Critica a "La sindone di Gesù Nazareno"

25 gennaio 2010 Commenti disabilitati su Critica a "La sindone di Gesù Nazareno"

Fra non molte settimane la Sindone sarà di nuovo meta di pellegrinaggi, una nuova ostensione sarà occasione per una visita anche del Papa a Torino. Di qui alcune nuove pubblicazioni uscite in questi mesi. Tra queste vi è il volume di Barbara Frale "La sindone di Gesù Nazareno", che segue il precedente "I Templari e la sindone di Cristo".
Ebbene, nonostante la carica della Frale sia un buon biglietto da visita, Ufficiale dell’Archivio Segreto Vaticano, il testo pecca di molte mancanze, ma soprattutto cade in quel "gioco al mistero" che ora va tanto di moda intorno alla storia di Gesù. Insomma, la Frale lancia una teoria su alcune scritte apparse (ed ora scomparse) sulla Sindone e ci ricama un po’ su.
Per una critica della teoria e del testo, rimandiamo a questa importante analisi pubblicata sul sito Christianismus.it. Qui lasciamo questo giudizio piuttosto inappellabile: 

«Barbara Frale ha scritto un libro di circa trecento pagine per interpretare, tradurre, datare e contestualizzare le scritte della sindone. In nessuna di queste pagine ho potuto trovare una menzione della possibilità che queste scritte non esistano. La Frale, che lavora in un prestigioso archivio pontificio e presta la sua opera all’interno di una scuola di paleografia, non può non sapere che nessuna fotografia, fatta eccezione per certi e ben precisi casi, può completamente sostituire l’osservazione diretta del supporto scrittorio. Poiché è evidente che la sindone non può essere osservata ad occhio nudo e sotto la lente di ingrandimento con tanta facilità, in quanto normalmente giace chiusa all’interno di uno scrigno a tenuta stagna, in assenza di aria e sotto gas inerte, non si può pretendere dalla Frale che si rechi sul posto ad esaminare l’oggetto; ma appare inaccettabile che si proponga la lettura di scritte ricavate da negativi di vecchissime fotografie, che al momento non risultano dalla stragrande maggioranza delle altre più moderne fotografie, e che sono il frutto di elaborazioni di contrasto operate su alcuni negativi e con il fortissimo rischio che queste elaborazioni abbiano alterato l’immagine. Il lettore avrebbe dovuto essere informato dei problemi tecnici di quest’operazione, e avrebbe dovuto essere messo al corrente del fatto che esiste una serie di studiosi della sindone, anche tra quelli più noti per essere convinti della sua antichità e autenticità, i quali hanno più volte dichiarato che non hanno visto alcuna scritta e che non ritengono che l’esame del tessuto abbia dato risultati in questo senso».
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