Povertà di cosa?

10 dicembre 2009 § 26 commenti

A volte si parla dei poveri. Magari delle grande città.
E si pensa ai clochard, a chi dorme nei treni, a chi va nelle mense della caritas.
Agli immigrati.
A chi non riesce a pagare gli affitti.
Addirittura ai divorziati (maschi), nuovi poveri (evviva il progresso della società).
Tutto giusto.
Però esistono i ricchi poveri, poveri nell’animo.
Quelli a cui non manca niente, ma a ben guardare manca Tutto.
Al cristiano è chiesto di aiutare l’uno e l’altro, portare qualcosa agli uni e Tutto agli altri.

§ 26 risposte a Povertà di cosa?

  • ago86 scrive:

    Voglio proprio vedere come fanno i materialisti a spiegare il disagio di coloro che hanno tutto ma non hanno Cristo.

  • Asmenos scrive:

    Devono per forza avere Cristo?

    Comunque condivido Quid. Troppo spesso si pensa alla povertà solo in termini economici.

  • utente anonimo scrive:

    No, non per forza, As. Ci si accorge di quanto Cristo sia Tutto solo dopo averlo incontrato.
    Quid

  • Lore733 scrive:

    In effetti, è una contraddizione lampante del materialismo.

  • Asmenos scrive:

    E chi si realizza in altro modo sbaglia per forza? Chi è ricco in modo diverso non è ricco?

  • Asmenos scrive:

    Dico di coloro che trovano il tutto e che si realizzano all’infuori del Cristianesimo.

  • utente anonimo scrive:

    Asmenos, senza fare domande retoriche, basta porsi nella loro ottica: dal loro punto di vista a noi (non cristiani o non credenti o cos’altro) manca qualcosa.

    Filippo

  • Asmenos scrive:

    Eh lo so. Ma qui sta il punto. Se i cristiani credono di essere nel giusto (contestabile ma legittimo) questo non significa che chi non sia cristiano debba essere additato come un paria che non gode della "luce di Cristo".
    Insomma, si può credere in quel che si vuole senza problemi. La questione inizia quando si pretende di imporre una certa visione o denigrando chi non vi si adegua.

  • Lore733 scrive:

    Chi non gode della luce di Cristo non è un paria, né va denigrato a livello personale. Sono certe idee e comportamenti che derivano da certe filosofie, che vanno invece con forza denunciati.

    Per l’altro intervento di Asmenos, ora vado di fretta, mi riservo di rispondere più tardi.

  • Lore733 scrive:

    Dunque, al #7 posso rispondere innanzitutto portando la mia esperienza personale. La mia conversione è scaturita da un periodo di grande smarrimento, di crollo delle certezze che avevo avuto fino ad allora. Cercavo una nuova filosofia, un nuovo modo di vivere, che mi desse pienezza: non la trovavo da nessuna parte. Alla fine, ho letto la storia di Padre Pio: e ho visto che nessun’altro, sia filosofo che religioso o con qualsiasi altra ideologia, era come lui, faceva le cose che faceva questo grande santo. E da lì è iniziato il mio cammino.

    Man mano, anche a livello dottrinale, ho constatato come la fede cattolica dia tutto quello che serve e che realizza un essero umano, le conferme sono state infinite e ho continuato a vedere, in quelli non credenti o non cattolici, una mancanza di qualcosa. Ciò non mi dà ovviamente alcun diritto di considerarmi "superiore": la fede è un dono, non certo un merito che mi permette di ergermi su un piedistallo (tra l’altro ho molto da imparare anche da persone che non hanno la fede); ma ciò non toglie che io la consideri come la vera fede, e abbia quindi il dovere di testimoniarla come posso, perché altri nella loro libertà se ne sentano attratti e infine conquistati.

  • quidestveritas scrive:

    Non è che manca qualcosa, Filippo, non è che uno non possa realizzarsi all’infuori del cristianesimo, Asmenos. È che tutto quello che di buono, giusto e bello un uomo può fare, potrebbe farlo ancora meglio. Normale che non si senta la mancanza di qualcosa che non si conosce. Ma è altresì normale che una volta che si scopre un valore aggiunto ci si accorge che prima quello mancava. Succede con i computer o con il cellulare avanzato, figuriamoci con Dio. 
    Il post tuttavia non voleva guardare a quello che "manca" a taluni, ma far notare a talaltri che non esiste solo un tipo di povertà.

  • ago86 scrive:

    Voi atei avete la paranoia che i credenti vi reputino degli "inferiori". Questa vostra sensazione mi fa pensare che, forse, siete voi che vi sentite inferiori.

  • utente anonimo scrive:

    @ago86   Ti piacerebbe…
    Non è in ogni caso una "paranoia" come tu la definisci, ma una semplice constatazione, non oggettiva per carità e per fortuna.

    @ Asmenos   Il fatto è che io proprio non la voglio questa luce di Cristo. Quando cercano di imporre la loro visione non se ne viene a capo, anche se c’è ancora qualche filosofo che pensa sia necessario, o che per lo meno si possa, dimostrare l’esistenza di Dio (vedi Robert Spaemann al convegno "Dio oggi" indetto dalla Cei).

    Filippo

  • ago86 scrive:

    A questa paranoia va sommata la fobia che qualcuno vi imponga qualcosa. E questo mi fa capire che il vostro atteggiamento non è razionale, e questo basta a liquidare l’ateismo.

  • Lore733 scrive:

    Filippo, fai bene a non volere imposta la luce di Cristo: se si impone a forza, quella non è luce di Cristo.

  • utente anonimo scrive:

    @ ago86   Il collegamento fobia – razionalismo meglio se lo spieghi. In ogni caso mi è già stato imposto il cristianesimo e non ne faccio una tragedia, io, al contrario, non ho imposto a nessuno l’ateismo anzi, lo sconsiglio ai più.

    @ Lore733  Perfettamente d’accordo, il che fa pensare a quanti realmente rimangono abbagliati da tale luce.

  • ago86 scrive:

    Non ho fatto il collegamento tra fobia e razionalismo, ho detto un’altra cosa. Ma io non sono filosofo, quindi non ho l’autorità di parlare con lei, illustrissimo professor dottor filosofo😛

  • Asmenos scrive:

    @Filippo,
    lascia perdere Ago, che ha letto due libri su Aristotele e uno sull’Aquinate e pensa d’aver trovato il grimaldello dell’Essere.

    Faccio presente agli interlocutori più seri e disposti realmente a parlare, che io non mi definisco ateo (ovvero non sono convinto che qualcosa chiamata "Dio" non esista) ma piuttosto mi ritrovo in quella forma dell’agnosticismo nota come ignosticismo.

    it.wikipedia.org/wiki/Ignosticismo

  • quidestveritas scrive:

    Asmé, ma che ne sai di cosa ha letto ago o qualcun’altro? Etichetti troppo velocemente e questo è poco "ignostico"…

  • Lore733 scrive:

    Ti pareva: una posizione pure più pignola dell’agnosticismo!😛

    Comunque ho letto su wiki, ci sono alcune cose che non mi sono chiare, ne riparliamo fra poco.

  • Asmenos scrive:

    Quid, come al solito, sono ironico con Ago, che invece, a mio giudizio si prende troppo sul serio ed è abbastanza, sempre a mio giudizio, intransigente.
    Pensa che mi considera un troll e mi ha escluso dal suo blog.

  • Lore733 scrive:

    Dunque, tornando agli ignostici: innanzitutto, noto in questa posizione una pericolosa sottovalutazione del tema. L’esistenza di Dio è importante e come, e interrogarsi su questo e sul proprio destino eterno (se non altro perché costituente la maggior parte della nostra esistenza) dovrebbe essere essenziale.

    E poi ho letto alcuni paradossi teologici, e mi paiono tutti risolvibili, questo tenendo conto che ci è impossibile capire Dio fino in fondo.

  • Asmenos scrive:

    L’esistenza di Dio è importante e come, e interrogarsi su questo e sul proprio destino eterno (se non altro perché costituente la maggior parte della nostra esistenza) dovrebbe essere essenziale.

    Perché?

  • Lore733 scrive:

    Almeno io sono più interessato a capire cosa farò nei prossimi infiniti anni, che in questo attimo terrestre.

Che cos'è?

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