Di vane sentenze

4 novembre 2009 § 36 commenti

1. Da decenni le chiese che vengono costruite in città, paesi, quartieri, non sono più a croce latina, men che meno a croce centrale, gioielli di architettura. Non lo sono quelle delle grandi "Archistar", figuriamoci quelle di architetti di periferia che imitano le "Archistar" (questo anche perché – sia chiaro – i committenti, cioè le Curie, probabilmente non ritengono necessario che le chiese abbiano un vago richiamo alla croce);
2. Sull’altare non è più presente la croce e se c’è è a lato, piccola, ben nascosta.
3. Anche dietro l’altare è difficile vedere il crocifisso e se c’è, la croce è senza crocifisso (protestante), o il crocifisso senza la croce…
4. Alla maggior parte dei bambini non viene insegnato il segno della Croce se non quando essi iniziano a frequentare il catechismo (sempre che lo inizino a frequentare e i genitori non ritengano troppo impegnativo per i fanciulli imparare il segno della croce e sempre che le catechiste siano in grado di insegnarlo e lo vogliano insegnare…);
5. Una volta imparato a farlo velocemente, a mo’ di scimmia, con gomito inchiavardato al busto, avambraccio fermo e polso rigido (il "Padre" è sulla fronte, il "Figlio" sul collo – se va bene -, lo "Spirito" è all’altezza dell’orecchio sinistro, il "Santo" all’altezza dell’orecchio destro) , se va bene continueranno a farlo in modo scimmiesco;
6. Ai funerali ormai è usanza applaudire più che segnarsi davanti al passaggio del feretro;

Ebbene, dopo tutto questo, qualcuno osa rimanere sorpreso dalla sentenza della massonica Corte Europea?
Si tranquillizzi, ciò che sta succedendo è già successo, di che preoccuparsi?

«Oggi il Cristianesimo sembra essere vittima della medesima "intolleranza" che abbattè le vestigia del paganesimo. E come allora le statue pagane uscirono dai luoghi simbolo dell’Impero Romano perchè sopraffatte dalla luce raggiante del Cristianesimo, così oggi i crocifissi sono cacciati dai luoghi pubblici della nostra misera Italia in nome di un oscurantismo razionalista e posticciamente umanitario».
[Leggi tutto]

Quello che non sa chi esulta alla sentenza, è che si tornerà ad avere le statue pagane nei luoghi simbolo, mentre la "luce raggiante del Cristianesimo", si ridurrà alle "catacombe", per poi uscire di nuovo, quando fuori non ci sarà altro da fare che ricostruire. (1)

Quello che non sa chi esulta alla sentenza, è che questo è già successo. Proprio di fronte al Crocifisso, quello di carne. Lo si è schernito, preso in giro, ignorato, disprezzato, ferito, oltraggiato, nascosto, sepolto.
Niente di nuovo per il Crocifisso.

________________________
Note
:
(1) «Benedetto non affrontò da arrabbiato la fine dell’impero, non protestò perché il mondo non era cristiano, né si lamentò perché tutto crollava, accusando l’immoralità dei suoi contemporanei. Piuttosto testimoniò alla gente del suo tempo una compiutezza del vivere, una soddisfazione e una pienezza che divenne attraente per tanti. E fu l’albore di un mondo nuovo, piccolo quanto si vuole – quasi un niente paragonato al tutto, un tutto che pur franava da ogni parte -, ma reale. Quel nuovo inizio fu talmente concreto che l’opera di Benedetto e di Francesco è durata nei secoli e ha trasformato l’Europa, umanizzandola», J. Carron, "Il Natale e la speranza", La Repubblica, 23 dicembre 2008.
 

§ 36 risposte a Di vane sentenze

  • utente anonimo scrive:

    Che rilevanza dovrebbero avere dei simboli? La fede è davvero così fortemente connessa alle icone tradotte dalle sacre scritture?

    Ora, voi, cercate un Dio infinito in ciò che è finito? O cadete voi nel paradosso, o ci cade il vostro Dio.

  • Politicus scrive:

    IL VUOTO SPAVENTOSO-EDITORIALE SAMIZDATONLINE.IT-[..] Mi fa pochi problemi che non ci siano crocefissi sulle pareti di un’aula; mi fa invece molto problema che ci sia qualcuno che mi impedisca di metterli. Di fatto quel qualcuno non mi sta dicendo che, per pluralismo, non ci devono essere s [..]

  • rapyna scrive:

    C’è chi dice “No”[..] No Cross No Party Il vuoto spaventoso Mi fa pochi problemi che non ci siano crocefissi sulle pareti di un’aula; mi fa invece molto problema che ci sia qualcuno che mi impedisca di metterli. Di fatto quel qualcuno non mi sta dicendo che, per [..]

  • massimo70 scrive:

    http://ilfro[..] Il vuoto spaventoso Mi fa pochi problemi che non ci siano crocefissi sulle pareti di un’aula; mi fa invece molto problema che ci sia qualcuno che mi impedisca di metterli. Di fatto quel qualcuno non mi sta dicendo che, per pluralismo, non ci devon [..]

  • Lightswarrior scrive:

    Il vuoto spaventoso – Editoriali Samizdat[..] Mer, 2009-11-04 21:29 — Vilma Mi fa pochi problemi che non ci siano crocefissi sulle pareti di un’aula; mi fa invece molto problema che ci sia qualcuno che mi impedisca di metterli. Di fatto quel qualcuno non mi sta dicendo che, pe [..]

  • quidestveritas scrive:

    @#1
    – Siamo circondati dai simboli. Viviamo immersi nei simboli. La simbologia è uno studio molto interessante, dovresti interessartene..
    – Certo perché permette un più facile rapporto con il Mistero. L’iconoclastia invece crea una barriera tra l’uomo e il Mistero. Fin da subito i cristiani hanno iniziato a creare l’"immagine di Dio", cosa che invece era impossibile per gli ebrei. Il Cristianesimo è Dio che si fa uomo, dunque lo si può vedere, toccare, rappresentare.
    – Dio infinito si è fatto finito. Dio si è fatto uomo. Dio è divenuto carne: «ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini». [1 Cor, 25]

    p.s. Ti invito a scegliere uno pseudonimo, anche una sola iniziale.

  • utente anonimo scrive:

    Beh se è questo il discorso allora bisogna accettare tutti i simboli, tutte le manifestazioni di una sorta di convinzione. Il Cristo va bene, la pubblicità dell’uarr no, la faccia di che guevara sulle magliette va bene, la svastica no ecc ecc. In ogni caso a me non fa differenza, non sono "Cristofobo", studio filosofia e sono cresciuto nel cristianesimo e non  nascondo la mia simpatia nella figura di Cristo, ma non vedo alcuna ragione per la quale ci devono essere simboli religiosi nelle scuole le quali dovrebbero essere centri eminenti di ricerca e dubbio.

     Un saluto

    Filippo —–> dovrei iscrivermi per avere un nome😐

  • quidestveritas scrive:

    Io non difendo a spada tratta il crocifisso nelle scuole. Non è mai stato un problema, se oggi lo è (anche se per una cerchia ristretta di persone), allora significa che bisogna "rifare" il Cristianesimo, come ho citato nella nota.
    Ma sul fatto che non ci debba essere nulla di simbolico, fai attenzione. Si cerca sempre qualcosa per riempire il vuoto.
    Ti invito a leggere questo post.

  • utente anonimo scrive:

    Se è il Nulla il problema allora dovremmo porci la domanda di prima: perchè questo simbolo e/o non un altro?
    Non penso sia la tradizione la soluzione.

    Filippo

  • quidestveritas scrive:

    Certo. Chiediamocelo!
    Neppure io mi accontento della "tradizione"…

  • ago86 scrive:

    Amico, il problema non è se ci sia o meno un crocefisso nelle aule scolastiche, ma il fatto che la corte europea mi impedisca di appenderlo. Sul fatto che una scuola sia centro di "dubbio", voglio proprio vedere se coi dubbi riesci a superare un esame.

  • utente anonimo scrive:

     Ago86,
    due osservazioni:
    – la tua prima osservazione non ha senso. La corte europea impedisce cio’ che vuole nello spazio di sua competenza e fa anche bene finche’ si occupa dello spazio pubblico (l’autorita’ ha il diritto di scegliere cosa far esporre o no negli spazi dal lei gestiti: io non obbligherei mai il gestore di questo blog a esporre un’immagine che lui trovasse offensiva). Se i cattolici ci tengono tanto al crocefisso, lo possono tranquillamente indossare sulla loro persona tutti i giorni senza nessun impedimento;
    – se la scuola non deve insegnare il dubbio, ti consiglio allora di proporre direttamente cio’ a cui evidentemente pensi, cio’ il ritorno al MInculpop e allo stato totalitario. Quello in effetti insegnava "certezze".
    Buzz

  • quidestveritas scrive:

    – Però non ci vuole molto per passare dal vietare su luogo pubblico al vietare nel privato. In Iran è vietato leggere la Bibbia anche in casa. Il passo è molto più vicino di quanto crediate.
    – Al di là del Crocifisso, poi, a me non sta bene nemmeno la perdita di sovranità cui presto dovremo soggiacere.

  • utente anonimo scrive:

    Giusto per concludere un pò il commento di Buzz che mi pare più che giusto: non so cosa tu intendi per "esame" ma in ogni caso non ha senso. Il dubbio implica ricerca e quindi sviluppo ecc ecc ed è lo stesso principio che sottende la domanda "quid est veritas?" posta da Pilato a Gesù. La verità può essere testimoniata come dice Cristo stesso (sono venuto al mondo per "martyreso") ma non conosciuta perchè la stessa veritas del cristianesimo non è ridotta al "quid" ma è una veritas indaganda.

  • utente anonimo scrive:

     Mi sembra che tutti questi catastrofismi siano piu’ deleteri che utili. Non mi pare affatto che siamo ancora al punto dell’Iran e mi pare, al contrario, che continuare a calcare il piede sull’accelleratore della retorica apocalittica non faccia altro che avvicinarci all’Iran dove infatti questo tipo di discorsi dominano il dibattito politico. 
    Se la sovranita’ nazionale e’ un problema, allora e’ il caso che alle prossime elezioni si voti per qualcun altro visto che gli attuali eletti sembrano tutti assai disposti a sostenere il processo in atto.
    Buzz

  • quidestveritas scrive:

    Dal mio post traspare bene il mio pensiero: non c’è nessun catastrofismo, anzi, forse un’occasione. Ma bisogna vagliare anche i possibili rischi, gli effetti collaterali, li si chiami come si vuole. Per ora ne siamo lontani, ma non ci vuole chissà che processo storico per arrivarci. La storia ce lo insegna.

  • utente anonimo scrive:

    Sull’utilità e il danno della storia per la vita. E poi mi dicono che Nietzsche non era un profeta, ha azzeccato tutto!

  • ago86 scrive:

    A parte il fatto che non capisco perché sia l’unione europea e non i cittadini a decidere dello spazio pubblico, nel qual caso si ritorna *veramente* al comintern, sulla questione del dubbio sottolineo che non si può fare del dubbio una divinità. Esso può servire per cercare risposte, ma non può essere fatto come unico metodo d’indagine, perché la risposte vanno trovate. Sfido chiunque ad andare ad un esame o a sostenere una tesi di laurea dicendo "ho il dubbio che questo teorema sia falso" oppure "ho il dubbio che Marx sbagli". Se non da delle risposte precise, con il dubbio non ci fa nulla.

  • utente anonimo scrive:

    ago86, mi dispiace ma pecchi veramente, qui nessuno sta parlando di scienza quindi tralascia la verità scientifica che è tutta un’altra cosa. In ogni caso io amo quella forma di ricerca che di fronte ad un problema mi dice sviluppalo, non risolvilo. Se la tua risposta è Dio bene, sono lontano anni luce da te, sono ateo e per di più filosofo, tu religioso e non filosofo.

    Filippo

  • ClaudioLXXXI scrive:

    Il dubbio è un’ottima cosa come incentivo alla conoscenza, come motore che fa andare avanti per arrivare a delle risposte.

    Se il dubbio diventa fine a sè stesso, tradisce la sua funzione.

  • ago86 scrive:

    Nemmeno mi conosci e dici che non sono filosofo? Questo si chiama pregiudizio. Anzi, si chiama proprio offesa. Rimani nel tuo piccolo mondo, dove i problemi non si risolvono ma si adorano, e continua così. Ciao.

  • utente anonimo scrive:

    C’era e c’è ancora un "Se" davanti alla frase, in caso non l’avessi visto. Se non sai cosa vuol dire te lo spiego subito: è un ipotetico "se". (Poi capirai che offesa dire che non sei filosofo)

    Filippo

  • ago86 scrive:

    Guarda che non sono scemo. Ho letto benissimo la tua replica: c’è proprio scritto che i religiosi non sono filosofi. E questa è una balla colossale. Mi trattengo solo perché questo non è il mio blog.

  • utente anonimo scrive:

    Beh, dipende sempre come si intende il termine filosofo. E in ogni caso c’è differenza tra religioso e fedele, una grossa differenza. In ogni caso per me un filosofo non possiede dati di fatto, e Dio, per chi crede, lo è. Niente di personale comunque.

    Filippo

  • utente anonimo scrive:

    (Perdonatemi le ripetizioni, è tardino  :| )
    Filip

  • quidestveritas scrive:

    Filippo, stai mettendo in discussione alcuni tra i più grandi filosofi della storia.

  • utente anonimo scrive:

    E’ un problema?

    Filippo

  • quidestveritas scrive:

    Oh fai pure. Mi dispiace per te.

  • utente anonimo scrive:

    I filosofi vanno messi in discussione. Non siamo mica tutti peripatetici o seguaci della parola di Cristo.
    Filippo

  • quidestveritas scrive:

    Vedo quindi che ben pochi dubbi albergano nel tuo cuore…

  • utente anonimo scrive:

    Questa me la devi spiegare🙂
    Filippo

  • piccic scrive:

    Penso che abbia già perso abbastanza tempo nel tentativo di risponderti, considerato il tuo completo disinteresse per la verità.

  • utente anonimo scrive:

    Già, dimenticavo che voi  l’avete sotto il naso la verità. Pardon!

  • quidestveritas scrive:

    È molto semplice, Filippo.
    Tu dici che le scuole dovrebbero essere luoghi "di ricerca e dubbio". Sottolineo "dubbio". Poi ci dici che sei "ateo e per di più filosofo" (sorvoliamo sul fatto che «chi studia filosofia non è automaticamente "filosofo"», così sosteneva la mia prof di filosofia), inoltre che non è un problema mettere in discussione i giganti sulle cui spalle noi poveri nani siamo seduti. Insomma, mi sembra che ti contraddici parecchio nelle tue affermazioni. Non vedo dubbi nelle tue parole, vedo già decisioni belle che prese. Fai come Pilato. Poni la domanda senza attendere la risposta. Hai già deciso. Sì, per noi la Verità è Cristo, è Qualcun’altro che ci viene incontro. Tu ti sei fatto la tua verità. Altro che dubbi…

  • utente anonimo scrive:

    1. Essere ateo non è la mia verità e neppure la mia contraddizione. Sono cresciuto come cristiano perchè i miei genitori hanno voluto così, perchè è "tradizione" essere cristiani, e dopo lunghe battaglie sono riuscito a staccarmene. Parlo di battaglie perchè sono ancora mal visto in famiglia per il semplice fatto di non credere in un’entità superiore. Voi siete cresciuti come atei? mah. Io non declino la quasi "speranza" di poter cambiare in questo campo, sarei molto più tranquillo se esistesse un Dio onnipotente e misericordioso, ma voi invece, prendete mai in considerazione di potervi svegliare senza Dio domani?
    2. Forse voi, credenti e per di più cristiani, più di ogni altra persona avreste bisogno di mettere in discussione i giganti sui quali sedete. Tralasciando il fatto di essere filosofo o meno, dato che poco mi interessa avere quel nome o no, penso sia d’obbligo mettere in discussione ciò che finora è stato dato per certo. 

    Forse si potrebbe dire che la mia verità è il dubbio, avrebbe già più senso.

    Filipp 

  • quidestveritas scrive:

    Insisto, chi si dichiara "ateo" non ha come verità il dubbio.
    "voi, credenti e per di più cristiani, più di ogni altra persona avreste bisogno di mettere in discussione i giganti sui quali sedete"
    Ma chi ti dice che non lo si faccia o che non lo si sia fatto? Chi ti dice che il cristiano è un contenitore vuoto che si fa riempire la tesa in modo acritico?
    Chi ti dice che io o qualcunque altro cristiano non siamo passati attraverso quello che stai vivendo tu ora?
    Il più delle volte il cristiano sceglie di essere cristiano per un’esperienza. Ha verificato nella sua vita la Presenza di Qualcun’altro. Concretamente. Tutto qua.

    Comunque, poiché siamo andati OT ed il discorso è caduto sul personale rispetto al post, se vuoi proseguire nella discussione (e mi piacerebbe) ti chiedo di continuare in privato. Trovi la mia email in alto nella colonna di sinistra.

Che cos'è?

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