The hurt locker

23 marzo 2010 Commenti disabilitati su The hurt locker

Tre uomini protagonisti: il sergente James, il sergente Sanborn, lo specialista Eldridge. Fanno parte di un'unità di artificieri, chiamati a disinnescare bombe in qualsiasi strada di Bagdad. Le missioni che affrontano sono numerose e le bombe che si trovano di fronte sono di vario tipo. Ma il sergente James pare vivere solo per disinnescarle, tanto da collezionare gli inneschi sotto il letto, quasi dimentico di avere una famiglia.
Il sergente Sanborn è un ottimo soldato, prudente e coscienzioso e si trova spiazzato dal modo di affrontare la guerra di James. Le varie missioni e il pericolo di morte affrontate continuamente, portano Sanborn a cambiare opinione di sé, a non vedersi come uomo solo di fronte alla morte, ma bisognoso di qualcuno a cui tornare e soprattutto desideroso di avere un figlio, realizzazione di sé come uomo.
Lo specialista Eldridge, il più giovane, appare come il più debole dei tre, ancora sensibile alla tragedia della guerra.
Tutto il film, vincitore, tra gli altri, dell'Oscar come il miglior film dell'anno, la migliore regia e la migliore sceneggiatura, risulta quasi un documentario sulla vita di tutti i giorni di questi tre soldati. Le riprese dirette, il sonoro, la poca musica, fanno calare lo spettatore in una realtà altrimenti ignota.
Non c'è giudizio sulla guerra, su questa guerra. C'è solo una descrizione asciutta ma assai realistica dell'uomo-soldato, dell'uomo di fronte alla morte, di fronte alla vita. Ci pare un'operazione ben riuscita.
 

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