Cronaca da un'aula

10 novembre 2009 Commenti disabilitati su Cronaca da un'aula

La professoressa scrutava l'elenco. Gli occhi scorrevano in su e in giù. Indecisi su quale nome soffermarsi.
Mai vi era stato così tanto silenzio in quella classe.
Tutti temevano di sentire pronunciare il proprio nome. Anche quelli preparati.
I meno studiosi cercavano di utilizzare la propria forza del pensiero per condurre l'insegnante su un nome che non fosse il proprio.
In particolare Valentina, quell'insignificante studentessa della penultima fila, sentiva sempre di più aumentare il sudore delle mani. Il cuore aveva un ritmo da tachicardia. Stringeva la mandibola. E rivolgeva il proprio sguardo al crocifisso posto sopra la cattedra: "Ti prego, non oggi. Ti prometto che mi preparo per la prossima volta, ma non oggi, non oggi, non oggi". Il cuore stava impazzendo.
"Ravanelli".
Valentina sentì un tonfo al cuore. Una vampata di calore salirgli al volto e una voglia di piangere repressa a fatica.
Alzò lo sguardo e chiese tra sé: "Perché?".
Poi si alzò e andò alla lavagna con le gambe tremanti, non sapeva decidere se più per l'interrogazione o per quella grande domanda rimasta delusa.
Fece una figuraccia: l'ennesimo 4 di quell'anno balordo.
Tornata al suo posto guardò fisso il crocifisso. Si sentiva bastonata due volte. Emotivamente pensò di non rivolgersi mai più al crocifisso.
Ma subito si rese conto di non averlo mai guardato in quel modo tanto desideroso di lui. Sì, era delusa, ma sempre più consapevole che la sua richiesta era un po' come quel "Se sei Figlio di Dio, scendi da quella croce".
Invece le era stato riservato un posticino sulla croce accanto a Lui quel giorno e Valentina non avrebbe più smesso di scrutare quel crocifisso e non avrebbe più preteso che il crocifisso mettesse una pezza alla sua pigrizia.

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