Cose poco importanti

12 ottobre 2009 § 3 commenti

Va bene, al secondo invito, metto da parte lo snobismo e la puzza sotto il naso. Agli amici, in fondo, non si dice di no. Stavo già capitolando con il primo invito, figuriamoci con il secondo.

Ecco dieci cose vere che posso dire su chi è "quid":

1. Raramente ho pensato che Dio non esistesse. Ed ho ancora in mente dov’ero e cosa è successo subito dopo averlo fatto. La prima volta ero su un treno regionale. Mezza addormentata, come capita spesso quando ci si trova su treni stipati. Riflettevo nemmeno so più su cosa, in preda credo a quei dubbi post-adolescenziali di chi crede che essere all’università significhi essere un intellettuale. Gli intellettuali cosa fanno se non dubitare di tutto? Ed io come potevo non dubitare di Dio? Appena finito di pensare che avrei potuto vivere per un po’ senza credere in Dio, noto un movimento furtivo dalla giovane seduta davanti a me. Guardandosi attorno cercava di non farsi vedere mentre sgranava un rosario. Cioè, una ragazzina di vent’anni che sgranava un rosario? Su un treno? Fatemici pensare… No, non mi è mai più successo di vedere una persona pregare il rosario, né pubblicamente (ad eccezione di quelli in chiesa, naturalmente), né che cercasse di nasconderlo maldestramente. Non è più successo e questo mi si palesa ancora oggi come allora come un’evidente risposta alla mia stupidaggine.

2. Il secondo episodio è accaduto a Parma, subito dopo essere scesa dal treno del punto 1. Ovviamente quel fatto strano era stato classificato come "caso" e "coincidenza". Un po’ come il Bing Bang, pensavo allora, cos’è stato se non un caso davvero fortuito? Anche perché le probabilità che si incontri una ventenne con il rosario in mano sono più o meno le stesse di quelle che c’erano perché si formasse la vita a causa del Big Bang. Ebbene, non ancora però convertita alla vita laicista, decido di entrare in una chiesa e chiedere un segno, un po’ come fece Mussolini con i famosi cinque minuti di tempo dati a Dio perché lo fulminasse (era Mussolini, vero?). Ed il segno fu subito presente. Entrai in questa chiesa che non so neppure come si chiama e, incredibile alle 9 del mattino, c’era il Santissimo esposto. Da allora non è più successo che entrando in una chiesa io abbia visto il Santissimo esposto. Lo capii allora, sebbene non mi sia successo quello che è successo ad André Frossard. Probabilmente non ci voleva molto per convincermi, in effetti gli intellettuali mi sono sempre stati sulle balle, ma sta di fatto che quei due fatti nell’arco di una mattina hanno dato un indirizzo alla mia vita. Sarebbero passati più o meno dieci anni prima dell’apertura di questo blog, ma insomma i due, anzi tre fatti sono legati tra di loro.

3. Va bene, qualcosa di più leggero. Sono una grande appassionata di calcio. Anzi, lo sono stata. Ho avuto poster di calciatori appesi in camera, ma mica per la loro bellezza. Insomma Platini non era mica questa gran bellezza. Poi Baggio, ma in effetti Baggio era già più bello. La prima partita che ho visto è stata un P***-Legnano, serie C1, credo. Non mi ricordo come finì, forse 1-0. La mia prima partita di serie A, in trasferta per di più, è stato un Torino-Juventus o un Juventus-Torino, non ricordo. Anno 1990-91, cioè il peggior anno della Juventus in serie A in tutta la sua storia. Per di più ho dovuto assisterla dalla curva Maratona, andando in trasferta con un pulman di torinisti (il motivo c’è, ma è omissis). Perdemmo 2-1, ma solo vedere Paolino Di Canio battere i calci d’angolo a venti metri da me mi rese una persona molto felice.
Perché ho scritto che sono stata appassionata di calcio? Ora non lo sono più come prima. Ho seguito il campionato 2001-2002 per lavoro. Tutte le domeniche allo stadio. Ne sono uscita a pezzi da quella stagione. Da allora le mie domeniche non sono più le stesse. Non ho più la stessa percezione del tempo. Mi sembra sempre che debba recuperare quel tempo perso allo stadio.

4. Ovviamente avevo anche la passione per le figurine. Le mie compagne di scuola scambiavano quelle di Candy Candy. Io quella di Zoff, Gentile, Cabrini… A proposito, tutti rimanevano sopresi che sapessi recitare la formazione della Juve a memoria, non capivo quella discriminazione, perché i maschi potevano recitarla ed io no? Però le figurine non le ho mai appiccicate all’album. Per me era uno spreco. Le figurine andavano annusate, usate per giocare sul tappettino del Subbuteo, non attaccate come qualsiasi figurina da cartone animato… Tra l’altro spesso ci divertivamo a ritagliare le maglie dei doppi e incollarle sui calciatori che si sapeva che l’anno dopo avrebbero giocato nella Juve. Mi ricordo un Manfredonia giocatore della Juve molto prima di indossare veramente la casacca bianconera. Che soddisfazioni.

5. Va da sé che so giocare a calcio. Perlomeno, sapevo. Anche se non ho mai giocato a calcio a 11. Sempre calcetto, ovviamente in oratorio. Ho giocato sia in squadre miste che femminili. Ma giocare in una squadra femminile è abbastanza deprimente.

6. Ho avuto anche altre passioni. Per esempio di James Dean. Mi sono letta La Valle dell’Eden di Steimbeck perché nel film c’era James Dean, mica perché è un classico della letteratura americana. Tra le prime VHS che ho avuto vi sono ovviamente quelle dei suoi tre film. Mi ricordo ancora quando mi regalarono Gioventù Bruciata. Ritagliavo ogni trafiletto che lo riguardasse e lo riponevo in una speciale cartelletta che tenevo nascosta in un cassetto. Mi piaceva da matti avere un "fascicolo" su James Dean.

7. Contemporaneamente alla mia fissa su James Dean, avevo anche quella su un telefilm quasi sconosciuto. In Italia si intitolava "Mai dire sì", ma il titolo originale è Remington Steele. Gran bel telefilm, direi quasi tarantiniano perché spesso presentava situazioni traslate da film vecchi, classici, cult. Telefilm recenti per cui ho avuto una vera e propria "fissa" sono stati "Alias" e "Lost". Anche se per "Lost" molto molto meno.

8. I fumetti. Ho amato anche i fumetti. In particolare Martin Mistère. Ho ancora tutta la collezione, anche se è da qualche anno che non ne compro più. Però cerco gli arretrati nei mercatini.

9. Quest’anno, dopo otto anni di circuito master, non nuoterò.

10. Ci sono poche persone che mi conoscono che sanno di questo blog. La maggior parte delle persone a cui l’ho detto non lo legge.

Più che "10 cose su quid", sono "10 cose su quid giovane"

§ 3 risposte a Cose poco importanti

  • utente anonimo scrive:

    cara Quid il tuo profilo è sostanzialmente tenerissimo, troppo bello !
    per trovare il santissimo esposto devi andare in certe chiese legate alle suore di clausura tipo le Misericordine. stanne certa.

    Almeno nella mia città è così .
    John Steimbeck mi è piacuto tentissimo anche a me nel : Quel fantastico giovedì e pian della tortilla 
    baci

  • Cuoredipizza scrive:

    Anch’io guardavo "Mai dire sì", da ragazzina! 

    Però, niente male la vita, quando il Signore prende per la collottola una persona e la guarda crescere sorridendo sotto i baffi…

  • quidestveritas scrive:

    @Cara Lucy ho ripreso in mano Steimbeck per "Furore". Ma il sentimento con cui avevo letto La valle dell’Eden era un’altra cosa🙂
    @ CDP, "Mai dire sì" è un must, unione di drama, comedy, mistero. Ma un film no?🙂

Che cos'è?

Stai leggendo Cose poco importanti su Quid est Veritas?.

Meta

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: