Compendio del discepolo

24 febbraio 2011 Commenti disabilitati su Compendio del discepolo

Breve guida ad un percorso che si vuole intraprendere, sgombrata la mente da ciò di cui uno si è convinto di credere e inseguendo invece ciò di cui ha bisogno:

1) «Che cosa cercate?» (Gv 1,38): suscitare e riconoscere un desiderio. La domanda di Gesù è una prima chiamata che incoraggia a interrogarsi sul significato autentico della propria ricerca. È la domanda che Gesù rivolge a chiunque desideri stabilire un rapporto con lui: è una “pro-vocazione” a chiarire a se stessi cosa si stia cercando davvero nella vita, a discernere ciò di cui si sente la mancanza, a scoprire cosa stia realmente a cuore.
Cerchiamo davvero qualcosa? Sì? Allora lasciamoci affascinare da chi ci dice "Venite e vedrete".

2) «Venite e vedrete» (Gv 1,39): il coraggio della proposta. Dopo una successione di domande, giunge la proposta. Gesù rivolge un invito esplicito («venite»), a cui associa una promessa («vedrete»). Ci mostra, così, che per stabilire un rapporto educativo occorre un incontro che susciti una relazione personale: non si tratta di trasmettere nozioni astratte, ma di offrire un‟esperienza da condividere.
Ci stiamo? Procediamo allora…

3) «Rimasero con lui» (Gv 1,39): accettare la sfida. Accettando l‟invito di Gesù, i discepoli si mettono in gioco decidendo d‟investire tutto se stessi nella sua proposta. Dall‟esempio di Gesù apprendiamo che la relazione educativa esige pazienza, gradualità, reciprocità distesa nel tempo. Non è fatta di esperienze occasionali e di gratificazioni istantanee. Ha bisogno di stabilità, progettualità coraggiosa, impegno duraturo.
Ma può capitare che rimaniamo delusi, magari da incontri non all'altezza. Che fare?

4) «Signore, da chi andremo?» (Gv 6,68): perseverare nell‟impresa. L‟itinerario educativo dei discepoli di Gesù ci conduce a Cafarnao (cfr 6,1-71). Dopo aver ascoltato le sue parole esigenti, molti si erano scoraggiati e non erano più disposti a seguirlo. Il loro abbandono suscita la reazione di Gesù, che pone ai Dodici una domanda sferzante: «Volete andarvene anche voi?» (6, 67). I discepoli misurano così il prezzo della scelta. La relazione con Gesù non può continuare per inerzia. Ha, invece, bisogno di una rinnovata decisione.
Ma per continuare a perseverare occorre capire una cosa e accettarla:

5) «Signore, tu lavi i piedi a me?» (Gv 13,6): accettare di essere amato. Il rifiuto di Pietro di farsi lavare i piedi lascia intuire l‟incomprensione del discepolo davanti a un‟iniziativa così sconvolgente e lontana dalle sue aspettative. Pietro fa fatica ad accettare di essere in debito: è arduo lasciarsi amare, credere in un Dio che si propone non come padrone, ma come servitore della vita. È difficile ricevere un dono con animo libero: nell‟atto di essere “lavato” da Cristo, Pietro intuisce di dovergli tutto.

6) «Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri» (Gv 13,34): vivere la relazione nell‟amore. L‟amore è il compimento della relazione, il fine di tutto il cammino. Il rapporto tra maestro e discepolo non ha niente a che vedere con la dipendenza servile: si esprime nella libertà del dono.

Ora basta rispondersi a quale punto del compendio ci si ferma per capire a che punto siamo.
[Liberamente tratto da Educare alla vita buona del Vangelo, Cap. 3, n. 25]

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