Effatà

11 novembre 2011 Commenti disabilitati su Effatà

Ricordo ancora il mio primo walkman. Non era certamente un Sony, ma tutti gli apparecchi portatili lettori di musicassette erano ormai consuetidinariamente chiamati walkman. Ricordo la prima cassetta originale ascoltata, ricordo i viaggi in cui l'ho adoperato, ricordo il senso di indipendenza che mi dava. Poi con l'età della ragione è stato deposto, in qualche situazione sostituito da un lettore Mp3, tuttavia deposto in luogo pubblico, tranne che per i viaggi lunghi. Eppure sempre più si vedono persone mature che circolano con cuffiette. Legittimo, più comodo di un tempo, e soprattutto molto più trend. Tuttavia non credo che come opportunità, come "regole", ci siamo allontanati molto dall'epoca dei primi walkman. Che differenza c'è tra chi ascolta musica camminando ed un bambino che si tappa le orecchie con le mani e fa versi per non ascoltare quello che gli viene detto?
"Nessun uomo è un'isola" diceva Thomas Merton. Eppure in questo, c'è un po' una caccia ad essere "isola", privandosi di una possibile relazione con il prossimo: Io da solo nell'universo. 
Eppure qualcuno diceva ai sordi: "Effatà", apriti!.

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