Seguire Francesco

12 dicembre 2014 Commenti disabilitati su Seguire Francesco

Si tratta di un cambiamento nel senso della testimonianza. Nella pastorale urbana, la qualità sarà data dalla capacità di testimonianza della Chiesa e di ogni cristiano. Papa Benedetto, quando ha detto che la Chiesa non cresce per proselitismo ma per attrazione, parlava di questo. La testimonianza che attrae, che fa incuriosire la gente.
Papa Francesco

 

Seguire Papa Francesco – il suo linguaggio, il suo magistero, le sue azioni – non è sempre facile e immediato come i media vogliono far sembrare. Forse lo è per qualcuno, ma non per tutti, e non c’è nulla di male in questo, era così anche prima, solo che le parti erano invertite. Chi prima criticava Benedetto XVI ora si sbrodola – anche eccessivamente – per Francesco; chi ha amato molto Benedetto rimane perplesso per alcune parole, alcune azioni portate avanti da Francesco.

La soluzione può essere quella di stare molto vicini a Francesco per capire meglio, ma soprattutto per convertirsi là dove forse c’è un po’ di nostra presunzione a predominare (senza per questo rinnegare il proprio pensiero in certe circostanze – le interviste? continuo a pensare che sarebbe meglio non fossero rilasciate così facilmente ai giornali).

Urge quindi la rilettura costante dei suoi discorsi, delle sue omelie, dei suoi pronunciamenti. Tra gli ultimi letti, uno dei più belli è il discorso fatto ai partecipanti al Congresso Internazionale della pastorale delle grandi città. Chiaramente un discorso nelle corde di Papa Francesco: gli ultimi, gli emarginati, gli “scartati”; un discorso pieno di quella misericordia che spesso ci ricorda, senza però perdere la premessa:

Abbiamo pertanto bisogno di un cambiamento di mentalità pastorale, ma non di una “pastorale relativista” – no, questo no – che per voler esser presente nella “cucina culturale” perde l’orizzonte evangelico, lasciando l’uomo affidato a sé stesso ed emancipato dalla mano di Dio. No, questo no. Questa è la strada relativista, la più comoda. Questo non si potrebbe chiamare pastorale! Chi fa così non ha vero interesse per l’uomo, ma lo lascia in balìa di due pericoli ugualmente gravi: gli nascondono Gesù e la verità sull’uomo stesso. E nascondere Gesù e la verità sull’uomo sono pericoli gravi! Strada che porta l’uomo alla solitudine della morte (cfr Evangelii gaudium, 93-97).
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