Madre e Padre

29 dicembre 2011 Commenti disabilitati su Madre e Padre

«Un’educazione autenticamente cristiana non può prescindere dall’esperienza della preghiera. Se non si impara a pregare in famiglia, sarà poi difficile riuscire a colmare questo vuoto».

Se i bambini arrivano in parrocchia a digiuno di preghiera e di esperienza cristiana in famiglia, è impossibile riversargliela dall’oggi al domani. Rimane una frattura tra la vita e la fede. La fede non farà mai parte della vita così come la vita non avrà apparentemente bisogno della fede, sebbene avrà altri tipi di fedi: fede nella squadra, fede nella compagnia, fede nell’oggetto desiderato, fede in una certa scienza, in una certa dieta, in una certa marca, in una certa rivista, in una qualsiasi cosa futile che non appaga.

L’esempio della Famiglia di Nazaret, come ne parla il Papa, invece, è estremamente affascinante, perché corrisponde a ciò che cerchiamo, a ciò che desideriamo, a ciò che desidereremmo per i nostri figli. Una madre che ama [“la sua fede (cfr 1,45), la sua speranza e obbedienza (cfr 1,38), soprattutto la sua interiorità e preghiera (cfr 1,46-56), la sua libera adesione a Cristo (cfr 1,55)”], un padre che educa [“Giuseppe ha compiuto pienamente il suo ruolo paterno, sotto ogni aspetto. Sicuramente ha educato Gesù alla preghiera, insieme con Maria. Lui, in particolare, lo avrà portato con sé alla sinagoga, nei riti del sabato, come pure a Gerusalemme, per le grandi feste del popolo d’Israele”].
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Settimana Santa

16 aprile 2011 § 1 Commento

La Settimana Santa si avvicina con alcune domande che ronzano in testa utili per la riflessione personale. Non vengono da me le domande, vengono da bambini di 6, 7, 9 anni:

– Perché l'hanno ucciso?
– Perché sanguina?
– Che cos'è quella cosa che gli hanno messo in testa?
– Ma ha provato dolore?

Madre e padre

28 marzo 2011 § 1 Commento

I bambini hanno tanti difetti, ma di certo tra questi non c'è l'ipocrisia, tipico atteggiamente da adulti.
Sì, i bambini fanno i capricci, ma non diranno che vogliono mangiare un uovo di pasqua a colazione perché fa bene, ma solo perché ne hanno voglia, perché sì, così, semplicemente.
Al contrario gli adulti sono molto bravi a mascherare i propri desideri con una presunta oggettività. Prendiamo l'esempio della fecondazione artificiale e dell'aborto, non è tutto una mascherata ipocrisia? Da una parte il diritto alla vita, dall'altra il non riconoscimento di una vita fino ad un determinato periodo di tempo. E così via…
Poi c'è il caso dell'abolizione del lavoro per i minori di 12 anni prima, di 14 poi, di 16 ora. Giustissimo. I bambini hanno il diritto alla loro infanzia, al gioco, all'innocenza. Sempre più genitori fanno di tutto per tenere lontani i bambini dalla sofferenza reale, di un parente, di un vicino, di un conoscente. Ai funerali non vengono portati, figuriamoci al cimitero; non si può loro parlare di morte, di malattia, di sacrificio, di dolore, di sofferenza, neppure di peccato, di errori, di sbagli. Le insufficienze sono sostituite dalle lettere (F?); gli esami sono posticipati, quello di 5a elementare eliminato, quello di 3a media ridicolo come sempre.
Ora, riusciamo a preservare i bambini da tutto questo e poi?
Poi infliggiamo loro dolori enormi e ferite incancellabili permettendo la separazione tra i suoi genitori. Ipocrisia.
Ancora una volta l'esperienza semplice di un bambino non sbaglia. Il suo desiderio di ricevere amore da una madre e da un padre dimostra che tutto ciò che l'adulto costruisce di diverso è falso.

Il tempio dei miracoli

19 marzo 2011 § 1 Commento

Che cosa è la messa per voi?

– Una preghiera
– Dove si sta in silenzio ad ascolare il sacerdote
– Un luogo buono
– Un tempio dei miracoli

Per fortuna a sei anni non è naturale rispondere: "un'assemblea".

Difetto e perdono

16 marzo 2011 Commenti disabilitati su Difetto e perdono

La Prima Confessione, rinominata Riconciliazione e/o, sebbene non ufficialmente, ma che fa molto trendy, Festa del Perdono, arriva puntuale per ogni bambino che frequenta il catechismo.
Probabilmente non è cambiando il nome che il Sacramento più in crisi (insieme all'Ordinazione) può tornare in auge, piuttosto bisognerebbe far notare agli adulti che si autoassolvono come i bambini non abbiano timore della confessione, anzi, la percepiscono come cosa naturale, non diversa da come ci si comporta con l'amico o con la mamma:

Hai disubbidito? Vai e confessa alla mamma e al papà che ti dispiace e loro ti stringeranno a sé e continueranno a volerti bene come prima.
Hai rubato il giochino all'amico? Vai e digli direttamente che ti dispiace e glielo restituisci.
Se invece pensi che ti dispiace rimanendo chiuso in camera tua e non vai a dirglielo e a restituirgli il gioco, l'amicizia rischia di non essere più recuperabile.
C'è bisogno di un atto concreto che dimostri di voler recuperare il difetto.
Il bambino lo sa bene.

Nessun uomo è un'isola

1 marzo 2011 Commenti disabilitati su Nessun uomo è un'isola

«La conoscenza del prossimo ha questo di speciale: passa necessariamente attraverso la conoscenza di se stesso».
Italo Calvino

Non mi sono trovata del tutto d'accordo con questa affermazione letta, affascinante, sì, ma a metà, incompleta. Son infatti convinta che la conoscenza di se stessi passa necessariamente attraverso la conoscenza del prossimo. Il ripiegarsi esclusivamente su se stessi è eliminare la realtà in cui siamo immersi, ma soprattutto è eliminare quelle relazioni con cui fin da quando nasciamo abbiamo contatto. L'esempio più semplice per dimostrare ciò è osservare il bambino, il quale apprende della sua esistenza, della sua persona, del suo Io, solo attraverso gli altri, prima la mamma, poi la famiglia intera, poi gli amici, poi relazioni di altro tipo. Venendo a contatto con tutte queste persone accresce la sua personalità, apprende la realtà e soprattutto conosce meglio se stesso.
Solo guardando il bambino possiamo ricordarci che il bisogno primario di ogni uomo è amare ed essere amato e per farlo occorre il prossimo, l'altro.

Priorità/2

18 febbraio 2011 § 2 commenti

«Ciascuno si dà ogni cura ad educare i propri figli nelle arti, nelle lettere, nella eloquenza, mentre nessuno ha la minima preoccupazione di formare la loro anima»
S.Giovanni Crisostomo

Mi ricoravo di aver scritto una cosa del genere (con molto meno stile, ovvio). Ed infatti. Confronto però le attività dei bambini (ragazzi/giovani) di allora (arti, lettere, eloquenza…) e quelle di oggi, inglese, sport, strumento. Tutti degnissimi, certo. Però mi pare evidente quanto la nostra civiltà non sia poi così avanzata rispetto al IV secolo dopo Cristo. Uno.

In secondo luogo penso che se già allora c'erano di questi problemi, perché dovrebbe essere un problema per me? Il Cristianesimo ha saputo arrivare fino a me, continuerà dopo di me, nonostante l'inglese, lo sport e gli strumenti e quant'altro ci si metta in mezzo.
 


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