Leggere per crescere

20 luglio 2010 § 5 commenti

Fate un giro in una libreria per bambini e ragazzi.
Poche idee, poca fantasia, poca realtà, poca avventura; in compenso abbondano gli animali, le storielline della buonanotte, gli infantilisimi, le storie per bambini, troppo per bambini, forse per non farli crescere.

L'unica alternativa sono le storie classiche, ma, ahimé, spesso addolcite, con protagonisti gli animali anziché gli uomini. In questo caso Walt Disney ha fatto scuola, purtroppo. Si prenda come esempio la collana "Primi Classici" della Giunti, i testi ripercorrono grandi libri della letteratura per ragazzi, le illustrazioni sono di Tony Wolf: Nell'Odissea, Ulisse è rappresentato come una volpe, Polifemo come uno scimmione, ecc.
Perché?
I bambini non si riconoscerebbero meglio in un Ulisse, uomo, giovane e forte?
Forse si vogliono evitare identificazioni così fuori moda?
Ora, provate a cercare un Robin Hood, un D'Artagnan, un Jim dell'Isola del Tesoro che non sia una volpe, un cane, una puzzola, uno scoiattolo o un altro animale. Non ne troverete.
Bisogna aspettare che i bambini abbiano 8-10 anni per trovare libri classici con illustrazioni classiche. Troppo tardi. O sono già state lette, o interessano altri genere, magari quelli misteriosi, magari un po' esoterici.

Ebbene? 
Facciamoci nemici dello stile alla Tony Wolf, insegnamo ai bambini a vedere gli uomini protagonisti della storia e non gli animali, che sono invece sottomessi agli uomini. Leggiamo loro le grandi avventure di cui si può rendere protagonista l'uomo, ed evitiamo quelle storielline un po' buoniste, un po' troppo infantili per far rimanere bambini.
 

Bagnoregio e la Creazione

15 luglio 2010 Commenti disabilitati su Bagnoregio e la Creazione

15 luglio, San Bonaventura.
Esiste un posto in Italia sospeso nel tempo ed è la patria di San Bonaventura.
È Civita di Bagnoregio, un borgo sopravvissuto ad un terremoto, e da allora desolato e immutato. Tuttavia affascinante e di estrema bellezza.

Da patria di un dottore della Chiesa e "secondo fondatore" del francescanesimo, pare di trovare a Civita di Bagnoregio lo spirito francescano nelle stesse pietre e case, silenziose, di mattoni, umili, eppure scagliate verso l'alto, su questo promontorio nel mezzo di una valle.

Diceva Benedetto XVI nel suo discorso tenuto a Bagnoregio:

«Oltre che cercatore di Dio, san Bonaventura fu serafico cantore del creato, che, alla sequela di san Francesco, apprese a "lodare Dio in tutte e per mezzo di tutte le creature", nelle quali "risplendono l’onnipotenza, la sapienza e la bontà del Creatore" (ibid. I,10).

San Bonaventura presenta del mondo, dono d’amore di Dio agli uomini, una visione positiva: riconosce nel mondo il riflesso della somma Bontà e Bellezza che, sulla scia di sant’Agostino e san Francesco, afferma essere Dio stesso. Tutto ci è stato dato da Dio. Da Lui, come da fonte originaria, scaturisce il vero, il bene e il bello.
Verso Dio, come attraverso i gradini di una scala, si sale sino a raggiungere e quasi afferrare il Sommo Bene e in Lui trovare la nostra felicità e la nostra pace. Quanto sarebbe utile che anche oggi si riscoprisse la bellezza e il valore del creato alla luce della bontà e della bellezza divine!
In Cristo, l’universo stesso, nota san Bonaventura, può tornare ad essere voce che parla di Dio e ci spinge ad esplorarne la presenza; ci esorta ad onorarlo e glorificarlo in tutte le cose (cfr ibid. I,15). Si avverte qui l’animo di san Francesco, di cui il nostro Santo condivise l’amore per tutte le creature».


Si potrebbe dire che Civita di Bagnoregio nasconda proprio questa bellezza.

Perdono e Autoassoluzione

14 luglio 2010 § 1 Commento

M. (5 anni) ha scoperto l'orgoglio.
Difficilmente si concede presto al perdono.
Fa il sostenuto, non vuole fare la pace, ti tiene lontano se gli hai fatto uno sgarbo, a suo dire.
Ma quando è lui a commettere un errore, a rompere un bicchiere, ad agitarsi troppo, ad essere sgridato fa di tutto per non essere incolpato: "Non sono stato io", "Ha cominciato lui", "Date sempre la colpa a me".
L'altro giorno però se ne è uscito con un "Non mi perdonate mai!"

Ecco, non riesce a perdonare con slancio, ma sente il bisogno di essere perdonato.
Da lì capisce di essere amato, ma fatica a concedere amore gratuito.
Il peccato originale si fa sentire sempre di più.
Ma quel bisogno di essere perdonato è un richiamo troppo forte che lo scuote.

Gli adulti, invece, cinicamente, sotterrano anche questo desiderio. E si autoassolvono.

Il Generale Flora

12 luglio 2010 Commenti disabilitati su Il Generale Flora

Il Generale Flora non è un personaggio stilizzato tipico dei cartoni anni 70.
All'inizio della serie è il bravo Generale che lotta contro Jeeg, sta dalla parte dei cattivi ed è, tra i generali, quello più pericoloso, che va sempre vicino alla vittoria su Jeeg e che sa combattere con astuzia, oltre che con crudeltà e violenza.
Ma arriva un punto della storia in cui il Generale Flora comincia ad avere ripensamenti sulle sue scelte, fino ad arrivare ad un dialogo con Hiroshi davvero toccante e per niente banale. Hiroshi, infatti, le parla di amore e di pace, e che anche lei, nonostante sia un generale dell'imperatore, può ritrovare dentro di sé.
La puntata 43, in totale sono 46, è il fulcro del cambiamento e della redenzione.
Non credo di spoilerare nessuno raccontando la morte del Generale Flora che si sacrifica per liberare Hiroshi e salvare la Base antiatomica contro la quale la sua astronave si stava dirigendo.
Sarà poco, sarà banale, sarà ripetitivo, ma con una puntata del genere si può essere tranquilli su qual è il messaggio che arriva.
 

Pillole/5

8 luglio 2010 § 1 Commento

La natura ha delle perfezioni per dimostrare che essa è l'immagine di Dio e ha dei difetti per mostrare che ne è solo un'immagine
[Pascal]
 

Pillole/4

7 luglio 2010 Commenti disabilitati su Pillole/4

“La verità è nascosta tra le sabbie del deserto, affinché chi la scopre sia considerato un pazzo, la mente bruciata dalla solitudine e dal sole”.
Detto dei Tuareg

Pillole/3

5 luglio 2010 Commenti disabilitati su Pillole/3

«Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi».
(Vangelo di domenica 4 luglio)

"Oggi – diceva il prete ieri – si farebbe prima un sondaggio, un'inchiesta per vedere cosa vuole la gente. Cosa vuole che le si dica. Poi si predisporrebbe un piano pastorale, una progettazione pastorale, una consultazione pastorale, un consiglio pastorale".

P.S. Non è lo stesso prete della settimana scorsa. Ma qualcuno che sappia fare ancora il suo mestiere c'è, grazie a Dio. Solo che è necessario prendere l'auto e fare chilometri.

Dove sono?

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