Disse il Diavolo

27 aprile 2012 Commenti disabilitati su Disse il Diavolo

“Mi scusi, ma qualcosa di poco buono si nasconde negli uomini che evitano il vino, il gioco, la compagnia di donne affascinanti, la conversazione conviviale. Questi uomini, o sono gravemente ammalati, oppure odiano in segreto il prossimo”.
Michael Bulgakov, Il Maestro e Margherita

Salute&Salume

26 aprile 2012 Commenti disabilitati su Salute&Salume

Deve essere piuttosto triste essere fanciulli in età scolare, oggi. Dove una volta c’era la gitarella presso il duomo della città, per ascoltare lezione di cultura e di bellezza, oggi c’è la pulizia degli argini dei fiumi e dei rivi, in compagnia di Legambiente e WWF, oppure la visita alla filiale provinciale delle Agenzie delle Entrate, nuovo tempio sacro da adorare e onorare, per addestrare i piccoli cittadini alla “legalità” e “moralità”, quella di stato, naturalmente. Dove una volta c’era la ricreazione con i panini e prosciutto portati da casa, oggi le mamme sono obbligate a mettere nello zaino la frutta, al massimo i crackers. Nelle mense dell’Emilia-Romagna, poi, non si fanno mancare niente. Dopo l’introduzione del solo biologico, ora si sconsiglia la somministrazione di “prodotti di salumeria freschi, da cuocere e stagionati“. In nome di cosa? Della salute. Ma di quale salute? Della loro, di quella che vogliono imporci. Nel mondo perfetto ai bambini e ai ragazzi non si possono dare salumi e insaccati. Non sono mica contraccettivi.

È la domanda il nostro chiodo fisso

24 aprile 2012 Commenti disabilitati su È la domanda il nostro chiodo fisso

«Desidero condividere con te una geniale intuizione che ho avuto, durante la mia missione qui. Mi è capitato mentre cercavo di classificare la vostra specie. Improvvisamente ho capito che voi non siete dei veri mammiferi: tutti i mammiferi di questo pianeta d’istinto sviluppano un naturale equilibrio con l’ambiente circostante, cosa che voi umani non fate. Vi insediate in una zona e vi moltiplicate, vi moltiplicate finché ogni risorsa naturale non si esaurisce. E l’unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un’altra zona ricca. C’è un altro organismo su questo pianeta che adotta lo stesso comportamento, e sai qual è? Il virus. Gli esseri umani sono un’infezione estesa, un cancro per questo pianeta: siete una piaga. E noi siamo la cura».

La citazione è tratta, per chi non l’avesse riconosciuta, da The Matrix e a parlare è l’Agente Smith, il programma sentinella che ha l’obiettivo di stanare gli hackers “reali” che penetrano nel Sistema. Interessante notare come queste parole siano state messe in bocca ad un “programma”, quando nel nostro mondo ci tocca sentirle da esseri umani. Oppure potrebbero essere anche loro “Agenti Smith” in missione per convincere gli esseri umani verso una direzione di auto-annientamento, in stile Matrix, appunto. Nonostante questo, persiste l’umanità, riassunta in un’altra battuta del film:

«So perché sei qui, Neo. So cosa stai facendo. So perché non dormi. So perché vivi da solo e perché, una notte dietro l’altra, lavori al tuo computer. Tu stai cercando lui. Lo so perché a suo tempo ho cercato la stessa cosa. E quando lui ha trovato me mi ha detto che non cercavo qualcosa di preciso, ma che cercavo una risposta. È la domanda il nostro chiodo fisso, Neo. È la domanda che ti ha spinto fin qui. E tu la conosci, come la conoscevo io».
Trinity a Neo

 

Orizzonti

23 aprile 2012 Commenti disabilitati su Orizzonti

Potrebbe essere la prima tappa per risvegliarsi da un sonno in cui spesso ci si rinchiude, quasi a volersi costruir attorno un Matrix che ci nutra e si prenda cura di noi, così da far passare i giorni con quieto vivere: anestetizzando le sofferenze, ma anche lo sguardo pulito sul mondo reale, sulla natura e sulla bellezza che ci circonda. “La natura è un codice miniato che teniamo fra le mani, che non cessa di sussurrarci il vero“. Basta uscire dal nostro Matrix quotidiano.

«Le pagine dentro i testi ispirati fanno eco, e in molti passi evocano, quelle del cosmo; dalla scrittura minuta e cangiante delle acque e delle onde a quella immutabile e apparentemente lontanissima degli spazi siderali e delle stelle, che hanno sempre suscitato questioni e domande profonde negli uomini che le contemplavano, dagli astrologi della Mesopotamia e dei Maya fino ai poeti di ogni cultura. […] La natura è un codice miniato che teniamo fra le mani, che non cessa di sussurrarci il vero; quella verità che è appena fuori di noi e nel nostro profondo, al tempo stesso, riecheggia. […]La sfida più grande per la nostra natura umana, ovvero per la nostra libertà, alla fine è seguire. In questo la bellezza della natura aiuta, consola, e ci rende grati, appena facciamo un po’ di attenzione».
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Perché sono felice

18 aprile 2012 § 1 Commento

Simone Moro è uno dei migliori alpinisti italiani, se non il migliore, attualmente. Parla della montagna, delle sue scalate, con la luce negli occhi. Si vede che è il suo “sogno”.

“Perché lo fai?”
“Perché sono felice”
Minuto 11’43”

Bisognerebbe affrontare gli “Everest della vita” con la stessa passione con cui Moro affronta l’Everest in invernale.

Allarme legalismo

18 aprile 2012 Commenti disabilitati su Allarme legalismo

Un bambino di 10 anni ruba uno smartphone alla maestra e subito si scatena la fiera delle ovvietà. I servizi sociali, allarmati perché si è abbassata l’età di chi compie questi gesti, premurosi svolgeranno “un’indagine rivolta a conoscere la personalità del bambino, il contesto familiare e di vita del bambino, la capacità di protezione del nucleo familiare nei confronti del minore, il tutto chiaramente finalizzato ad un’azione preventiva affinchè un episodio analogo non debba ripetersi”. Siamo di fronte a servizi sociali “precog” di Dickiana memoria? Inquietante.

Il pedagogista di turno si butta nella diagnosi à la carte: “Questo bambino ha qualche problema di contestualizzazione, magari un disturbo dell’attenzione, mi sento di escludere qualsiasi intenzionalità. Ciò che dunque occorre, a questo punto, è un recupero educativo mirato, e non interventi punitivi”. Mi viene in mente il recupero del protagonista di Arancia Meccanica, costretto a vedere continuamente immagini di violenza per ottenerne il rifiuto.

In tutto questo bailamme di voci, ancora una volta la questione educativa, di cui ora tutti si riempiono la bocca, è rivolta solamente ad un fatto legalistico. L’educazione è diventata il rispetto della legalità: “un episodio analogo non deve ripetersi”, e per quale misterioso motivo non potrebbe più ripetersi un fatto del genere? Forse per questo? Perché stupidi corsi alla legalità possono “educare” il cuore dell’uomo? Magari riempirlo? Dubitiamo. Ed è per questo che fatti del genere continueranno ad esserci, anzi, aumenteranno. Con grande stupore degli “addetti ai lavori”.

Giona

17 aprile 2012 Commenti disabilitati su Giona

Essere un Giona, nel linguaggio marinaresco, vuol dire portare male. Talmente tanto che, chi era accusato di essere un Giona, veniva buttato fuori bordo con una pietro legata ai piedi. Ma Giona è anche colui che si precipita nelle tenebre del pesce per non vedere, per non sentire, per non obbedire. Solo uscendo dalle tenebre, dal buio di se stesso, può riprendere a sentire, vedere, domandare. Ma ci vuole sempre qualcosa, o qualcuno, che tiri fuori Giona da quelle tenebre, da quel ventre insonorizzato. Capita più volte nella vita di fare come Giona. È come una quarentena. A cui segue una convalescenza.

Dove sono?

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