Omissione

12 gennaio 2012 § 1 Commento

Una volta c’era il peccato di omissione. Ora si dice che non bisogna parlarne perché altrimenti si fa pubblicità. Che in parte può anche essere vero, ma non se poi commetto l’omissione. Se tradisco il mio mandato. Perché altrimenti urleranno i tetti, o le pietre. Ed io sarò stato zitto quando invece potevo testimoniare, correggere, parlare. 
E allora che fare di fronte ad uno spettacolo osceno e blasfemo? Si sta zitti per non fare pubblicità, si ignora vigliaccamente, o si interviene criticamente?

Tornielli dà il suo giudizio: «Mi fa schifo e mi offende che il volto di Cristo sia imbrattato, l’ennesima riprova del fatto che tutto è tollerabile e tollerato nelle nostre società occidentali quando nel mirino ci sono i simboli cristiani. Se ci sono gli estremi legali per fare delle denunce è giusto che vengano fatte. Ma per quanto riguarda la protesta pubblica, temo che l’effetto, come sta in parte già sta accadendo, sia quello di fare un grande favore a Castellucci & company».

Più interessante il giudizio di suor Maria Gloria Rivi, una riflessione che parte proprio dall’oggetto dello spettacolo: «Può un percorso di ricerca partire da un presunto concetto? Il Volto è una realtà. Sovviene l’affermazione di un grande – e mi perdonerà il nostro Castellucci se lo considero più grande di lui – vale a dire Gregorio Nazianzeno che suona così: i concetti creano gli idoli solo lo stupore conosce. Ecco qui smascherata l’opera idolatra del grande regista provocatore, la ricerca ideologica di una dissacrazione fine a se stessa».

D’accordo, niente cortei, niente proteste in stile “L’ultima tentazione di Cristo”, ma a difendere Cristo siamo chiamati, nel merito, senza condanne, senza anatemi, dicendo semplicemente la verità.

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