Attila, flagello dell'Europa

6 agosto 2010 § 4 commenti

È uscito il nuovo libro di Louis De Wohl e lo abbiamo scelto come libro delle vacanze, anzi come libro di viaggio. Lo abbiamo terminato a poche miglia da Genova, ma la testa sembrava catapultata a secoli fa, alle prese con invasioni barbariche, lotte politiche, intrighi di corti imperiali e sentimenti.
Diciamo subito che a parer nostro Attila – La tempesta dall'Oriente – non è il miglior libro di De Wohl. I personaggi sono meno caratterizzati, un po' stereotipati; alcune relazioni tra personaggi sono piuttosto banali. Papa Leone poco presente. Tuttavia, l'autore riesce ancora una volta a caratterizzare un periodo storico e dei personaggi che la storia scolastica disumanizza, nel senso che rende "lontani", sconosciuti personaggi che invece ancora oggi sono attuali ed in qualche modo presenti. Inoltre non mancano le caratteristiche di De Wohl: il voler dimostrare la presenza di Dio nella storia c'è; insegnamento e saggezza cristiana ci sono; esempi di buoni cristiani ci sono e sono quelli più umili, che non partecipano alle grandi decisioni della storia, ma che probabilmente ne orientano l'andamento attraverso il loro agire "nascosto" e le loro preghiere.
Attila, al contrario, pur sapendo sconvolgere l'Europa, dominare popoli, piegare imperatori, non ha potuto nulla contro Papa Leone I.

§ 4 risposte a Attila, flagello dell'Europa

  • utente anonimo scrive:

    Quella di papa Leone che ferma Attila mostrandogli il crocifisso è una leggenda, si sa. Valentiniano III inviò ad Attila tre ambasciatori – l'ex-console Gennadio Avieno, l'alto funzionario Trigezio e Leone, appunto – ma il motivo per il quale Attila tornò indietro fu per la carestia che colpì l'Italia in quell'anno e che impediva di rifornire le truppe.IlCensore

  • quidestveritas scrive:

    Il libro è naturalmente molto romanzato. Nell'ambasciata descritta, De Wohl ricorda sia Avieno che Trigezio, ma poi segue la "leggenda" dell'incontro personale tra Leone e Attila, inventando quale fosse il motivo che spinse quest'ultimo ad arrestarsi. D'altronde su questo ci sono molte altre leggende, come quella che racconta come Attila fu spinto a non procedere per scaramanzia, ricordando che Alarico era morto dopo il saccheggio di Roma.

  • piccic scrive:

    Ho solo quello di fantascienza, ma non l'ho letto.Lo avevo sfogliato, ma non mi colpiva molto l'approccio, anche se è un testo curioso.Direi che si intitola "Marte non vuole la guerra". Mai ristampato, direi pure.Ricevuto in regalo da un caro amico ateo.

  • quidestveritas scrive:

    Trovato su un mercatino dell'antiquariato, non l'ho ancora letto neppure io.

Che cos'è?

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