’ha fatto, che «la Chiesa di oggi in Messico è frutto della testimonianza di molti martiri, confessori, sacerdoti, religiose e cristiani sincerissimi che hanno difeso e diffuso la propria fede con valore». […]
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Lo sconosciuto Platone che condanna l’omosessualità

7 novembre 2012 Commenti disabilitati su Lo sconosciuto Platone che condanna l’omosessualità

Omosessualità e Grecia antica. Un libro di Francesco Colafemmina, autore anche del blog Fides et Forma, cerca di uscire dai luoghi comuni ormai diffusi e inculcati nella mentalità dominante sul legame tra omosessualità, pedofilia e società ellenica classica.

«La promiscuità sessuale è tipica di taluni ambienti aristocratici ateniesi e Platone ci racconta anche questo. Eppure più che il soddisfacimento delle nostre pruderie storiche dovrebbe interessarci ciò che Platone ha davvero scritto sull’omosessualità: quattrocento anni prima di Cristo e duemilaquattrocento anni prima del Catechismo della Chiesa cattolica, Platone scrive che l’omosessualità è «contro natura». Nelle Leggi (636, c), ad esempio, si legge testualmente: «Il piacere di uomini con uomini e donne con donne è contro natura e tale atto temerario nasce dall’incapacità di dominare il piacere».

Costantino e dintorni/Fine

12 novembre 2011 § 2 commenti

«L'Europa non ha radici, né cristiane né di altro tipo, si è formata attraverso stadi imprevedibili, infatti non ha una componente originale in particolare. Non è preformata nel cristianesimo, non è lo sviluppo di un germe, piuttosto è il risultato di un'epigenesi. Lo stesso può dirsi per il cristianesimo».

Dunque Paul Veyne giunge a questa conclusione. L'Europa non ha radici. Soprattutto non ha radici cristiane. Quella che è oggi, è frutto di un processo, di evoluzioni attraverso vari stadi di sviluppo, in cui probabilmente il Cristianesimo ha giocato un ruolo, piccolo, in uno dei primi, neanche tanto importante. Già si sapeva che non si doveva uccidere. Già si sapeva che bisognava dare l'elemosina (retaggio ebraico). Quello che avrebbe potuto fare il Cristianesimo era di eliminare subito la schiavitù. Ma non l'ha fatto. Quindi, in parole povere, è stato ininfluente, se non per piccoli aspetti, come in architettura.
Ecco, nelle conclusioni Veyne dimostra che la sua premessa, quella ricordata qui, non è stata rispettata. Soprattutto non ha capito proprio "cosa si ha nel cuore e nell'animo quando si è cristiani", seppur si sia messo a suo dire d'impegno. Dice che se il Cristianesimo fosse stato incisivo, la schiavitù sarebbe stata eliminata subito. E qui dimostra di avere un pregiudizio insanabile (almeno come storico), perché auspica l'impossibile. È come se dichiarasse che oggi il Cristianesimo non è la religione più professata perché l'aborto è ancora troppo diffuso. E si lamentasse dell'influenza culturale del Cristianesimo sostenendo che chi si professa cristiano, non sempre è coerente con ciò in cui crede. Un po' poco per scrivere quella affermazione.

 

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