Metamorfosi antropologica

24 ottobre 2011 § 1 Commento

Grande confusione in merito al convegno di Todi. Volevano fondare la Democrazia Cristiana? Volevano dare una spallata al Governo? Volevano eleggere il futuro leader dei politici cattolici? Si sono letti molti commenti in merito. Ma come al solito la stampa ha dato meno peso all'intervento più significativo e decisamente imprescindibile. Quello del Card. Bagansco, che quando non è utile alla sua causa (del Potere), è meglio non far udire.

 

[…] E’ noto che non tutte le concezioni antropologiche sono equivalenti sotto il profilo morale; da umanesimi differenti discendono conseguenze opposte per la convivenza civile. Se si concepisce l’uomo in modo individualistico, come oggi si tende, come si potrà costruire una comunità solidale dove si chiede il dono e il sacrificio di sé? E se lo si concepisce in modo materialistico, chiuso alla trascendenza e centrato su se stesso, un grumo di materia caduto nello spazio e nel tempo, come riconoscerlo non “qualcosa” tra altre cose, ma “qualcuno” che è qualitativamente diverso dal resto della natura? E su che cosa potrà poggiare la sua dignità inviolabile? E quale sarà il fondamento oggettivo e non manipolabile dell’ordine morale? Solo Dio Creatore e Padre può fondare e garantire la più alta delle creature, l’uomo. Per questo, dove la religione subisce l’emarginazione palese o subdola, dove si pretende di  confinarla nella sfera individuale come una questione  priva di valenza pubblica – magari con la motivazione del  primato della testimonianza silenziosa puntiforme o della neutralità rispettosa – l’uomo rapidamente declina sotto l’imperio di logiche illiberali, e diventa preda di poteri ridenti ma disumani. 

[…] Oggi l’attenzione generale è puntata con ragione ai grandi problemi del lavoro, dell’economia, della politica, della solidarietà e della pace: problemi che oggi  attanagliano pesantemente persone, famiglie e collettività, specialmente i giovani. La sensibilità e la presenza  costante della chiesa sul versante dell’etica sociale è sotto gli occhi di tutti e nessuno la può, nella sua millenaria  storia, onestamente negare. 

[…] Ma la giusta preoccupazione verso questi temi non deve far perdere di vista la posta in gioco che è forse meno evidente, ma che sta alla base di ogni altra sfida: una specie di metamorfosi antropologica. Sono in gioco, infatti, le sorgenti stesse dell’uomo: l’inizio e la fine della vita umana, il suo grembo naturale che è l’uomo e la donna nel matrimonio, la libertà religiosa ed educativa che è condizione indispensabile per porsi davanti al tempo e al destino. Proprio perché sono “sorgenti” dell’uomo, questi principi sono chiamati “non negoziabili”. Quando una società s’ incammina verso la negazione della vita, infatti, “finisce per non trovare più le motivazioni e le energie necessarie per adoperarsi a servizio del vero bene dell’uomo. Se si perde la sensibilità personale e sociale verso l’accoglienza di una nuova vita, anche altre forme di accoglienza utili alla vita sociale si inaridiscono” (Benedetto XVI, Caritas in veritate, n. 28).
Card. Bagnasco [Leggi tutto]

§ Una risposta a Metamorfosi antropologica

  • […] Intanto però “la chiesa ruiniana dei valori non negoziabili esce triturata”, sebbene Bagnasco avesse messo in guardia quei cagnolini dalle briciole. Si continua così quella lunga, inestinguibile buona battaglia. Ma […]

Che cos'è?

Stai leggendo Metamorfosi antropologica su Quid est Veritas?.

Meta

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: