Silenzi inopportuni

28 gennaio 2010 § 8 commenti

Mi ha colpito quell’arcivescovo che ha preferito assistere ai funerali di due piccole vittime del crollo della loro casa tra l’assemblea piuttosto che celebrare. Sorvoliamo sul fatto che ad ogni tragedia che arriva nei Tg nazionali si deve muovere il vescovo per i funerali, una sorta di presidenzialismo piuttosto invadente, anziché il legittimo parroco; qui ci si aggiunge la "denuncia politica", la "denuncia civile", la protesta. Ci chiediamo, può un arcivescovo anteporre l’indignazione per un’ingiustizia civile, rispetto alla pietà e all’affidamento delle due anime alla Misericordia?
Quale occasione sprecata di evangelizzare.

§ 8 risposte a Silenzi inopportuni

  • Asmenos scrive:

    Non so se possa, però l’ha fatto.
    Io lo trovo addirittura più cristiano.
    E’ la differenza a rendere tutto più bello.

  • ago86 scrive:

    E già, cosa c’è di più cristiano che NON evangelizzare?

  • quidestveritas scrive:

    Le denunce civili non portano niente alle anime.

  • quidestveritas scrive:

    Non sotto il profilo a cui mi riferisco io…

  • Psicovirginio scrive:

    I funerali sono stati celebrati da un sacerdote, dunque dal punto di vista sostanziale, dell’efficacia ‘sacramentale’ del rito, non esiste alcun problema. Ritengo inoltre che dal punto di vista pastorale – e dunque sul piano dell’evangelizzazione – il gesto di mons. Montenegro abbia dimostrato come la tutela della vita umana sia per i cattolici un valore non negoziabile, per il quale è sempre necessario manifestare in ogni modo. Era dalla tragedia di Messina che il presule aveva annunciato che non avrebbe celebrato funerali di nuove vittime dell’incuria delle amministrazioni civili di fronte al dissesto idro-geologico del territorio. Almeno lui è stato coerente.    

  • quidestveritas scrive:

    Sulla correttezza della celebrazione, niente da dire.
    Sulla coerenza, lo stesso.
    Ma mi rimane il dubbio sulla valenza pastorale. Consolare le anime durante la celebrazione eucaristica ha un valore inestimabile.

Che cos'è?

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