Appunti di viaggio/6

6 marzo 2010 § 4 commenti

Francesco è probabilmente il santo più tirato per la giacchetta della storia.
Spesso lo ama anche chi disprezza la Chiesa (ignorando che Francesco amò la Chiesa e le ubbidì sempre);
lo amano gli ecologisti e gli animalisti per il suo amore verso la natura e gli animali, ignorando che Francesco prima di tutto amò l'uomo, anche il più disperato, ignorato, disprezzato tra tutti, il lebbroso, una sorta di "vegetale" di oggi;
lo amano i pacifisti, che ignorano la forza e la decisione con le quali Francesco si presentò al Sultano, per niente intenzionato a cercare una pace melliflua, ma anzi a predicare Cristo, per nulla timoroso;
lo amano i cercatori di misteri, ultimo dei quali vede in Francesco un "càtaro". 

Ne ha partato Franco Cardini qualche giorno fa, stroncando un volume uscito da poco:
«Francesco visse appunto in questo periodo e fu pellegrino a Santiago de Compostela proprio negli anni in cui la crociata era in atto, attraversandone i luoghi. Non ci dice nulla di ciò. Egli non era certo un cataro «perfetto», in quanto sappiamo che mangiava tutto quel che gli veniva posto dinanzi, come recita anche la sua regola. Poteva essere cataro «credente», o simpatizzante per i catari? No, in quanto sappiamo che tratto comune al catarismo era l’avversione al sacerdozio e alla Chiesa «corrotta»: Francesco, al contrario, raccomanda di rispettare i preti anche quando si sa che sono peccatori».
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Basta andare a La Verna ed Assisi, non solo per la straordinaria basilica, ma anche San Damiano, la Porziuncola, San Pietro, l'Eremo delle Carceri per capire Francesco. Posti che rimandano all'Alter Christus, altro che "càtaro". Da guida sarà utile la novità editoriale Itinerari francescani, di Fernando Uribe, edizione EDB.

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