Costantino e dintorni/8

28 maggio 2011 § 1 Commento

Ma il sogno di Costantino, dunque, è vero o fa parte di un mito postumo?
La ricostruzione storica del Veyne pare non lasciare troppi dubbi:

«Costantino agisce subito come ci si aspettava nel caso in cui il celebre racconto della sua conversione e del sogno fosse stato vero. A cominciare dall'inverno successivo alla sua vittoria, egli fa restituire ai cristiani i beni confiscati durante le persecuzioni, senza risarcire quelli che li detenevano, e comincia a privilegiare il clero: invia denaro alla Chiesa d'Africa (ma non ai donatisti, precisa: infatti, è già al corrente dei conflitti interni) e dispensa i chierici da ogni carica e dovere in ambito pubblico, affinché possano dedicarsi al solo servizio divino, a maggio vantaggio dell'impero romano e degli uomini".
Quello stesso inverno la tradizione vuole che Costantino abbia fatto costruire per il vescovo di Roma una grande chiesa a pianta ufficiale, basilicale (l'attuale San Giovanni in Laterano).

[…] Da che cosa si poteva riconoscere la sua nuova fede? Ma da tutti i suoi comportamenti in pubblico, dalle guerre che combatteva, dalle leggi che emanava! Inoltre, aveva sempre sulla bocca il nome di Cristo, si faceva spesso il segno della croce sulla fronte, rivolgea una preghiera a Dio nel preambolo dei suoi editti, aveva fatto collocare una grande effigie del crisma all'entrata del suo palazzo: il suo biografo Eusebio non conosce prove più evidenti.

Questo "presidente" della Chiesa rinuncia a convertire coloro che ancora esitano e non si cura di sradicare il paganesimo, per dedicarsi alla missione più urgente: fare in modo che il vero Dio venga adorato in tutto l'impero e a tal fine favorire la chiesa, lasciando che si diffonda il più possibile, arricchendola, indirizzandola egli stesso nella giusta direzione e dando il buon esempio con la propria fede e con le numerose chiese di cui ordina la costruzione.

[…] In virtù del principio di uguaglianza tra le due religioni, si limita a concedere al cristianesimo gli stessi privilegi di cui il paganesimo disponeva già. Egli dispensa il clero dagli obblighi fiscali e militari, ma questo accadeva già per i sacerdoti pagani, ed estende il privilegio anche al clero ebraico; autorizza le chiese a ricevere eredità, ma i grandi templi godevano già di tale privilegio».
Paul Veyne, Quando l'Europa è diventata cristiana (312-394), Cap. 6

 

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