La seconda chance/2

8 agosto 2012 § 5 commenti

Che strano. Scrivevo di “Seconda chance” ed oggi ritorno sull’argomento, visto che alla prima caduta, al primo errore di un atleta, tutti utilizzano paroloni enormi come “vergogna”, “rabbia”, “schifo”…

Chi si riempie la bocca di tali aggettivi per descrivere l’errore, l’ERRORE, di Alex Schwazer, campione olimpico nella marcia a Pechino 2008 e positivo all’antidoping alla vigilia della sua gara a Londra 2012, primi fra tutti quel giornale rosa dalla vergogna che ha già  sulla coscienza la vita di Marco Pantani, descritto come un mostro (seppur mai trovato positivo), mostra una errata concezione dell’uomo e dell’atleta. Ha in mente un homo atleticus perfetto, pronto al sacrificio, alla dedizione, alla totale consegna di sé verso la propria disciplina. Un novello spartano che combatte per il culto del corpo scolpito perfettamente, per il benessere fisico, per la mens sana, infine, forse, per la gloria della propria Nazione.

Per fortuna anche l’atleta è invece solo un uomo, che cade e si può rialzare, si deve mettere nelle condizioni di rialzarsi e non spinto a terra con la faccia nel fango. Alex Schwazer è caduto, spinto dall’ideale dell’homo atleticus che gli è stato imposto in questi anni. Ora si riscopre uomo. Speriamo di vederlo anche noi come un semplice uomo che ha sbagliato e che merita una seconda chance.

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