Corto circuito

12 maggio 2010 § 13 commenti

Non si capisce perché, se si celebrano i 150 anni dell'Unità d'Italia, nata proprio da una conquista (leggi, sopruso) di un regno su altri legittimi regni, sia illegittimo poi parlare di secessione. C'è qualcosa che non torna nel ragionamento.

§ 13 risposte a Corto circuito

  • utente anonimo scrive:

    Per lo stesso motivo per il quale uccidere un soldato nemico ti fa avere una medaglia al valore, mentre uccidere un soldato amico ti fa mandare in galera.

  • ago86 scrive:

    Davvero molto amici quelli he ti invadono i territori quando eri in pace, senza averli provocati con nulla, e poi si inventano scuse per dire che con loro si sta meglio.

  • Asmenos scrive:

    Verissimo. Guarda le crociate.Che si fa? Si comincia una gara?Al solito fa male guardare solo uno degli aspetti e prenderlo a metro universale quando si parla di un fenomeno così complesso.Certo, il Risorgimento è stato animato anche da uno spirito anticlericale.Ma ridurre l'ìntera vicenda ad un odio verso lo Stato Pontificio o i Borboni è storicamente ridicolo.

  • ago86 scrive:

    Asmenos, non cambiare discorso. Le crociate non c'entrano nulla. Non penso che tu sia così troll da non capire che i maomettani erano un pericolo per la cristianità. O l'impero Bizantino è stato distrutto dalla fame? :DDDDDDDDIl risorgimento è stato solo una guerra coloniale di annessione al piemonte. La gente, e gli altri regni, volevano un'italia federale, che preservasse tutte le diversità culturali dei vari stati. Ma il piemonte voleva il centralismo e l'annessione. Questa si chiama guerra offensiva, e la storia è testimone di ciò. O forse tu credi davvero ai risultati dei "plebisciti"? :DDDDDD

  • utente anonimo scrive:

    "Davvero molto amici quelli che ti invadono i territori quando eri in pace, senza averli provocati con nulla, e poi si inventano scuse per dire che con loro si sta meglio."??? Io stavo rispondendo alla domanda sulla differenza che passa tra una invasione militare e una secessione.

  • ago86 scrive:

    Come al solito non hai visto il punto centrale: dato che il risorgimento è stata la storia di un'invasione, perché ci si arrabbia se qualcuno parla di secessione?

  • utente anonimo scrive:

    Perché, se anche quello che dici fosse vero, oggi, a 150 anni di distanza, un napoletano e un torinese non sono nemici.

  • agapetos scrive:

    L'Italia ha ben da prima dell'unità politica una sua unità "spirituale" e culturale, e questa unità sostanziale è un dato oggettivo che non è in discussione.Senza certo rimpiangere i tempi in cui l'Italia era divisa in tanti staterelli non si può non notare che proprio in quella situazione l'Italia ha prodotto quel patrimonio di arte cultura e scienza che tutto il mondo conosce e ci invidia.E bisogna anche riflettere sui guasti che l'unità forzata sotto i Savoia (famiglia di origine francese peraltro) ha causato al Belpaese. Nel mezzogiorno la gente ha cominciato a morir di fame e ad emigrare in massa sotto i Savoia. Contestualmente hanno preso piede il brigantaggio e poi la mafia.E soprattutto non si può continuare a negare le tante ingiustizie compiute, i plebisciti fasulli, eccetera eccetera…

  • Lore733 scrive:

    Non ce l'ha ora questa unità… figuriamoci prima.

  • quidestveritas scrive:

    Ma neanche allora i torinesi erano nemici dei napoletani…Con questo non si vuole certo legittimare una guerra civile,ma la secessione, se perseguita politicamente e pacificamente, ha la stessa dignità del centralismo e del nazionalismo.L'ipocrisia di chi oggi elogia la Nazione, tanto schifata per tutto il Novecento proprio dai Napolitano di oggi, fa veramente sorridere e…ridere…

  • utente anonimo scrive:

    "Con questo non si vuole certo legittimare una guerra civile,ma la secessione, se perseguita politicamente e pacificamente, ha la stessa dignità del centralismo e del nazionalismo."Ma stiamo discutendo della possibilità che uno stato di divida o dell'opportunità che lo faccia? A me pare ovvio che se non ci sono motivi culturali per stare insieme sia opportuno separarsi, come nel caso dei cechi e  degli slovacchi, che parlano persino lingue differenti. Ma motivare la secessione (che non è una seprarazione consensuale, attenzione) con presunte "guerre di invasione", "origini della mafia", "morte di fame dei meridionali", eccetera, è un'emerita fesseria.

  • quidestveritas scrive:

    Con queste motivazioni anche per me. Ma ho ribrezzo di questo rigurgito di mito risorgimentale, che è un mito solo nei libri di testo e per qualche vecchio sclerotico radicale.

  • utente anonimo scrive:

    "Con queste motivazioni anche per me."Quali sono le tue motivazioni?"Ma ho ribrezzo di questo rigurgito di mito risorgimentale, che è un mito solo nei libri di testo e per qualche vecchio sclerotico radicale."Mah, lo considero uno dei tre momenti più alti della storia italiana, assieme a Risorgimento e Resistenza. E non sono né un libro di testo né un vecchio sclerotico radicale.IlCensore

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