“L’unica risposta è che s’incontri una presenza diversa”

4 marzo 2013 Commenti disabilitati su “L’unica risposta è che s’incontri una presenza diversa”

“Come ha detto Gesù: «Tutto il mondo è sottoposto alla menzogna», e, adesso, la menzogna è giunta al suo parossismo completo perché il concreto della vita è cancellato; ma la vicenda della menzogna si gioca nella persona. Infatti uno s’ammazza o uno vive come un morto, accetando d’essere morto; ed è questo, poi, il vero suicidio. Quindi è ancora nella persona che si gioca la ripresa, il risorgimento, la rivoluzione. E, tuttavia, come fa adesso ad accadere questa ripresa? È questo il punto da affrontare. Esteriormente, l’unica risposta è che s’incontri una presenza diversa; che ci si imbatta in una presenza diversa; questa presenza può fare allora da reagente, da catalizzatore delle energie ormai latitanti.

[…] E il risveglio della memoria avviene in compagnia di uno che vive già questa memoria. Non ci sono altre soluzioni. È il moltiplicarsi di queste presenze. Dice la Bibbia: «Ad ogni uomo Dio ha dato responsabilità del fratello»: uno che ha una fede anche in modo semplicemente implicito non può non conservare la fiducia nell’umano; deve perciò preoccuparsi della gente che lo circonda e diventare presenza per chiunque gli stia vicino; e, innanzitutto, per il marito, la moglie, i figli, gli amici di scuola, i compagni d’università e di lavoro. Ma se questo si verifica, è impossibile che poi queste persone non si riconoscano tra di loro, che non stabiliscano una solidarietà; che non sentano nascere tra di loro un bisogno, come dicevo prima, «sindacale». È dal moltiplicarsi di questi atomi che sorge un movimento; e un movimento allora contesta il meccanismo del potere. Però il tipo di inaridimento, il tipo di complesso nichilistico che la società ingenera, in cui la società cresce oggi la gente, questo complesso nichilistico rende stentata la ripresa di coscienza della responsabilità che si ha anche in chi conserva la fede, anche in chi conserva la fede naturale nel valore della vita; e perciò rende quasi impossibile la nascita del movimento. Comunque, secondo me, questo è l’aspetto fondamentale di un contrattacco nella società di oggi. Che la verità, che ha come suo luogo la mia persona, il mio stesso «io», si rianimi, abbia veramente il coraggio del suo essere, del suo vivere; che si renda conto di se stessa”.
[Leggi tutto: “Don Luigi Giussani, Giovanni Testori. Impetuoso dialogo tra due uomini innamorati della verità“].

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