Amicizia

22 settembre 2011 Commenti disabilitati su Amicizia

Amicizia. Parola difficile da definire se non si fa esperienza dell'amicizia. Ma quale amicizia?
L'amicizia che ti segue dalle elementari? Dalle superiori? Quella che ti fa passare bei momenti, belle vacanze, anche condividere momenti drammatici, che ti fa trascorrere momenti piacevoli, una pizza, una birra, una pausa-pranzo, una chiaccherata? Sì, certo, ma non è solo questa l'amicizia. Anzi, direi che questo è solo il preambolo, poi tutto si può arrestare lì, in una condivisione di interessi, oppure può essere molto di più. Centupla di più. Per essere di più, però, non deve limitarsi agli interessi condivisi, ma ad un Interesse che unisce.

C'è un passaggio de Il Padrone del Mondo di Robert H. Benson in cui il protagonista padre Percy ed un altro sacerdote, padre Francis, hanno uno scambio di opinioni a riguardo:
«Suppongo – disse padre Francis – che intenderà rompere ogni rapporto con me».
«Sei tu a spezzare la nostra amicizia» ribadì padre Percy. «Posso seguirti se persisti nelle tue convinzioni?»
«Non potremmo restare amici come prima?».
«Amici? L'amicizia non è forse unione di sensibilità? Quale tipo di amicizia può restare tra noi? […] La cosa è troppo chiara: possiamo forse pretendere che la nostra amicizia proceda, dal momento che non credi più in Dio? […]».
Francis si alzò e disse: «Va bene; sarà come lei vuole. Io vado». Così dicendo, si volse verso l'uscio.
«Giovanni!» Lo richiamò Percy. «Vai via in questo modo, senza neppure darmi la mano?».
Padre Francis si volse, con fare sdegnato: «È perché dice che non può essermi amico!».
Percy capì e sorrise.
«Ah, intendi questo per amicizia, vero? Se è per questo, possiamo continuare a trattarci cortesemente, se vuoi».

Ecco un altro passaggio sull'amicizia, tratto da una lettera di Emmanuel Mounier [pubblicate in Lettere sul dolore]:

«Non puoi immaginare quello che è crollato in me con la perdita di quell'amicizia spontanea. Era per me l'amico, il solo, fra quelli della mia età, che fosse penetrato profondamente nella mia intimità, il solo al quale avessi aperto certi santuari. Anzi non ho neppure dovuto schiuderli: tanto ci eravamo trovati d'accordo, con la stessa sensibilità e le stesse aspirazioni, in armonia perfino nelle nostre divergenze, che erano animate dalla medesima aspirazione. Eravamo divenuti amici, senza dichiararlo, attraverso la scoperta, immediata, delle corrispondenze fra le nostre anime».

È così. È amicizia quando si condivide qualcosa di assolutamente intimo, un santuario, letteralmente.

I commenti sono chiusi.

Che cos'è?

Stai leggendo Amicizia su Quid est Veritas?.

Meta

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: