Sacrificio

3 giugno 2011 Commenti disabilitati su Sacrificio

Come si è passati dai sacrifici nel Tempio allo "Spezzare il pane"?
Seguiamo alcune riflessioni del Papa che troviamo nel suo ultimo libro:

«Sul rapporto della comunità primitiva col tempio, gli Atti degli Apostoli ci dicono che "ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore" (2.46). sono quindi menzionati due luoghi di vita della Chiesa nascente: per la predicazione e la preghiera ci si riunisce nel tempio, che continua ad essere considerato ed accettato come la casa della parola di Dio e della preghiera; lo spezzare il pane – il nuovo centro "culturale" dell'esistenza dei fedeli – avviene invece nelle case come luoghi dell'assemblea e della comunione grazie al Signore risorto.
Anche se non si sono ancora esplicitamente prese le distanze dai sacrifici secondo la Legge, si delinea tuttavia ormai una distinzione essenziale. Ciò che fino a quel momento erano stati i sacrifici, viene sostituito dallo "spezzare il pane". Dietro questa semplice parola, però, si nasconde l'accenno all'eredità dell'ultima cena, alla comunione nel corpo del Signore – alla sua morte e alla sua risurrezione». (p.46)

«Il contrasto [di Paolo] con i vari gruppi del giudeo-cristianesimo gira intorno alle "consuetudini" di fondo, in cui si esprimeva l'identità giudaica: la circoncisione, il Sabato, le prescrizioni alimentari e le norme di purezza. Mentre sulla questione della necessità di queste "consuetudini" per raggiungere la salvezza si svolse una lotta drammatica anche tra i cristiani […] stranamente non si trova da nessuna parte la traccia di un conflitto sul tempio e sulla necessità dei suoi sacrifici, e questo nonostante il fatto che, secondo il racconto degli Atti degli Apostoli, "anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede" (6.7).
Paolo, tuttavia, non ha tralasciato questo problema: al contrario, costituisce il centro del suo insegnamento il messaggio che nella croce di Cristo tutti i sacrifici sono portati a compimento, in Lui si è realizzata l'intenzione di tutti i sacrifici – l'espiazione – e così Gesù stesso ha preso il posto del tempio, è Lui il nuovo tempio. (pp. 49-50)

Seguono alcune righe in cui il Papa dà spiegazioni etimologiche: "strumento di espiazione", utilizzato da Paolo, si rifà all'ebraico kapporet, che richiama il «coperchio dell'arca dell'alleanza […] luogo sul quale, in una nube, appare YHWH. […] Nel giorno dell'Espiazione – lo Yom kippur – questo luogo sacro viene asperso con il sangue del giovenco immolato come vittima di espiazione, "la cui vita viene così offerta a Dio al posto di quella degli uomini peccatori meritevoli di morte"». (p. 50)
Più avanti si arriva alla conclusione: «Se Paolo applica la parola hilasterion (strumento di espiazione) a Gesù, indicandolo come il coperchio dell'arca dell'alleanza e quindi come il luogo della presenza del Dio vivente, allora l'intera teologia veterotestamentaria del culto […] viene "abolita" ed insieme innalzata ad un'elevatezza totalmente nuova. Gesù stesso è la presenza del Dio vivente. […] In Lui si realizza ciò che il rito del giorno dell'Espiazione intendeva esprimere: nella donazione di sé sulla croce, Gesù depone, per così dire, tutto il peccato del mondo nell'amore di Dio e lo scioglie in esso. Accostarsi alla croce, entrare in comunione con Cristo significa entrare nell'ambito della trasformazione e dell'espiazione». (p.51)

Ci siamo. Tutto questo brano mi fa ripensare alla confusione che ormai da decenni si origina nei bambini che si avvicinano alla Prima Comunione. Raramente la catechesi verte sul sacrificio, piuttosto viene scelto come argomento principale il banchetto, lo stare a tavola per ricordare l'Ultima Cena. Spesso si sceglie di rappresentare proprio scenograficamente il banchetto, con i bambini seduti intorno al tavolo. Mi sembra questo il solito tentativo per rendere più semplice, se non banale, l'approccio al Sacramento. Come lo è il ricevere la Comunione in mano.
Trovo invece che sarebbe opportuno insegnare ai bambini il massimo rispetto per ciò che vanno a ricevere, tenendo le mani giunte e prendere in bocca l'Eucaristia sotto le due specie, inginocchiandosi dopo aver ricevuto la Comunione. La riflessione del Papa è lì, scritta chiaramente, lo "Spezzare il pane" è il "Sacrificio di Gesù", bisogna solo attuare ciò che dice.

I commenti sono chiusi.

Che cos'è?

Stai leggendo Sacrificio su Quid est Veritas?.

Meta

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: