Il potere del Potere

28 ottobre 2011 § 2 commenti

Così il Potere condiziona, lancia messaggi e affascina. 
Decidete di resistere e vi faranno passare per degli sciocchi.

 


 

L'unione fa la forza/2

27 ottobre 2011 Commenti disabilitati su L'unione fa la forza/2

Dicevamo delle colonne e dei capitelli e delle decorazioni dell'Abbazia di Staffarda, straordinaria opera voluta dai domenicani. Ecco, più dei capitelli dell'abbazia, troppo in alto per essere osservati, colpiscono quelli delle colonnine del chiostro, la parte del complesso architettonico più curata vista l'aria di abbandono che si respira invece all'intorno.  Ancora una volta capitelli uno diverso dall'altro, anche per un chiostro che fa dell'armonia il suo unico scopo. Non dovrebbe essere la simmetria la bellezza suprema? Come nel Partenone, dove i capitelli sono tutti dorici? No, anche nella Creazione, la diversità delle creature non impedisce di ammirarne la bellezza.
Il particolare crea la complessità. Il singolo partecipa all'insieme. L'uomo è dentro ad una comunione, come una colonnina in un chiostro. Sono creati unici, entrambi con uno scopo bello. Sorreggere qualcosa per qualcosa. Portare un peso per una bellezza. Splendere con gli altri, perché è l'unione che fa la forza, non la divisione, non la ribellione. 

Metamorfosi antropologica

24 ottobre 2011 § 1 Commento

Grande confusione in merito al convegno di Todi. Volevano fondare la Democrazia Cristiana? Volevano dare una spallata al Governo? Volevano eleggere il futuro leader dei politici cattolici? Si sono letti molti commenti in merito. Ma come al solito la stampa ha dato meno peso all'intervento più significativo e decisamente imprescindibile. Quello del Card. Bagansco, che quando non è utile alla sua causa (del Potere), è meglio non far udire.

 

[…] E’ noto che non tutte le concezioni antropologiche sono equivalenti sotto il profilo morale; da umanesimi differenti discendono conseguenze opposte per la convivenza civile. Se si concepisce l’uomo in modo individualistico, come oggi si tende, come si potrà costruire una comunità solidale dove si chiede il dono e il sacrificio di sé? E se lo si concepisce in modo materialistico, chiuso alla trascendenza e centrato su se stesso, un grumo di materia caduto nello spazio e nel tempo, come riconoscerlo non “qualcosa” tra altre cose, ma “qualcuno” che è qualitativamente diverso dal resto della natura? E su che cosa potrà poggiare la sua dignità inviolabile? E quale sarà il fondamento oggettivo e non manipolabile dell’ordine morale? Solo Dio Creatore e Padre può fondare e garantire la più alta delle creature, l’uomo. Per questo, dove la religione subisce l’emarginazione palese o subdola, dove si pretende di  confinarla nella sfera individuale come una questione  priva di valenza pubblica – magari con la motivazione del  primato della testimonianza silenziosa puntiforme o della neutralità rispettosa – l’uomo rapidamente declina sotto l’imperio di logiche illiberali, e diventa preda di poteri ridenti ma disumani. 

[…] Oggi l’attenzione generale è puntata con ragione ai grandi problemi del lavoro, dell’economia, della politica, della solidarietà e della pace: problemi che oggi  attanagliano pesantemente persone, famiglie e collettività, specialmente i giovani. La sensibilità e la presenza  costante della chiesa sul versante dell’etica sociale è sotto gli occhi di tutti e nessuno la può, nella sua millenaria  storia, onestamente negare. 

[…] Ma la giusta preoccupazione verso questi temi non deve far perdere di vista la posta in gioco che è forse meno evidente, ma che sta alla base di ogni altra sfida: una specie di metamorfosi antropologica. Sono in gioco, infatti, le sorgenti stesse dell’uomo: l’inizio e la fine della vita umana, il suo grembo naturale che è l’uomo e la donna nel matrimonio, la libertà religiosa ed educativa che è condizione indispensabile per porsi davanti al tempo e al destino. Proprio perché sono “sorgenti” dell’uomo, questi principi sono chiamati “non negoziabili”. Quando una società s’ incammina verso la negazione della vita, infatti, “finisce per non trovare più le motivazioni e le energie necessarie per adoperarsi a servizio del vero bene dell’uomo. Se si perde la sensibilità personale e sociale verso l’accoglienza di una nuova vita, anche altre forme di accoglienza utili alla vita sociale si inaridiscono” (Benedetto XVI, Caritas in veritate, n. 28).
Card. Bagnasco [Leggi tutto]

L'unione fa la forza

20 ottobre 2011 Commenti disabilitati su L'unione fa la forza

C'è una particolare caratteristica dell'Abbazia di Staffarda (CN) che colpisce. Tutti i pilastri e i capitelli e le decorazioni delle volte a crociera sono tutti diversi gli uni dagli altri. Ma nonostante questo, tutto l'interno dell'abbazia risulta assolutamente armonioso e quasi non ci si fa caso alle diversità architettoniche, cromatiche e decorative. Come mai? Nelle guide si dice che non si sa il motivo per cui fu fatta questa scelta. Una risposta plausibile potrebbe essere che i Certosini – fondatori dell'abbazia – volevano mostrare la finitezza dell'uomo in confronto all'infinità di Dio. A me viene piuttosto in mente come, nonostante la diversità degli uomini, essi possano riuscire a convivere, a costruire armoniosamente una loro opera se progettata per un fine preciso: lodare Dio. La Chiesa si può fondare su diversità di uomini, di pensieri, di cultura, ma tutti possono portare avanti una costruzione che sia bella e armoniosa.

 

Tracce

13 ottobre 2011 § 4 commenti

Attenzione spoiler. Qui di seguito sono riportate alcune battute della puntata 3 della quarta stagione di Fringe.

Premessa. Un uomo che in un mondo è un profiler, uno psicologo di criminali, in un mondo parallelo è uno psicopatico serial killer che ruba i ricordi piacevoli alle sue vittime. Lo psicologo viene mandato nel mondo parallelo a studiare il profiler del suo alterego, senza rivelargli che si tratta di un altro "lui", ma le precauzioni che vengono prese non sono sufficienti e lo psicologo capisce che il serial killer è un se stesso psicopatico poiché nella sua infanzia non ha incontrato Marjorie, la persona che gli ha donato amore nell'infanzia permettendogli di superare i contrasti con la sua realtà. Tornato nel "nostro" mondo, per una serie di circostanze, lo psicologo non ricorda Marjorine. Diverrà dunque uno psicopatico anche lui?

Agente Dunham: Si ricorda di Marjorie?
Psicologo: Anche l'altro agente me l'ha chiesto. No.
Ma e' tutto abbastanza nebuloso, in questo momento.
Ha qualcosa a che fare con l'indagine?
Agente Dunham: In un certo senso…Si riprenda presto.
Psicologo: Sa come si dice… anche quando si e' nell'angolo piu' buio…si puo' sempre andare verso la luce.
Agente Dunham: Sa cosa le ha insegnato, ma non riesce a ricordare chi e'. Com'e' possibile?
Colonnello Broyles: Col rischio di sembrare sentimentale… ho sempre pensato che ci sono persone che lasciano una traccia indelebile nell'anima…un imprint che non puo' essere cancellato.
(By Itasa)

Non siamo isole, pur con le cuffiette. È l'altro che in qualche maniera ci fa.

Pillole/22

12 ottobre 2011 § 1 Commento

Una mela e tanti "io".
Strategie d'altri tempi.

Digital Color

10 ottobre 2011 Commenti disabilitati su Digital Color

Capitano poche giornate così. Che da un ponte sul Po si veda l'arco alpino con le cime innevate da poco. Capita due-tre volte all'anno, non di più. Un velo che si alza e mostra tutta la realtà che c'è. Tutta la bellezza che c'è offuscata troppe volte da quel velo. Quel velo che copre perfino l'immaginazione. Perfino la consapevolezza che ci sia quella bellezza. Quando capitano giornate così, tutto pare più pulito, più splendente. Il verde degli alberi più verde; l'azzurro del cielo più azzurro; i vetri del grattacielo più luminosi, gli intonaci color pastello dei palazzi storici più vivaci. Tutto così più lindo che pare non essersi mai accorti di quella bellezza. Ci vorrebbe che qualcuno tiri via il velo che offusca la pienezza di quei colori tutti i giorni.

Dove sono?

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