Pedagogia

17 giugno 2011 Commenti disabilitati su Pedagogia

In retrospettiva, Gregorio Nazianzeno (+ 390 ca) ha cercato di stabilire, a partire dalla fine del tempio gerosolimitano, una specie di periodizzazione della storia delle religioni. Egli parla della pazienza di Dio, che non impone all'uomo niente di incomprensibile: Dio agisce come un buon pedagogo o un medico. Lentamente abolisce certe usanze, ne tollera altre e così porta l'uomo a fare progressi. «Non è una cosa facile cambiare costumi vigenti e da molto tempo venerati… Che cosa intendo dire? Il primo Testamento sopprimeva gli idoli, ma tollerava i sacrifici. Il secondo metteva fine ai sacrifici, ma non proibiva la circoncisione. Una volta accettata l'abolizione [di tale usanza], [gli uomini] rinunciavano a ciò che era soltanto tollerato». Nella visione del Padre della Chiesa, anche i sacrifici, pur previsti dalla Torà, appaiono come una cosa soltanto tollerata – come una tappa nel percorso verso il culto giusto – come qualcosa di provvisorio, che durante il cammino doveva essere superato e che Cristo ha superato.
Joseph Ratzinger – Benedetto XVI, Gesù di Nazaret, p. 45

Dio pedagogo nella storia (come scrive anche il nostro contemporaneo Rodney Stark), Dio pedagogo con i popoli, Dio pedagogo con la singola persona. Se ci pensiamo bene, anche un singolo uomo deve lasciare i propri idoli, i sacrifici inutili, per ritrovare un'esistenza più piena e più cosciente di sé e della realtà. Sono rari i casi in cui Dio muta un uomo dall'oggi al domani. Ci sono stati e ci saranno, André Frossard ne è un esempio recente. Ma l'agire di Dio in genere è più paziente, più lento. Non ha fretta. Devono accadere delle cose prima nella vita delle persone. A volte queste cose non saranno viste, altre volte saranno ignorate, ma prima o poi quella cosa che accade risveglia. Solo allora potranno cambiare i loro costumi venerati e quelli tollerati in un cammino verso il "culto giusto".
E se Dio non ha fretta, perché ci agitiamo così noi coi figli, con chi sappiamo che ha bisogno di cambiare, con i più "poveri"? Ricordo una simpatica maglietta che circolava non troppo tempo fa: "Rilassati! Dio esiste!"

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