Cui prodest

17 febbraio 2011 § 1 Commento

Ci raccontano la loro storia. Ci raccontano che tempo fa scelsero di proporsi come genitori affidatari:
«Nel 1983 entra in vigore la legge 184 che pone al centro il bambino».
1983.
Infatti si stabilisce che «l'adozione fa assumere, al minore adottato, lo stato di figlio legittimo degli adottanti, dei quali porta anche il cognome».
Il minore, già indebolito probabilmente da una situazione infelice, orfano, proveniente da un paese povero, mancante di cura, di amore, di affetto, italiano o straniero che sia, ha diritto ad avere una famiglia.
Infatti, riprendendo direttamente da Wikipedia, questi sono i punti cardini per gli adottanti (in Italia):

– Gli adottanti devono essere uniti in matrimonio da almeno 3 anni, non deve sussistere separazione personale neppure di fatto e devono essere idonei ad educare, istruire ed in grado di mantenere i minori che intendano adottare. Il periodo dei 3 anni può essere raggiunto computando anche eventuale periodo di convivenza pre-matrimoniale more uxorio.

– La differenza di età tra gli adottanti e l'adottato deve essere compresa dai 18 ai 45 anni. Uno dei due coniugi può avere una differenza superiore ai 45 anni a patto che sia comunque inferiore ai 55. Inoltre potrebbe essere derogato tale limite a patto che i coniugi adottino due o più fratelli assieme o se hanno un altro figlio minorenne.

– Gli adottanti devono essere idonei ad educare ed istruire, e in grado di mantenere i minori che intendono adottare. Questo punto viene verificato dal Tribunale per i minorenni di competenza tramite i servizi socio-assistenziali degli Enti locali.


Perché una legge così precisa e restrittiva?
Perché il minore non deve partire già orfano di padre o di madre. In genere questa è una situazione dolorosa per un minore, perchè fargliela vivere per legge?
Perché quel limite della differenza d'età?
Perché un figlio in genere non ha meno di 18 anni dai genitori (tranne casi eccezionali) e non ci sono più di 45 anni dai genitori naturali. Un figlio non nasce da genitori-nonni, o perlomeno non dovrebbe accadere.
Perché gli adottanti devono essere "idonei" ad essere genitori?
Non è forse vero che tutti ci indignamo quando leggiamo di genitori incuranti dei loro figli, lasciati allo sbando, non curati, non istruiti, non amati?

Insomma, al centro c'è il minore ed il suo bisogno di una famiglia come fosse una famiglia naturale.

Oggi però, pur di garantire i diritti di altri – e non del minore – si cercano alternative.
Allora, seppur in Italia sia ancora – ringranziando il Cielo – impossibile che si verifichi quello che si è verificato in California dove Elton John ha potuto diventare padre insieme al suo compagno (non potrebbe perché non sposato e perché ha 67 anni), i giornaloni si mettono alla carica di una norma del 1983 che, stilata in un periodo dove ancora il bianco era il bianco e il nero era il nero, appare loro obsoleta (ma perché?) a tal punto da far dire alla Corte Costituzionale cose che non ha detto e Claudio lo spiega più che bene.
Ma questo per il bene di chi? Del minore? O dei propri biechi interessi e/o diritti?

§ Una risposta a Cui prodest

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