Passata la festa, gabbato lo santo

8 settembre 2011 Commenti disabilitati su Passata la festa, gabbato lo santo

Chi ha letto "Il Padrone del Mondo" non si sorprende né si indigna nel vedere le lente decisioni che vengono prese per scristianizzare del tutto la società italiana, ammesso che ci sia ancora qualcosa da scristianizzare. Dopo il riposo domenicale è caduto un altro baluardo. La festa patronale. La festa che contraddistingue ogni città, ogni paese e comune. Con la scusa della produttività, con la scusa di dover lavorare tutti e di più, viene tagliata la festa che meno incide sul Pil, visto che riguarda una città al giorno, più o meno, a livello nazionale. Pare invece una direttiva mirata, neanche troppo nascostamente, visto che le altre pseudofeste, quelle di parte, quelle che al massimo hanno un secolo di storia, mica mille, quelle che suscitano entusiasmo solo a certi arteriosclerotici e a qualche giovanotto barbuto che ha sbagliato epoca, mica sono saltate. Anzi. Riammesse tra squilli di tromba e festeggiamenti degli arteriosclerotici di cui sopra.
Dicevamo. Chi ha letto "Il Padrone del Mondo" è preparato a questo. Lo sa che si va verso l'apostasia. È già tutto scritto. E la Chiesa non è innocente. Anzi.
È di ieri questo post di "Fides et Forma" in cui si dimostra l'allontanamento dei ministri della Chiesa dalla fede popolare. A che pro? Non so, forse per qualche corso di teologia in più.
Del resto, qualche giorno fa, Socci ha descritto bene la situazione di tante chiese negli ultimi decenni. Chiese in cui il Tabernacolo è sempre più messo da parte, in un angolo, non visibile. Insomma, fuori dai piedi, ché la Parola è quella che conta, come insegnano i protestanti.
Orbene, mi pare evidente la causa e l'effetto dei due avvenimenti.
Tu Chiesa metti da parte Gesù Cristo?
E allora lo Stato ti segue. Giustamente, oserei dire.
Ci penserà Santa Repubblica a salvarci. A intercedere per la pioggia e per il sole. Per la salute e per il raccolto.

P.S. In preda a visioni apocalittiche, mi piace ricordare una battuta di Ratzinger (citato nell'articolo di Socci precedentemente linkato): “Per me una conferma della divinità della fede viene dal fatto che sopravvive a qualche milione di omelie ogni domenica” e da ciò che scrisse tempo fa il cardinale Biffi:

"A Nagasaki fin dal secolo XVI era sorta la prima consistente comunità cattolica del Giappone. A Nagasaki il 5 febbraio 1597 avevano dato la vita per Cristo trentasei martiri (sei missionari francescani, tre gesuiti giapponesi, ventisette laici), canonizzati da Pio IX nel 1862. Quando riprende la persecuzione nel 1637 vengono uccisi addirittura trentacinquemila cristiani. Poi la giovane comunità vive, per così dire, nelle catacombe, separata dal resto della cattolicità e senza sacerdoti; ma non si estingue. Nel 1865 il padre Petitjean scopre questa 'Chiesa clandestina', che si fa da lui riconoscere dopo essersi accertata che egli è celibe, che è devoto di Maria e obbedisce al papa di Roma; e così la vita sacramentale può riprendere regolarmente. Nel 1889 è proclamata in Giappone la piena libertà religiosa, e tutto rifiorisce".

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