L'umano nella straordinarietà

31 ottobre 2009 Commenti disabilitati su L'umano nella straordinarietà

Ci sono alcuni santi che al solo pensiero della vita che hanno fatto ci fanno impallidire. Troppo audace la loro fede, troppo alta la loro missione, troppo lontano il loro esempio.
Uno è san Francesco, che quasi ci scoraggia a portarlo come esempio ai giovani. È impossibile da imitare. Un altro è Charles de Foucauld. Uno che se ne è andato a vivere da solo nel deserto; solo? No, no, volevamo dire in compagnia della sola Eucaristia. Un’altra, inarrivabile, è Madre Teresa. Ero ragazzina quando la vedevo in qualche Tg, in qualche servizio televisivo. E tutti ad onorarla, tutti che ascoltavano ammirati questa donnina, "una matita nelle mani di Dio", disse di sé. A me pareva così… Lontana. Appunto, inarrivabile. E, a parer nostro, appariva così a tutti noi, poveri tiepidi. Perché la credevamo capace di parlare con Dio a tu per tu, mentre noi no.

Al termine della lettura di "Madre Teresa – La notte della fede", di Renato Farina, Madre Teresa ci appare molto più vicina. 
Umana non "santa".
Questo perché per gran parte della sua vita, e proprio quando si è scelta la parte "peggiore", quella dell’assistenza ai derelitti, è stata immersa in un buio profondo. Niente luce, niente dialogo, niente.
Pur rendendo concreto che più concreto non si può la Carità, lei era come noi ci sentiamo spesso, come noi siamo spesso.
Era una di noi, non un angelo caduto sulla terra per sbaglio. Non un alieno. Una donna sì straordinaria, ma alla quale, nella sua straordinarietà, è stato chiesto di vivere completamente la sua umanità. Non è stato tolto nulla della sua umanità.

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