Soddisfatti o rimborsati. E l'altro? Rottamato

14 dicembre 2009 § 14 commenti

L’altro o è mio e lo gestisco io.
O è un errore e va eliminato.
Da questa terribile vicenda, passata en passant sui media, si capisce cosa è spesso un figlio nell’immaginario di molte persone.
Forse è tante cose.
Ma non una vita.

§ 14 risposte a Soddisfatti o rimborsati. E l'altro? Rottamato

  • utente anonimo scrive:

    All’ospedale si divertono a giocherellare con la vita.

    filipp

  • ago86 scrive:

    Ormai l’aborto è una cosa indifferente. Prossimo passo?

  • utente anonimo scrive:

    Prossimo passo, temo, l’eutanasia su sola indicazione del "medico".
    Orsobruno

  • quidestveritas scrive:

    All’ospedale hanno commesso un errore gravissimo, Filippo. Ma la noncuranza della coppia che prima vuole assolutamente un figlio e poi lo elimina come fosse una mosca sul piatto è agghiacciante.

  • graciete scrive:

    Certe decisioni lasciano a bocca aperta, senza parole, proprio come quell’aborto di un po’ di tempo fa, voleva un maschio e invece era femmina.
    Dobbiamo aspettarci a breve, volevo occhi azzurri e capelli biondi, non voglio un moretto con occhi castani!!!!!!!

  • utente anonimo scrive:

    Quid, è come se la non-umanità del feto, che si è cominciata ad affermare, contro il più elementare senso comune, molti decenni fa, fosse giunta in alcune persone ad un livello di convinzione tale che tra il loro bimbo in grembo e un orsacchiotto non c’è veramente nessuna differenza ontologica.
    Per noi che, grazie a Dio, siamo "fermi" al senso comune, tutto ciò appare, come dici bene tu, agghiacciante.
    Io non so che altro proporre se non lavorare sulle ragazze giovanissime (11-14 anni) perchè almeno il futuro sia migliore.
    Orsobruno/Aù

  • utente anonimo scrive:

    Quando il centro di tutto divento io e il mio "io" arriviamo a cose senza senso. Se penso che durante il caso Englaro abbiamo snetito dire che si può "uccidere" per amore…

  • utente anonimo scrive:

    Beh Quid, in questo caso tenderei a biasimare più coloro che hanno sbagliato seme piuttosto che la madre per il semplice motivo che molto spesso certi choc sono difficili da superare in tempi brevi. In ogni caso, le giustificazioni in bioetica valgono sempre poco.
    Filippo

  • Lore733 scrive:

    Scusa, sei stato impiantato per sbaglio, è colpa dei medici, sono sotto choc. Ti devo uccidere.

  • quidestveritas scrive:

    Ad un uomo doveva essere trapiantato un rene di suo figlio. Altrimenti gli rimanevano tre mesi di vita. L’operazione fu portata a termine con successo. Ma dopo due settimane scoprirono che il rene non era quello di suo figlio, ma quello di uno sconosciuto.
    Scelse di tenersi il rene, ne andava della sua vita.

  • utente anonimo scrive:

    Della vita del rene? <_<
    Lasciamo perdere le storielle. Quello che volevo dire è che nessuno di noi può capire cos’abbia provato quella donna come nessuno può capire cosa prova il padre o la madre del figlio in coma da 20 anni. Quando si parla di dolore e sofferenza o rabbia, come sarà stata quella della madre scoprendo che il figlio non era biologicamente della coppia, è principalmente una faccenda soggettiva. L’aborto della madre rimane comunque a mio parere dettato dall’impulsività del momento e condizionato dalla banalità con cui la scienza contemporanea si permette di dare o togliere la vita.
    Filippo

  • Lore733 scrive:

    L’aborto della madre rimane comunque a mio parere dettato dall’impulsività del momento e condizionato dalla banalità con cui la scienza contemporanea si permette di dare o togliere la vita.

    In poche parole, dall’attuale mentalità eugenetico-abortista.

  • utente anonimo scrive:

    Si, ma ciò che mi infastidisce di più è questa ricerca di uno pseudo benessere che significa sostanzialmente non-vita.
    Fil

  • Hayalel scrive:

    "impulsività del momento"
    Mi interessa questa cosa: io sono un tipo impulsivo, specialmente con chi trolleggia o mi tratta male per le mie idee, e vorrei liberarmi dei fastidi con una giustificazione degna della nostra epoca. In fondo, che ne sapete voi del dolore che mi fanno provare i troll? Come potete capire la rabbia per essere discriminato per quello che sono e scrivo?

    N.B. Ovviamente sto scherzando

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