Pillola climatica

31 agosto 2012 Commenti disabilitati su Pillola climatica

Quest’estate non si è parlato che di Minosse, Caronte, Beatrice, che, come con Dante, si è fatta attendere non poco per rinfrescare l’Italia da…Lucifero. Non ne comprendevo la mania giornalistica. Per il prossimo anno prepariamoci a sentire nominare Zeus nel caso dei temporali, di Eolo quando soffia un po’ di Mastrale, di Poseidone se i mari si sollevano.

The Way Back

17 agosto 2012 Commenti disabilitati su The Way Back

Anche le pulci cercano di sopravvivvere. Anche nel gelo della Siberia.
Come possono non farlo gli uomini in un gulag della Siberia? Magari abbruttendosi, annichilendosi, o forse cercando di rimanere umani, con piccoli gesti, con piccole cose. E lo stesso patendo la fame, il gelo, la sete, la fatica di essere uomini liberi.
Cercare di mantenere la propria dignità, cercare la libertà, e poi cercare di rimanere uomini fino alla fine è la sfida di un gruppo di prigionieri che fuggono da un gulag siberiano in cui sono stati rinchiusi chi per criminalità, chi perché ritenuto spia, chi perché viveva per strada, ecc. Un gruppo di uomini che sceglie di seguire l’ufficiale polacco Janusz che farà loro da guida, sia verso la libertà, sia verso la riscoperta della propria dignità di uomini, “the way back“.
Una storia vera, raccontata da Slavomir Rawicz nel libro Tra noi e la libertà e da Peter Weir in The Way Back, appunto, film del 2010 che è stato distribuito con grande difficoltà, nonostante un ottimo cast e un grande regista.

Facile immaginare perché.

Cicli

14 agosto 2012 Commenti disabilitati su Cicli

Oceani velenosi 201 milioni di anni fa. Durante la grande estinzione di massa che ha segnato la fine del Triassico, le acque meno profonde degli oceani erano ricche di acido solfidrico, un vero e proprio veleno per la maggior parte degli organismi marini. Il fenomeno è stato “registrato” nelle rocce che si sono formate in quell’epoca sui fondali, ed è stato riportato a galla dai ricercatori tedeschi della Goethe University Frankfurt, che pubblicano i risultati dei loro studi su Nature Geoscience.
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Da qui a 200 milioni di anni anche le coste italiane saranno ripulite dai veleni odierni. Che oggi intervenga o meno qualche magistrato che ha troppa considerazione di sé sarà perfettamente inutile. Nessuno lo saprà, nessuno lo tramanderà. Le coste saranno ancora lì (forse). Loro no. Noi no.

La seconda chance/2

8 agosto 2012 § 5 commenti

Che strano. Scrivevo di “Seconda chance” ed oggi ritorno sull’argomento, visto che alla prima caduta, al primo errore di un atleta, tutti utilizzano paroloni enormi come “vergogna”, “rabbia”, “schifo”…

Chi si riempie la bocca di tali aggettivi per descrivere l’errore, l’ERRORE, di Alex Schwazer, campione olimpico nella marcia a Pechino 2008 e positivo all’antidoping alla vigilia della sua gara a Londra 2012, primi fra tutti quel giornale rosa dalla vergogna che ha già  sulla coscienza la vita di Marco Pantani, descritto come un mostro (seppur mai trovato positivo), mostra una errata concezione dell’uomo e dell’atleta. Ha in mente un homo atleticus perfetto, pronto al sacrificio, alla dedizione, alla totale consegna di sé verso la propria disciplina. Un novello spartano che combatte per il culto del corpo scolpito perfettamente, per il benessere fisico, per la mens sana, infine, forse, per la gloria della propria Nazione.

Per fortuna anche l’atleta è invece solo un uomo, che cade e si può rialzare, si deve mettere nelle condizioni di rialzarsi e non spinto a terra con la faccia nel fango. Alex Schwazer è caduto, spinto dall’ideale dell’homo atleticus che gli è stato imposto in questi anni. Ora si riscopre uomo. Speriamo di vederlo anche noi come un semplice uomo che ha sbagliato e che merita una seconda chance.

La seconda chance

6 agosto 2012 § 3 commenti

Un elogio del rialzarsi. Un elogio per una seconda possibilità. Una possibilità che sia di redenzione. Mi ha dato questa impressione la prima serie di Person of Interest, nuova serie televisiva americana prodotta dalla Bad Robot di J.J.Abrams e la Warner Bros, ma non solo un’impressione, visto che più volte, nel corso delle 23 puntate, si parla di “seconda chance”.

Il primo ad usufruire di una “seconda chance” è John Reese, il protagonista, interpretato da Jim Caviezel, il Gesù di The Passion, un ex militare dal passato da sicario della Cia. La violenza e gli omicidi sono il suo pane quotidiano, finché un fatto riguardante la sua vita privata lo sconvolge a tal punto dal nascondersi come clochard nei sobborghi di New York. Harold Finch gli offre però una “seconda chance”: salvare le persone indicate in pericolo da una macchina di sua invenzione, creata per fronteggiare il terrorismo. Anche Finch è alla “seconda chance”?

Il desiderio di cancellare le proprie pene, i propri, sì, “peccati”, è il motore che spinge Finch e Reese verso il prossimo. Ma di seconda chence può parlare anche il detective Fusco, poliziotto corrotto che saprà redimersi. E tanti protagonisti delle singole puntate.

Dopo Fringe, in cui è il ruolo della scienza ad essere indagato, J.J. Abrams crea un telefilm che sa indagare nell’animo delle persone e nel loro infinito desiderio di rialzarsi, di cambiare, di rigenerarsi, di redimersi. Per tutti infatti ci deve essere una “seconda chance”.

Dove sono?

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