Golpe in Honduras, quello vero

6 novembre 2009 § 1 Commento

Qualche aggiornamento sulla farsa dell’accordo raggiunto in Honduras.

Alcune agenzie di stampa, giorni fa (esempio), parlavano sì di accordo raggiunto tra le due controparti, cioè tra il legittimo governo Micheletti e il legittimamente defenestrato Zelaya (non meravigliatevi se la stampa inverte i fattori), senza però particolari approfondimenti. Il piccolo stato americano ha dovuto cedere alla pressioni degli Stati Uniti, anzi, di Ms. President Obama, e della maggior parte dei paesi sudamericani, uniti da un novello (ma non poi tanto) Patto di Varsavia e dell’ONU?

Purtroppo pare di sì. C’è da dire però che alcuni fatti ci danno ancora un barlume di speranza. Il primo è che le prossime elezioni dovrebbero ottenere il riconoscimento dalla comunità internazionale. Il secondo una possibile exit-strategy degli USA:

«[…] E’ probabile che questo cambiamento di atteggiamento della segreteria di stato sia dovuto alla impossibilità di Barak Obama di difendere le sue azioni di fronte ad un consistente gruppo di congressisti che disapprova che “senza alcuna base legale si stia “minando la democrazia” in Honduras ed esige che le prossime elezioni vengano riconosciute ufficialmente.

Anche il “Congressional Research Service” si è espresso già da agosto con chiarezza e senza riserve nel dichiarare legittime le azioni e compiute dalla magistratura, dall’esercito e dal congresso il 28 giugno quando hanno deposto ed arrestato Zelaya. Il report allegato è sufficientemente oggettivo e super partes da segnalare che l’unico atto contrario alla costituzione è stato l’esilio, cioè Zelaya doveva essere condotto in prigione e non lasciato libero all’estero».
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Ma il barlume di speranza è piuttosto fiacco, causa altri interrogativi:

«[…] Come reagiranno Zelaya ed i suoi sostenitori qualora il congresso gli neghi la restituzione?
Come eserciterà il potere Zelaya se fosse restituito al potere?
Non è dato rispondere a tali domande, ma chi conosce Zelaya ed il valore delle sue promesse teme entrambi gli scenari.
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Intanto, mentre si continua a parlare di golpe riferendosi alla destituzione di Zelaya, e di violenze nei confronti dei sostenitori di quest’ultimo, in realtà i rapimenti e le uccisioni avvengono nella parte avversa. Addirittura è stato ucciso il nipote di Micheletti. Se si cerca la notizia nell’archivio del Corriere, non si trova nulla.

Sulla situazione si è espresso anche il blog di Cab.

§ Una risposta a Golpe in Honduras, quello vero

  • ClaudioLXXXI scrive:

    E’ veramente una cosa disgustosa che di tutto questo noi possiamo essere informati solo attraverso i blog, mentre la quasi totalità della stampa nazionale tace o presenta i fatti in modo invertito.
    La libertà di stampa la intendono come la libertà di farci fessi.

Che cos'è?

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