I semi del Seminatore

14 luglio 2011 § 2 commenti

La bellezza della parabola del Seminatore, letta domenica scorsa, non è data dal fatto che sia raccontata bene o che abbia un linguaggio poetico con immagini poetiche, né dal fatto che abbia un significato chiaro e limpido; è data piuttosto dal fatto che è semplicemente riscontrabile nella realtà. Le quattro posizioni, il seme che cade lungo la strada, quello che cade nel terreno sassoso, quello che cade nei rovi e quello infine che cade nel terreno fertile, sono verificabili tra i nostri conoscenti, tra i nostri amici e in noi stessi. È così, avviene proprio così.
Leggendo questa frase: "Nessun potere può evitare che l'incontro accada, ma può evitare che esso diventi strada, che esso diventi storia" (Juan Carron), mi è apparso in tutta la sua evidenza sovrapponibile alla storia del seme che vuoi per i sassi, vuoi per i rovi, vuoi per gli uccelli, non dà frutto, o se lo dà, limitatamente e brevemente. E poi muore. Ed ho presente volti di persone reali, amici. Che hanno fatto l'incontro, sono stati semi; ma poi sassi, rovi, uccelli – il potere – hanno evitato che essi mettessero radici e dessero frutto, interrompendo il loro cammino, terminando la loro storia di semi. Non c'è nulla di più reale di questa parabola. Una cosa rinfranca però, il constatare che anche la parte del Seminatore non cessa mai. Esso semina, semina, genera incontri, incurante di ciò che può capitare, dà fiducia, spera.

§ 2 risposte a I semi del Seminatore

  • utente anonimo scrive:

    Questa parabola mi ha sempre suscitato inquietudine, perchè evoca il concetto di precarietà della fede stessa: oggi io posso osare di ritenermi un pochino "seme", ma domani sarà ancora così?
    La grazia che ho ricevuto perdurerà? Oppure la disperderò con le mie dissipatezze? 
    Inoltre qui si rischia di cadere anche nel volontarismo. Vedo come sia facile cadere in quello che ritengo essere un inganno: io "devo" impegnarmi per non perdermi e preservare il seme ricevuto.
    Oppure è solo grazia anche lo sviluppo di quel seme?

    Che ne pensi?
    Jacopo

  • quidestveritas scrive:

    È vero quello che dici, anche perché oggi la mia vita è in un modo, ma domani potrebbe essere un'altra. Oggi posso essere anche seminatore, domani potrei essere solo seme che cade in strada. Oppure posso essere seme e posso essere uccello, sasso, spina. Forse bisogna collegarla alle altre parabole del seme, quella del chicco di grano che deve morire per dare frutto, e quella di ieri, del grano e della zizzania. Bisogna attendere per capire cosa è grano e cosa è zizzania.

Che cos'è?

Stai leggendo I semi del Seminatore su Quid est Veritas?.

Meta

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: