Leggere per crescere

20 luglio 2010 § 5 commenti

Fate un giro in una libreria per bambini e ragazzi.
Poche idee, poca fantasia, poca realtà, poca avventura; in compenso abbondano gli animali, le storielline della buonanotte, gli infantilisimi, le storie per bambini, troppo per bambini, forse per non farli crescere.

L'unica alternativa sono le storie classiche, ma, ahimé, spesso addolcite, con protagonisti gli animali anziché gli uomini. In questo caso Walt Disney ha fatto scuola, purtroppo. Si prenda come esempio la collana "Primi Classici" della Giunti, i testi ripercorrono grandi libri della letteratura per ragazzi, le illustrazioni sono di Tony Wolf: Nell'Odissea, Ulisse è rappresentato come una volpe, Polifemo come uno scimmione, ecc.
Perché?
I bambini non si riconoscerebbero meglio in un Ulisse, uomo, giovane e forte?
Forse si vogliono evitare identificazioni così fuori moda?
Ora, provate a cercare un Robin Hood, un D'Artagnan, un Jim dell'Isola del Tesoro che non sia una volpe, un cane, una puzzola, uno scoiattolo o un altro animale. Non ne troverete.
Bisogna aspettare che i bambini abbiano 8-10 anni per trovare libri classici con illustrazioni classiche. Troppo tardi. O sono già state lette, o interessano altri genere, magari quelli misteriosi, magari un po' esoterici.

Ebbene? 
Facciamoci nemici dello stile alla Tony Wolf, insegnamo ai bambini a vedere gli uomini protagonisti della storia e non gli animali, che sono invece sottomessi agli uomini. Leggiamo loro le grandi avventure di cui si può rendere protagonista l'uomo, ed evitiamo quelle storielline un po' buoniste, un po' troppo infantili per far rimanere bambini.
 

§ 5 risposte a Leggere per crescere

  • utente anonimo scrive:

    Libreria per bambini? Ma no, oggi si dice cuccioli.

  • utente anonimo scrive:

    Valga quel che può valere questa mia piccola testimonianza…Io ho cominciato a leggere Topolino dall'età di 5 anni e non ho mai avuto dubbi sul fatto che, in realtà, Paperino e compagnia fossero esseri umani disegnati in modo fantasioso.Non mi ha mai sfiorato il pensiero che Topolino potesse essere un topo. Di tanti personaggi non mi ponevo neanche il problema di sapere che animale fossero. Come Gambadilegno: ho scoperto solo anni dopo che era un gatto. Per me era un uomo e basta.In altre parole: la mia (e, forse, non solo mia) fortissima tendenza ad antropomorfizzare, ha eliminato il pericolo che io potessi ritenere protagonisti di quelle storie gli animali, e non esseri umani.Posso quindi ipotizzare (ma non riferire come un'esperienza) che, se avessi avuto l'Ulisse a fumetti, avrei visto immediatamente, nella volpe, un uomo.Yves

  • utente anonimo scrive:

    Diciamo allora che, salomonicamente e lapalissianamente, il fumetto migliore è quello dove l'uomo fa l'uomo, e l'animale fa l'animale, senza rischio di confusione alcuna. Non sembra tanto difficile. Di Esopo ce n'è uno solo, inimitabile, e lì è tutto ben chiaro.

  • utente anonimo scrive:

    Così, per la cronaca, Tony Wolf è lo pseudonimo di un grande illustratore italiano di nome Antonio Lupatelli.

    Hans

  • quidestveritas scrive:

    Grazie Hans, mi sembra una notizia degna di nota.Di Tony Wolf apprezzo le serie degli abitanti del Bosco.

Che cos'è?

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