Costantino e dintorni

26 febbraio 2011 § 6 commenti

Nuovo piccolo ciclo sulla storia del Cristianesimo. Cercherò di seguire, segnalare e discutere le tesi di Veyne sul rapporto tra Cristianesimo e Impero.

Premessa. L'autore dice di sé: «Ho scritto questo libro contro me stesso. Sono totalmente miscredente e fra tutte le religioni quella che sopporto meno è proprio il cristianesimo. Ma da storico ho dovuto sforzarmi di non prendere partito né pro né contro. La cosa più difficile è stato capire cosa si ha nel cuore e nell'animo quando si è cristiani».
Paul Veyne

«Cerchiamo di elencare le diverse superiorità relative, perché alcune di esse hanno certamente giocato un ruolo decisivo quando Costantino ha scelto il cristianesimo come la vera religione, degna del suo trono. Poche religioni, forse nessuna, hanno conosciuto nel corso dei secoli un arricchimento spirituale e intellettuale pari al cristianesimo; all'epoca di Costantino era una religione ancora elementare, ma, anche così, di gran lunga superiore al paganesimo. […]
Cominciamo con il motivo fondamentale della sua superiorità: il cristianesimo primitivo ha dovuto il suo rapido successo iniziale presso un gruppo ristretto in primo luogo alla sua grande originalità, quella di essere una religione d'amore, e poi all'autorità soprannaturale che emanava dal suo maestro, Gesù Cristo. La vita di chi riceveva la fede diventava più intensa, organizzata e sottoposta a vincoli molto forti. L'individuo doveva conformarsi a una regola che lo stilizzava, come accadeva nelle sette filosofiche dell'epoca, ma in cambio la sua esistenza improvvisamente acquisiva all'interno di un piano cosmico un significato eterno, che non gli potevano conferire né le filosofie né il paganesimo. Quest'ultimo lasciava la vita umana così com'era, effimera e fatta di piccole cose. Grazie al dio cristiano, la vita riceveva l'unità di un campo magnetico in cui ogni azione, ogni movimento interno assumevano un significato, giusto o sbagliato; tale significato, che non era l'uomo a darsi, a differenza dei filosofi, l'orientava verso un essere assoluto ed eterno che non era solo un principio, ma un vero e proprio vivente.
Paul Veyne, Quando l'Europa è diventata cristiana (312-394)

§ 6 risposte a Costantino e dintorni

  • ago86 ha detto:

    Un brano di quel libro è riportato nel libro "Indagine sul cristianesimo" di Francesco Agnoli, nel quale si porta un confronto tra cristianesimo e paganesimo: una sposa infelice perché il marito la tradiva, poteva rivolgersi a Maria o a qualche santa per confidarsi e trovare conforto, mentre se le divinità pagane erano indifferenti a queste cose. Quid, ce la vedi Giunone che si interessa di una questione di corna tra mortali?

  • quidestveritas ha detto:

    Sì, è un esempio che Veyne porta per dimostrare la superiorità del cristianesimo rispetto al paganesimo. In effetti, gli dei pagani trattavano gli umani come briciole sul vestito…L'amore del Dio cristiano per gli uomini è una vera rivoluzione.

  • Asmenos ha detto:

    E' pericoloso parlare di superiorità tra fenomeni culturali. Nonchè anche, dal mio punto di vista, sbagliato.
    Ripropongo qui la lettura del saggio di Eric Dodds "Pagani e cristiani in un'epoca di angoscia".

  • quidestveritas ha detto:

    Ti riporto la sua spiegazione sull'uso del termine "superiorità": «Alcuni storici agnostici troveranno poco scientifico stabilire una scala di merito tra le religioni. A mio avviso, tuttavia, così facendo non si viola il principio di neutralità assiologica, non più di quando si riconosce la superiorità di alcune creazioni artistiche o letterarie; una superiorità alla quale i contemporanei non erano certo rimasti insensibili più di noi. Perché non potrebbe avere i suoi capolavori anche l'immaginario da cui scaturiscono le religioni?»

  • utente anonimo ha detto:

    Mi pare strano affermare che il Cristianesimo fosse l'unico ad avere quei requisiti. Come fa Veyne a spiegare la scelta del Cristianesimo piuttosto che del Mitraismo?

    Non capisco neppure su quali basi Veyne affermi che la conversione di Costantino fosse conseguente ad una ricerca di una religione «degna del suo trono». Cosa intende? Voglio dire, quali sono i requisiti di una religione «degna di un trono»?

    IlCensore

  • quidestveritas ha detto:

    Perché appunto il Mitraismo non è una religione d'amore e Mitra non ha "l'autorità soprannaturale" di Gesù Cristo. Inoltre il Mitraismo (o altre fedi in dei pagani) non portava a cambiamenti nella propria esistenza e non offriva un significato eterno, citando Veyne. Nessun dio pagano "orientava verso un essere assoluto ed eterno che non era solo un principio, ma un vero e proprio vivente".
    Su cosa intenda Veyne su "degna del suo trono" farò rispondere a lui a breve. Ma già da questo brano si intuisce.

Che cos'è?

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