Due mondi

13 dicembre 2010 § 3 commenti

Entrare in una chiesa ortodossa, anzi, in una chiesa cattolica i cui arredi sono ridisegnati per ospitare cerimonie ortodosse è un'esperienza affascinante. La pareti sono costellate di icone; i candelabri non reggono pseudocandele elettriche, sempre vuote, per altro, ma piccole e sottili candele che vengono accese di continuo dai fedeli. L'iconostasi si erge all'inizio del presbiterio e separa la navata, in cui si ferma il popolo, dal santuario in cui vi possono accedere solo i celebranti. Questo tenere "nascosta" la celebrazione vera e propria, mentre i fedeli partecipano solamente attraverso i continui canti, dona un mistero che si desidera "vedere" e "toccare". Ma solo con la distribuzione del Pane eucaristico, pane lievitato, si potrà "vedere".
La bellezza della liturgia, della chiesa, dell'iconostasi, della danza dei celebranti che entrano ed escono dal santuario, della fede del popolo che sosta per circa tre ore in piedi nella navata, ci fa assaggiare e assaporare una fede per il mistero da noi molto affievolita. Da noi si cerca di "partecipare", di "movimentare" e soprattutto di "capire". Si "spiegano" i riti, i gesti, i sacramenti. Si spiegano le processioni offertorali, si spiegano i misteri della messa. Si spiega tutto e il mistero infinito si riduce al nostro piccolo mondo.

§ 3 risposte a Due mondi

  • ago86 scrive:

    A livello liturgico abbiamo molto da imparare dagli ortodossi. Loro hanno la liturgia fastosa, noi abbiamo avuto ciò che resta di Bugnini e le traduzioni dal latino che lasciano piuttosto a desiderare.

  • Asmenos scrive:

    Credo che, nonstante gli sforzi di Ratzinger, alla secolarizzazione della liturgia cattolica non vi sia soluzione.
    Ho avuto il piacere di poter assistere a diverse cerimonie di altre religioni e capisco molto bene il fascino di cui parli. Anche se dal mio punto di vista tale fascino ha in sé qualcosa di pericoloso.
    Il rito con tutto il suo potere (citando Mircea Eliade o Kerelny) è invece oramai pallido nel cattolicesimo. Io credo che via sia una forte connessione tra questo e il fatto che il cattolicesimo governi anche uno stato.
    Tu che ne pensi Quid?

  • quidestveritas scrive:

    Se pensiamo che la distruzione della liturgia cattolica romana ha una data precisa di inizio, il 1964, non credo che l'aspetto politico sia così importante, piuttosto penso alla protestantizzazione che ne è derivata con l'allontanamento dai magistrali insegnamenti del Concilio di Trento.
    Che il rito sia ormai pallido nel cattolicesimo invece è verissimo. E forse da qui nasce in qualche misura la sua "crisi". Sulla soluzione si vedrà. Di certo sta nascendo una diversa sensibilità nei confronti della liturgia. I canti sono migliorati, stanno piano piano scomparendo certi estremismi. Ma ancora molto c'è da fare, soprattutto sulla presenza del Mistero. Quando vedo certi battesimi mi deprimo io per prima.

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