L'ippopotamo

30 settembre 2010 Commenti disabilitati su L'ippopotamo

Un ippopotamo cerca di salvare un'antilope dalle fauci di un coccodrillo. La difende, la protegge e poi cerca amorevolmente di rianimarla, di coccolarla. Una scena straziante, degna di un filmetto di Walt Disney. Ma questo non è Bambie, è la realtà. Una scena impressionante, perché in natura, soprattutto nella savana, ci si aspetterebbe solamente il "Mors tua vita mea" ed invece accade l'imprevisto, l'aiuto contro il predatore. L'aiuto da chi non ti aspetti.
Se un ippopotamo può provare compassione e tenerezza per un'altra bestia, può soccorerla nel momento del pericolo, può agire e non rimanere spettatore, allora anche gli uomini dovrebbero fare lo stesso, tutti i giorni.

 

Kristin, cioè noi

29 settembre 2010 Commenti disabilitati su Kristin, cioè noi

I tempi cambieranno, ma non i cuori degli esseri umani, che non cambiano mai
Sigrid Undset

Un grande dipinto. Paragonabile forse ai romanzi russi. "Kristine figlia di Lavrans" è proprio un dipinto, uno spaccato di un mondo a noi poco conosciuto (la Norvegia medievale), ma affascinante e mai noioso.
L'autrice, Sigrid Undset, premio Nobel per la letteratura nel 1928, si convertì al cattolicesimo proprio al termine della stesura del suo capolavoro.

In "Kristin figlia di Lavrans" si narrano le vicissitudini di una donna norvegese colte nelle sue faccende quotidiane, i suoi amori, il suo rapporto col padre e con la madre, le sue scelte, moderne, modernissime, il rapporto con il marito e con i figli, nonché con la sua fede.
I personaggi sono approfonditi caratterialmente e dalle loro azioni li possiamo giudicare. La stessa Kristin a volte è ammirata, altre volte biasimata, ma certo la si ammira solcare la storia, la sua storia, a viso aperto, vivendo pienamente, sebbene spesso con errori e colpe.
Ecco, gli errori, le colpe, i peccati. Non passano in secondo piano, ma fanno parte integrale della storia. Così come il perdono.
Un romanzo cristiano, dunque, ma non perché parla della fede, ma perché la vita quotidiana dei personaggi è la grande protagonista, con le sue contraddizioni, ma pure con il desiderio di fare qualcosa di grande.

«Credo sia il racconto più meraviglioso mai raccontato nella lingua norvegese, una storia d’amore veramente bellissima. È una storia di passione, passione tra genitori e tra genitori e figli, passione tra persone di mezza età, passione tra tutte queste persone e le forze della natura, ed anche la passione che si scatena tra le persone e il Signore».
Liv Ullmann
[Regista della trasposizione cinematografica]

"Per non dimenticare" dimenticati

24 settembre 2010 Commenti disabilitati su "Per non dimenticare" dimenticati

Quello che accadde a Pitesti in quegli anni, secondo Fertilio, rappresenta «qualcosa di imparagonabile e unico nella storia del Novecento: non l’annientamento ideologico e biologico come ad Auschwitz; non lo sterminio pratico e di massa come nei gulag sovietici e neppure la rieducazione forzata e spietata come in Vietnam o Cambogia.

Si tratta piuttosto di una tortura ininterrotta, attuata di giorno e di notte secondo regole precise, e concepita come un fine in se stesso». Non a caso lo stesso Aleksandr Solzencyn, che pure era passato per i gulag sovietici, arrivò a definire Pitesti «il più terribile atto di barbarie del mondo moderno».

[…] L’aspetto anticristiano del “sistema-Pitesti” peraltro, non è marginale per comprendere l’essenza del comunismo rumeno. Turcanu si preoccupava anzitutto di distruggere i sentimenti di pietà e di carità che i credenti rinchiusi a Pitesti cercavano con tutte le forze di conservare.

Come egli stesso disse, era imperativo distruggere le anime delle persone, perché chi pensa di avere un'anima è già un “malato”, nemico del popolo, da rieducare e, se proprio si rifiuta, da giustiziare usando le torture più diaboliche, sia fisiche che psichiche. I ragazzi più giovani (specialmente seminaristi e religiosi) venivano così costretti a subire atti contro la propria volontà, in particolar modo sessuali, e obbligati a torturarsi a vicenda. Il cattolico doveva essere “rieducato” con un uso pressoché settimanale di orge omosessuali e atti blasfemi (come giaculatorie evocanti satana e parodie dissacratorie dei Sacramenti facendo uso di escrementi e spazzatura), amplificate ancor di più in corrispondenza delle principali feste dell’anno come Natale e Pasqua. «Guarderemo Dio dall’alto in basso!» dicevano Turcanu e gli altri capi, invitando i credenti che non volevano arrendersi a bestemmiare il più possibile.
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Dario Fertilio,
Musica per lupi. Il racconto del più terribile atto carcerario nella Romania del dopoguerra
Marsilio, pp. 172,
euro 15,00

Lavorare stanca

23 settembre 2010 § 2 commenti

A Milano, per 225 posti di insegnanti di matematica, sono stati convocati 304 docenti dei quali solo quattro hanno accettato l'incarico.
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Gli altri 221 avranno manifestato contro il precariato?

Pillole/8

22 settembre 2010 Commenti disabilitati su Pillole/8

La collega bella e colta appoggiò il the sulla scrivania.
Stava mangiando un rapido pasto, prima di riprendere a lavorare.
In un momento di sfogo le avevo raccontato di quella croce che si doveva portare dietro. Della fatica di sostenerla e dell'assurdità di certe situazioni.
La collega deglutì l'ultimo boccone di frutta e pulendosi le mani mi disse:
«Non ti lamentare.
Quella persona insopportabile, inaffidabile, inacidita, che ti fa soffrire, che te ne combina una dietro l'altra, che compie cattiverie, che non ha nessuna sensibilità nei tuoi confronti è lì per voi.
Il Signore non fa nulla per caso. Voi ci siete per aiutarla».
Tum. Un'altra frase non avrebbe potuto avere più effetto.
Ecco il prossimo.
Ed io che neanche lo vedevo "quel prossimo".

Tempo perso

21 settembre 2010 Commenti disabilitati su Tempo perso

Spesso era sopraffatto da tanta tristezza, per lo scandalo delle anime semplici, da sentirsi venir meno, se non fosse stato confortato dal pensiero della clemenza divina.
Una volta mentre, turbato per certi cattivi pensieri, con grande ansietà di spirito pregava per i suoi figli il Padre della misericordia, si sentì dare dal Signore questa risposta: «Perché ti turbi, povero omiciattolo? Che ti ho forse costituito 'pastore' di questa mia religione, in modo da non sapere più che sono io il principale custode di essa? Proprio per questo, invece, io ho scelto te, uomo semplice, affinché tutto ciò che farò in te non sia ascritto ad opera umana, ma alla grazia soprannaturale. Io ho chiamato alla vita questa religione poverella, io la custodirò e la nutrirò; a quelli che disertano da essa ne sostituirò altri, sino al punto che, se non ce ne fossero nati, li farò nascere e, per quanto possa essere sbattuta da ogni sorta di tempesta, con la mia protezione essa sarà sempre salva».
San Bonaventura di Bagnoregio, in Vita di San Francesco d'Assisi

Informazione libera

20 settembre 2010 § 14 commenti

Non appena il Papa ha terminato il suo viaggio apostolico in UK, i sei presunti attentatori sono stati rilasciati.
E per tre giorni non si è parlato d'altro, oscurando i discorsi o limitandoli dopo aver profuso abbondanti informazione sui bazuka che avrebbero utilizzato i sei.

Dove sono?

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