Unbroken

18 febbraio 2015 Commenti disabilitati su Unbroken

Se dovessi dargli un voto da 1 a 5, gli darei 3. Non un film indimenticabile, una sceneggiatura a cui manca qualcosa, che non approfondisce i cambiamenti, la maturazione di un giovane. Tuttavia, come spiega questo articolo, la bozza di una conversione, di una fede che piano piano si fa strada durante un cammino doloroso c’è, la si intuisce, la si percepisce. E per questo il film è da vedere, soprattutto alla luce delle critiche di cui parla l’articolo a cui rimando:

La campionessa della Hollywood liberal, la sex symbol che pare disegnata dagli alieni per piacere agli uomini, la moglie del sex symbol maschile Brad Pitt, la madre di una bambina che ha appena imparato a parlare e già vuol cambiare sesso, la donna che si è fatta ricostruire parte del suo corpo per prevenire malattie che non ha, l’ambasciatrice dei rifugiati dell’Unhcr, ha infine partorito un film che appare l’opposto della sua immagine pubblica. Lei sembrerebbe l’emblema della post-modernità, atea, materialista, relativista. Il suo film, al contrario, è denso di dialoghi fra l’uomo e Dio, intriso di un’etica che non si vede e non si sente più da mezzo secolo (con le uniche eccezioni di Mel Gibson e Clint Eastwood, appunto). Angelina Jolie rivela, dunque, un’anima profondamente cristiana prigioniera di un’immagine da liberal. Ed è questo che deve aver spiazzato non pochi osservatori.

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