Mal comune…

29 dicembre 2014 § 1 Commento

E così anche Vittorio Messori ci spiega la sua posizione in merito a questo primo anno e mezzo di pontificato. In modo più pacato di Socci, ma sempre con qualche domanda davanti, che non è poi così una brutta cosa. Ma questo non vuol dire attaccare il papa o farsi protestanti… Sono altri, magari adulatori di Francesco, che manipolano le parole del Papa e le usano per portare acqua al proprio mulino…

[…] Un Papa non imprevisto: per quanto vale, ero tra quelli che si attendevano un sudamericano e un uomo di pastorale, di esperienza quotidiana di governo, quasi a bilanciare un ammirevole professore, un teologo sin troppo raffinato per certi palati, quale l’amato Joseph Ratzinger. Un Papa non imprevisto, dunque, ma che subito, sin da quel primissimo «buonasera», si è rivelato imprevedibile, tanto da far ricredere via via anche qualche cardinale che era stato tra i suoi elettori.

Una imprevedibilità che continua, turbando la tranquillità del cattolico medio, abituato a fare a meno di pensare in proprio, quanto a fede e costumi, ed esortato a limitarsi a «seguire il Papa». Già, ma quale Papa? Quello di certe omelie mattutine a Santa Marta, delle prediche da parroco all’antica, con buoni consigli e saggi proverbi, con persino insistiti avvertimenti a non cadere nelle trappole che ci tende il diavolo? O quello che telefona a Giacinto Marco Pannella, impegnato nell’ennesimo, innocuo digiuno e che gli augura «buon lavoro», quando, da decenni, il «lavoro» del leader radicale è consistito e consiste nel predicare che la vera carità sta nel battersi per divorzio, aborto, eutanasia, omosessualità per tutti, teoria di gender e così via? Il Papa che, nel discorso di questi giorni alla Curia romana, si è rifatto con convinzione a Pio XII (ma, in verità, a san Paolo stesso) definendo la Chiesa «corpo mistico di Cristo»? O quello che, nella prima intervista a Eugenio Scalfari, ha ridicolizzato chi pensasse che «Dio è cattolico», quasi che la Ecclesia una, sancta, apostolica, romana fosse un optional, un accessorio da agganciare o meno, a seconda del gusto personale, alla Trinità divina?

[…] Si potrebbe continuare, naturalmente, con questi aspetti che paiono — e forse sono davvero — contraddittori. Si potrebbe, ma non sarebbe giusto, per un credente. Questi, sa che non si guarda a un Pontefice come a un Presidente eletto di repubblica o come a un re, erede casuale di un altro re.

[…] Chi conosce davvero la storia è sorpreso e pensoso nello scoprire che — nella prospettiva millenaria, che è quella della Catholica — ogni Papa, consapevole o no che lo fosse, ha interpretato la sua parte idonea e, alla fine, rivelatasi necessaria. Proprio per questa consapevolezza ho scelto , per quanto mi riguarda, di osservare, ascoltare, riflettere senza azzardarmi in pareri intempestivi se non addirittura temerari.

Terribile è la responsabilità di chi oggi sia chiamato a rispondere alla domanda: «Come annunciare il Vangelo ai contemporanei? Come mostrare che il Cristo non è un fantasma sbiadito e remoto ma il volto umano di quel Dio creatore e salvatore che a tutti può e vuole dare senso per la vita e la morte?». […]

Così, certe scelte pastorali del «vescovo di Roma», come preferisce chiamarsi, mi convincono; ma altre mi lascerebbero perplesso, mi sembrerebbero poco opportune, magari sospette di un populismo capace di ottenere un interesse tanto vasto quanto superficiale ed effimero. Avrei da osservare alcune cose a proposito di priorità e di contenuti, nella speranza di un apostolato più fecondo. Avrei, penserei: al condizionale, lo ripeto, come esige una prospettiva di fede dove chiunque anche laico (lo ricorda il Codice canonico) può esprimere il suo pensiero, purché pacato e motivato, sulle tattiche di evangelizzazione.

Lasciando però all’uomo che è uscito vestito di bianco dal Conclave la strategia generale e, soprattutto, la custodia del «depositum fidei». In ogni caso, non dimenticando quanto Francesco stesso ha ricordato proprio nel duro discorso alla sua Curia: è facile, ha detto, criticare i preti, ma quanti pregano per loro? Volendo anche ricordare che egli, sulla Terra, è il «primo» tra i preti. E, dunque, chiedendo, a chi critica, quelle preghiere di cui il mondo ride ma che guidano, in segreto, il destino della Chiesa e del mondo intero.
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Perdonami, Padre

23 dicembre 2014 Commenti disabilitati su Perdonami, Padre

È dura ascoltare chi ti fa delle rimostranze. Scappa il giudizio di dire: “Basta, ho bisogno di sentire qualcosa di più bello, dolce…” (forse “innocuo”?). È quello che ho pensato leggendo i primi lanci del discorso del Papa alla Curia ieri. Oggi leggerete che il Papa ha bastonato la Curia, che ha accusati i cardinali di nefandezze, di corruzione e di quant’altro. Sono andata a leggerlo il discorso e ho scoperto che può essere utile come esame di coscienza prima della confessione natalizia, lo dice lui stesso. Può essere che non sia teologicamente profondo, non cita grandi dottori della Chiesa, non è un esegeta, ma può avere grande efficacia se preso personalmente come impegno. Se ne sarà accorto chi lo legge solo con lo scopo di godere di vedere la Curia accusata di ogni male? Non credo.

“[…] Fratelli, tali malattie e tali tentazioni sono naturalmente un pericolo per ogni cristiano e per ogni curia, comunità, congregazione, parrocchia, movimento ecclesiale, e possono colpire sia a livello individuale sia comunitario”.
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Insomma, come ha riassunto Introvigne, per curare “le ferite del peccato che ognuno di noi porta nel suo cuore” – dice il papa – la terapia è una sola: confessione sacramentale, preghiera, devozione alla Vergine Maria.
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Omo-logazione

17 dicembre 2014 Commenti disabilitati su Omo-logazione

Era la signora Parsons… (Signora, veramente, era una parola abolita dal Partito: si sarebbe dovuto chiamar tutti “camerata”).
George Orwell, 1984

Quindi non siate per i “generi”, siate “camerati”.

Seguire Francesco

12 dicembre 2014 Commenti disabilitati su Seguire Francesco

Si tratta di un cambiamento nel senso della testimonianza. Nella pastorale urbana, la qualità sarà data dalla capacità di testimonianza della Chiesa e di ogni cristiano. Papa Benedetto, quando ha detto che la Chiesa non cresce per proselitismo ma per attrazione, parlava di questo. La testimonianza che attrae, che fa incuriosire la gente.
Papa Francesco

 

Seguire Papa Francesco – il suo linguaggio, il suo magistero, le sue azioni – non è sempre facile e immediato come i media vogliono far sembrare. Forse lo è per qualcuno, ma non per tutti, e non c’è nulla di male in questo, era così anche prima, solo che le parti erano invertite. Chi prima criticava Benedetto XVI ora si sbrodola – anche eccessivamente – per Francesco; chi ha amato molto Benedetto rimane perplesso per alcune parole, alcune azioni portate avanti da Francesco.

La soluzione può essere quella di stare molto vicini a Francesco per capire meglio, ma soprattutto per convertirsi là dove forse c’è un po’ di nostra presunzione a predominare (senza per questo rinnegare il proprio pensiero in certe circostanze – le interviste? continuo a pensare che sarebbe meglio non fossero rilasciate così facilmente ai giornali).

Urge quindi la rilettura costante dei suoi discorsi, delle sue omelie, dei suoi pronunciamenti. Tra gli ultimi letti, uno dei più belli è il discorso fatto ai partecipanti al Congresso Internazionale della pastorale delle grandi città. Chiaramente un discorso nelle corde di Papa Francesco: gli ultimi, gli emarginati, gli “scartati”; un discorso pieno di quella misericordia che spesso ci ricorda, senza però perdere la premessa:

Abbiamo pertanto bisogno di un cambiamento di mentalità pastorale, ma non di una “pastorale relativista” – no, questo no – che per voler esser presente nella “cucina culturale” perde l’orizzonte evangelico, lasciando l’uomo affidato a sé stesso ed emancipato dalla mano di Dio. No, questo no. Questa è la strada relativista, la più comoda. Questo non si potrebbe chiamare pastorale! Chi fa così non ha vero interesse per l’uomo, ma lo lascia in balìa di due pericoli ugualmente gravi: gli nascondono Gesù e la verità sull’uomo stesso. E nascondere Gesù e la verità sull’uomo sono pericoli gravi! Strada che porta l’uomo alla solitudine della morte (cfr Evangelii gaudium, 93-97).
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La pazienza

9 dicembre 2014 Commenti disabilitati su La pazienza

Cose difficili da tenere a mente:

[…] Bisogna resistere alla tentazione di sostituirsi alla libertà delle persone e a dirigerle senza attendere che maturino realmente. Ogni persona ha il suo tempo, cammina a modo suo e dobbiamo accompagnare questo cammino. Un progresso morale o spirituale ottenuto facendo leva sull’immaturità della gente è un successo apparente, destinato a naufragare. Meglio pochi, ma andando sempre senza cercare lo spettacolo! L’educazione cristiana invece richiede un accompagnamento paziente che sa attendere i tempi di ciascuno, come fa con ognuno di noi il Signore: il Signore ha pazienza con noi! la pazienza è la sola via per amare davvero e portare le persone a una relazione sincera col Signore.
Papa Francesco, Discorso ai partecipanti al III Convegno mondiale dei Movimenti ecclesiali e delle Nuove Comunità [Leggi tutto]

Pillola rossa o pillola blu

5 dicembre 2014 Commenti disabilitati su Pillola rossa o pillola blu

Ci sono molte opinioni contrastanti riguardo al film Matrix. Ma non voglio parlare di questo. Mi interessa solo ripresentare la scelta tra Pillola rossa o Pillola blu. Da una parte la consapevolezza che la realtà è molto più grande di quella che appare, dall’altra il non volere coglierla, il farsi andare bene le cose come stanno, anche quelle che per istinto senti sbagliate.

Cos’è oggi Matrix? È questo Potere che ci imbocca e ci soffoca. Ma c’è sempre qualcosa, un imprevisto, qualcuno, che ci dà la possibilità di rialzare la testa.

Così vicino…

3 dicembre 2014 Commenti disabilitati su Così vicino…

“Ci sono quelli che sono in collera con gli uomini e allora pensano di amare Dio. Molti vengono per le parole strane e dure, per ridestare il cuore morto nel petto”.

Una prosa di episodi del Vangelo, raccontati da uomini e donne del tempo, da discepoli non evangelisti, da Pietro, Giovanni, Andrea, Giuda… da potenti del tempo. Uno sguardo nuovo su una umanità sofferente, alla ricerca di qualcosa che la ridesti, le dia un senso nuovo. Uno sguardo su una realtà a noi lontana nel tempo, ma solo in quello, perché il cuore dell’uomo invece è sempre uguale a se stesso: bisognoso di qualcuno che si pieghi a riempirlo di uno sguardo che altrimenti sarebbe sconosciuto. “Gesù, un racconto sempre nuovo” di Davide Rondoni è un libro semplice, ma denso di preghiera, di parole nuove e scavate, ma soprattutto con un Gesù molto vicino, quasi da poterlo toccare.

Dove sono?

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