I più depressi d’Europa

18 settembre 2012 § 3 commenti

I 60enni italiani sono i più depressid’Europa (quasi l’85%) come emerge da uno studio dell’Istituto francese di studi demografici (Ined) sulla qualità di vita dei senior, pubblicato dal quotidiano Le Parisien. In Italia, solo il 15% degli uomini e il 17% delle donne di 60 anni è soddisfatto della propria vita.
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Ora, c’è da domandarsi cosa possa portare i sessantenni di oggi ad essere depressi. È la generazione nata negli anni Cinquanta, hanno sempre vissuto in tempo di pace, erano giovanotti nel ‘Sessantotto, quindi, secondo la vulgata, se la sono anche goduta (mica come i repressi sfigati dei loro genitori e nonni). Hanno avuto le scuole migliori, le università migliori, grandi opportunità di lavoro. Hanno costruito case, villette, hanno iniziato a viaggiare, hanno imparato lingue ai loro genitori sconosciute, hanno ottenuto le leggi che facevano loro comodo, come quella sul divorzio e quella sull’aborto.
Cosa c’è dunque che non li soddisfa? O, rigirando la domanda, cosa dovrebbero avere per sentirsi “soddisfatti della loro vita” ed essere felici? Forse ciò che questa generazione, ora depressa, ha rinnegato e dimenticato, o semplicemente deriso.

§ 3 risposte a I più depressi d’Europa

  • annavercors scrive:

    beh… io appartengo alla categoria dei sessantenni ma non sono affatto depressa. Anzi! sto riscoprendo tutta la positività anche di quello che un tempo mi sembrava negativo o male, perché tutto è servito a fare di me quella che sono ora. E non smetto di ringraziare Dio per questa vita così strana e bella nonostante tutti i problemi che, come tutti, ho.

  • Quidestveritas scrive:

    È chiaro che è un post che generalizza un sondaggio ed una categoria…e come tale va preso…nessuna volontà di giudicare. Solo una riflessione, sul perché di una insoddisfazione generazionale (se vera)…

  • Cassiodoro scrive:

    …soffrono della depressione, che, prima o poi, tocca a tutti quelli che hanno avuto tutto dalla vita. Con tutto intendo i “giochi” (diritti, villette, spassi vari) che in realtà si rivelano specchietti per allodole, perché ciò che più conta nella vita è -paradossalmente- ciò che meno pare materiale: la fede, la capacità di accontentarsi, eccetera.

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