I forzati di Ios e la libertà

15 settembre 2010 § 10 commenti

Qualcuno dubita della sua autenticità, a me pare molto credibile.
Parlo della lettera di Bianca Maria Guala al Corriere, una ragazza di 16 anni che racconta la sua entusiasmante estate a Ios, isola greca. Entusiasmante si fa per dire:

«Il ritmo che tutti inseguono all’isola di Ios è un inferno. Le giornate funzionavano, più o meno così: sveglia alle 4 del pomeriggio. Un panino alle 5 perché per mangiare non c’è tempo, appunto. Un incubo. Si passa un’oretta in spiaggia. Quella vicino al Far Out, bar e piscina dove alle 6 comincia la musica e si balla fino alle 9. Poi in albergo. Doccia, ci si prepara per uscire. Si aspetta. Tutta la giornata è un aspettare che inizi la serata. Alle 11 a cena, per aspettare mezzanotte, quando aprono i dico pub.
[…] Chi arriva a Ios, arriva per bere. I vicoletti ai lati della strada sono pieni di gente che vomita. O vomitano o stanno sdraiati per terra. Una sera un inglese era così ciucco che ha preso per le gambe una ragazza svizzera che ballava sul bancone. Lei è caduta ed è rimasta ammaccata per il resto della vacanza. A me è andata bene. Non ho dovuto tenere la testa a nessuno dei miei amici. […]»

Sebbene non si parli altro che di divertimento e di ricerca del divertimento, in tutta la lettera non traspare un briciolo di felicità, e questa è l'unica volta che viene citata: «I miei amici in campagna lavorano tutti. E li vedo più felici».

Bianca Maria non ha fatto nulla di male, ha ascoltato la massa, ha seguito i suoi "amici", magari anche i consigli dei genitori, non preoccupati della sua crescita, ma del suo "divertimento". Probabilmente nessuno le avrà fatto conoscere una via diversa a diventare se stessi, a scoprire il senso della sua vita senza arrivare a vomitare. Oppure le è stata presentata questa via diversa ma o non è stato fatto bene, o lei non l'ha ritenuta affascinante per sé.
Ma non importa, vale la pena riprovarci e dedico a Bianca Maria queste parole, sperando che la sua inquietudine, che non ha trovato soddisfazione nell'alcol, possa trovarla qui:

«È parte dell’essere giovane desiderare qualcosa di più della quotidianità regolare di un impiego sicuro e sentire l’anelito per ciò che è realmente grande. Si tratta solo di un sogno vuoto che svanisce quando si diventa adulti? No, l’uomo è veramente creato per ciò che è grande, per l’infinito. Qualsiasi altra cosa è insufficiente. Sant’Agostino aveva ragione: il nostro cuore è inquieto sino a quando non riposa in Te. Il desiderio della vita più grande è un segno del fatto che ci ha creati Lui, che portiamo la sua “impronta”. Dio è vita, e per questo ogni creatura tende alla vita; in modo unico e speciale la persona umana, fatta ad immagine di Dio, aspira all’amore, alla gioia e alla pace. Allora comprendiamo che è un controsenso pretendere di eliminare Dio per far vivere l’uomo!».
Benedetto XVI
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§ 10 risposte a I forzati di Ios e la libertà

  • ago86 scrive:

    Tempo fa lessi un'intervista ad un frequentatore di discoteche, che faceva uso di ecstasy. Diceva, più o meno, "la uso perché altrimenti non riuscirei a ballare per 8 ore di seguito", manco fosse un obbligo legale…la base di tutto è una crisi nel ragionamento, mancanza di uso di ragione. E questo avviene nella nostra "era dell'informazione".

  • utente anonimo scrive:

    No, l’uomo è veramente creato per ciò che è grande, per l’infinito. Qualsiasi altra cosa è insufficiente.Affermazione senza alcuna argomentazione a sostegno.IlCensore

  • utente anonimo scrive:

    Perché? Il commento qua sopra ha forse qualche argomentazione a sostegno??P.S. È normale che il cieco non veda ma questo non significa che chi parli della luce non abbia argomentazioni a sostegno…Ateofago

  • utente anonimo scrive:

    "Perché? Il commento qua sopra ha forse qualche argomentazione a sostegno??"A sostegno del fatto che non ci sono argomentazioni? Perché, tu ne vedi qualcuna?"È normale che il cieco non veda ma questo non significa che chi parli della luce non abbia argomentazioni a sostegno…"Non nego che le abbia, nego che le abbia presentate. E non sei riuscito a smentirmi, per ora.

  • utente anonimo scrive:

    «non sei riuscito a smentirmi, per ora»Beh, lo stesso posso dire tranquillamente di te. E poi non è necessario presentare argomentazioni a te perché sarebbe del tutto inutile.Ateofago

  • utente anonimo scrive:

    non è necessario presentare argomentazioni a te perché sarebbe del tutto inutile.Sai solo offendere… Non concepisci neppure la possibilità di avere una discussione, la tua stessa esistenza si riassume nell’insulto e nella confusione. Sei un troll.

  • ago86 scrive:

    Censore, non sei tu quello che dice "non devo portare argomenti perché io nego invece di affermare"? Ecco, chi semina raccoglie.

  • utente anonimo scrive:

    «Sei un troll»Da che pulpito!P.S. a proposito di argomenti "a supporto", gli atei hanno qualche argomento a supporto dell'ateismo oppure, essendo una fede come altre, lo accettano acriticamente?Ateofago

  • utente anonimo scrive:

    Ago, se fai un'affermazione senza portare prove a sostegno, posso dire che hai fatto un'affermazione senza portare prove a sostegno? La tua affermazione è la mia prova.Poi non dico che «non devo portare argomenti perché io nego invece di affermare», dico che «non devo portare argomenti perché io nego invece di affermare che qualcuno o qualcosa esiste». Spero che la differenza sia chiara.

  • utente anonimo scrive:

    «se fai un'affermazione senza portare prove a sostegno, posso dire che hai fatto un'affermazione senza portare prove a sostegno?»NO, se le prove ci sono e non è necessario enunciarle.«non devo portare argomenti perché io nego invece di affermare» contiene il caso «non devo portare argomenti perché io nego invece di affermare che qualcuno o qualcosa esiste»  Insiemistica? Naaaaaaa :DAteofago

Che cos'è?

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