La gioia e la strada

9 settembre 2010 Commenti disabilitati su La gioia e la strada

Quando conosci una persona affascinante non desidereresti altro che farla conoscere a tutti i tuoi amici. Così come per una cosa accaduta, non vedi l'ora di raccontarla al primo che ti viene a tiro. Abbiamo dentro di noi questa necessità di trasmettere agli altri, di "comunicare", come è di moda dire oggi.
In realtà mi riferisco a qualcosa di più del "comunicare".
Mi riferisco a quella vera gioia che si prova nel poter condividere con gli altri quel fatto bello, quell'incontro, quella parola, quell'evento, che ti ha aperto un mondo.
Vorresti che anche gli altri se ne accorgessero, vorresti che gli altri vivessero quello che stai vivendo tu, vorresti che gli altri subissero lo stesso fascino, la stessa attrativa. E la condividessero con te.

Potrei prendere come esempio il racconto evangelico di Nicodemo:

"Filippo incontrò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di Nazaret».
Natanaèle esclamò: «Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».
Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità».
Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico».
Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!»."

Ecco, la gioia di Filippo è nel trasmettere all'amico Natanaele la sua gioia di aver fatto un incontro fuori dal comune.

L'esperienza di tutti i giorni, però, spesso ci dice che il racconto dovrebbe terminare nel punto in cui Natanaele dice: "Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?".
Il più delle volte la gioia si blocca in gola, perché l'amico non ha accettato l'invito ad andare a quell'incontro, a conoscere quella persona che ti sta trasformando, oppure nemmeno ascolta ciò che hai da dire, o ti ascolta ma non prende sul serio le tue parole. La gioia si blocca in gola e quasi si trasforma in un groppo in gola.
Eppure ci sono i Natanaele che ti ascolteranno e ti seguiranno.
Magari non saranno quelli scelti da te.
Magari neanche lo saprai.
 

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