Ops

30 aprile 2010 § 1 Commento

In fondo, non è che delle vittime interessi così tanto. Ciò che conta è la «questione culturale», come dicono lorsignori, il risvolto politico e ideologico della faccenda. In tutti i casi ci vanno di mezzo ragazzi o ragazze minorenni? Segnati nella psiche sia che vengano seviziati da un artista osannato o da un morboso prelato? Sì, va bene. Ma bisogna saper distinguere: la perversione non è uguale per tutti. Tanto meno la legge. Così, ora che anche la Corte d’appello di Los Angeles ha respinto la richiesta di Roman Polanski a farsi processare in contumacia per lo stupro della tredicenne Samantha Geimer avvenuto più di trent’anni fa, prepariamoci a una seconda levata di scudi. A una nuova ondata di solidarietà del mondo intellettuale, nouveaux philosophes e attori e cineasti in prima fila a fare quadrato attorno al regista dell’Uomo nell’ombra, fresco Orso d’argento al Festival di Berlino, in questi giorni nei nostri cinema. E a dire che no, non ha senso processare un genio, un artista, un premio Oscar. Insomma, il bis dell’ottobre scorso quando, sotto un appello in favore di Polanski, comparvero le firme dell’Europa più à la page capeggiata dal ministro della cultura francese Frédéric Mitterrand, un habitué dei rapporti con minori del Terzo mondo, arricchita dalle prestigiose griffe di sei cineasti di casa nostra (da Marco Bellocchio a Giuseppe Tornatore, da Michele Placido a Monica Bellucci) e completate oltreoceano da quelle di David Lynch e Woody Allen, del resto compagno della sua propria figlia adottiva. Interrogato sulla questione, per esempio, Tornatore spiegò che Polanski ha 77 anni ed è giusto che a «un uomo della sua età venga risparmiata la sofferenza del carcere». Monicelli, invece, teorizzò la differenza di trattamento tra il cineasta e il nostro premier perché «Berlusconi non ha le qualità di sensibilità di Polanski».

Indulgenti con il regista polacco violentatore di una tredicenne nel lontano 1978, lorsignori lo sono per niente nei confronti di sacerdoti e vescovi, colpevoli di abusi e molestie attuati e insabbiati in un passato spesso altrettanto remoto. Ma in questi casi la spietatezza del giudizio, dissonante rispetto al caso Polanski, non è certo frutto della partecipazione alle sofferenze delle vittime. Se infatti l’indignazione nascesse dal rifiuto della pedofilia e dalla difesa dei minori, in questi anni avremmo letto inchieste e reportage anche sulla moda crescente del turismo sessuale nei Paesi asiatici, volàno d’interi settori dell’economia non solo locale. Invece, più che condannare la perversione diffusa dentro e fuori la Chiesa, l’accanimento di media e intellettuali è volto a colpire l’istituzione ecclesiale. Fino al punto di chiedere le dimissioni di Benedetto XVI. Nientemeno.

Lo strabismo dei censori, inflessibili da una parte e fricchettoni dall’altra, fa intendere che ci sono stupri e stupri, sevizie e sevizie. La pedofilia di Polanski, per esempio, è d’autore, artistica, quasi aristocratica. Insomma, una pedofilia di classe, tutta diversa da quella che alligna nella Chiesa o chissà, tra i politici, meglio ancora se di centrodestra. Sarebbe curioso, in proposito, conoscere il pensiero di uno come Paolo Flores d’Arcais che agli scandali sessuali che stanno scuotendo il Vaticano ha dedicato un intero numero di Micromega e svariati interventi sul Fatto quotidiano. Oppure quello di un altro astro nascente della sinistra giacobina come Luigi De Magistris. Qualche giorno fa l’ex Pm ora eurodeputato dell’Italia dei valori, ha chiesto che Ratzinger vada in tribunale a «rendere testimonianza ai giudici tedeschi di quanto sa sui casi di pedofilia». Ora che per Polanski si avvicina l’estradizione e probabilmente dovrà abbandonare gli arresti domiciliari nel suo chalet di Gstaadt per sottoporsi al processo in California, magari De Magistris ribadirà la sua richiesta di far processare il Papa.
© Copyright Il Giornale 25 aprile 2010

Piccolo aiuto

29 aprile 2010 Commenti disabilitati su Piccolo aiuto

"Il problema però sono i soldi. Per questo Serena Taccari, fondatrice de "Il dono" insieme al marito Edoardo, lancia un sos: "dieci euro valgono una vita".. Trovando 150 persone circa disposta a versare 10 euro al mese per un anno l'associazione sarà in grado di coprire l'affitto annuo per il centro di accoglienza. E potrà continuare un servizio di vicinanza e presenza alle donne che – dal 2005 – ha totalizzato 2500 contatti da tutta Italia e visto nascere 300 bambini. Il che dà il polso di come una presenza, competente ma ricca di umanità, possa fare la differenza nella scelta di una donna che si trova al bivio di una gravidanza non cercata".

Chi volesse dare un aiuto per sostenere la nascita della casa accoglienza a Roma per ragazze che decidono di portare avanti la gravidanza nonostante difficoltà di vario genere, può trovare qui altre informazioni:

http://www.il-dono.org/

c/c postale n. 73452781 intestato a "Associazione Il dono" oppure bonifico bancario intestato a "Il Dono onlus" c/o Credito Artigiano agenzia RM14 iban IT47H0351203214000000000809.

Grazie.

Testa o croce

26 aprile 2010 Commenti disabilitati su Testa o croce

Pochi giorni fa mi hanno raccontato di una giovane conoscente che ha partorito una bambina morta, a causa, forse, di una poco professionalità da parte dei medici, che hanno sottovalutato il malessere della mamma. Quando una dottoressa ha intuito quello che stava succedendo ha provato a intervenire, ma per la bimba non c'è stato nulla da fare. La bimba è nata morta. Così mi hanno riferito: LA BAMBINA È NATA MORTA.

Oggi leggo che un feto, dopo un aborto terapeutico, era ancora vivo.

Delle due l'una, o era destino che nascessero entrambi o è illogico, oltre che molto ipocrita, che si pianga per uno e non per l'altro.

Dov'è l'errore?

23 aprile 2010 § 31 commenti

Fatemi capire…
I film che escono in genere non hanno alcun contenuto cristiano, soprattutto negli stili di vita che propongono.
Quelli che richiamano certe indicazioni cristiane, come Bella o Fireproof, non arrivano sui grandi schermi delle città, ma bisogna andarseli a cercare su Internet o aspettare l'uscita in DVD…
Qualche anno fa un libro di bassa lega, come scritto e come fonti, Il codice Da Vinci, in cui la Chiesa, diciamo, non faceva un gran figurone, diviene il best seller in libreria e fa ottimi introiti al botteghino…
Sono seguiti diversi film che mettono sempre in cattiva luce la Chiesa, magari marciando sullo scandalo pedofilia, mi ricordo Magdalene, che vinse se non sbaglio a Venezia (e dove se no?).
Le librerie sono piene di indagini, inchieste, relazioni su Gesù e sul Cristianesimo effettuate da amici di Paperino spacciate per documentarie e scientifiche…

E dopo tutto questo una certa campagna di stampa con l'immancabile sostegno dei sedicenti intellettuali italiani ci vuol far credere che ci sia stato ostracismo da parte della Chiesa nei confronti di Agorà?
I distributori del film devono essere ridotti molto male per pubblicizzarlo in questo modo…

In realtà sono altri i film dai contenuti scomodi che vengono censurati con la scusa della troppo poco attrattiva, presumendo i gusti del pubblico e ostacolando il passaparola; è il caso di Kathyn e di Popieluszko, guarda caso due film che vogliono raccontare una verità, una verità scomoda per qualcuno (che in genere non è neppure cristiano) e ignorata da molti.

Soltanto l'afflizione dà intelletto

22 aprile 2010 § 13 commenti

In ben due puntate di Fringe – la seconda serie, non ancora arrivata in Italia – il protagonista, uno scienziato, si sofferma a discutere di scienza. In entrambi i casi sui limiti che si deve porre alla scienza, ma se nella prima puntata (Peter) esplode in un (cito a memoria) "Nel mio laboratorio io sono Dio", in una seguente puntata (White Tulip) Walter Bishop – lo scienziato, appunto – è corroso dal dubbio e sfida Dio con un atteggiamento di attesa e di speranza, non di arroganza, ma soprattutto con desiderio di perdono. In mezzo certo c'è la sua storia, i suoi turbamenti che non specifico meglio per non spoilerare. Ma anche in un serial americano del XXI secolo si può tranquillamente trovare una grande verità: "Soltanto l'afflizione dà intelletto" (Is, 28, 19).

Trova la differenza

20 aprile 2010 § 10 commenti

Non ricordiamo istituzioni o rappresentanti di istituzioni che hanno avvicinato umilmente le proprie vittime (di guerra, di stragi, di esperimenti (vedi "Gli abusi che non fanno scandalo", articolo di Giulio Meotti su Tempi). Alcuni vanno ancora fieri delle proprie azioni, per esempio i Turchi nei confronti degli Armeni. I rivoluzionari francesi nei confronti dei preti..
Invece c'è chi ha il coraggio di incontrare le vittime di terze persone e chiedere loro perdono.
Ma l'ipocrisia dei moralisti ha vita breve.

«Mi ha molto colpito il fatto che provasse una grande pena. Si vedeva che stava soffrendo con me. Io non volevo farlo soffrire, non gli ho raccontato gli abusi che ho subito, ma lui ha pianto insieme a me, pur non avendo alcuna colpa per ciò che mi è accaduto».

16 aprile

16 aprile 2010 § 1 Commento

Oggi è il compleanno di Benedetto XVI.
Quattro anni fa questo giorno coincideva con la Pasqua e noi eravamo in piazza a festeggiarla insieme a lui.
Oggi gli dedichiamo questo breve articolo apparso sull'ultimo numero di Tempi (che riprenderemo nei prossimi giorni), condividendolo in pieno.

«Cosa è successo in questo lustro? Il Papa ha scritto tre encicliche (su Dio, sulla speranza e sulla verità dell'amore), ha viaggiato dall'America all'Australia e in diversi paesi d'Europa, arrivando fino in Africa. Ha liberalizzato il rito antico, ha revocato la scomunica ai vescovi lefebvriani, ha creato le condizioni per il rientro in comunione con Roma degli anglicani. Ha compiuto passi in avanti nel dialogo con gli ortodossi, ha costruito un confronto schietto con gli ebrei e con i musulmani. Ha incontrato le vittime dei preti pedofili, ha chiamato a raccolta i vescovi e ha confortato tutti con la lettera ai cattolici d'Irlanda. Ha indetto l'anno paolino per richiamare i battezzati ad essere apostoli. Ha indetto l'anno sacerdotale per rilanciare la missione dei sacerdoti. Ha scritto un bestseller su Gesù di cui si attende la seconda parte. Ha pronunciato omelie, discorsi e catechesi che rimarranno nella storia. Sta risistemando l'abc della fede, sta ricucendo gli strappi delle interpretazioni estreme del Conciio Vaticano II, sta presentando al mondo un cristianesimo vitale e intelligente capace di rimettere Dio al suo posto dopo decenni di confusione relativizzante. Tutto questo in un lasso di tempo pari a una legislatura italiana. Non basteranno le imprecisioni pedofile del New York Times o le chiacchere su presunti problemi di salute a distrarci. I risultati del pontificato di Ratzinger, dopo questi cinque anni, sono sotto gli occhi di tutti. Auguri Santo Padre».
Bruno Mastroianni

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