Alla ricerca della Bellezza perduta

23 settembre 2009 § 4 commenti

Mons. Ravasi ci ha stupito. Qualche giorno fa ha detto:

«Un certo cattivo gusto nelle chiese, oggi è un dato di fatto. Per questo è indispensabile una formazione di tipo estetico a partire dai seminari e dalle parrocchie». 

Come non sottoscrivere? Certo, c’è da chiedersi quanto bisogna ancora aspettare per vedere una chiesa che torni a rispettare i canoni di bellezza. Il fatto è che nell’articolo egli proseguiva così:

«Perché il dialogo con l’architettura c’è: le chiese moderne vengono costruite effettivamente da grandi architetti a livello internazionale, quali Renzo Piano, Mario Botta, Kenzo Tange, Tadao Ando, Alvaro Siza e altri. Però queste chiese nell’interno o sono spoglie, perché hanno soltanto l’architettura della luce, o hanno immagini di cattivo gusto, oppure hanno la presenza dell’artigianato soltanto, e non invece, come accadeva in passato, grandi opere d’arte»

Cioè, ci par di capire, le chiese delle archistar gli vanno bene così come sono, ma non gli interni delle stesse chiese? Se così fosse, rimaniamo molto delusi. Si proseguirà su questa strada ancora per molto tempo, alla ricerca degli atei-architetti, degli archistar nichilisti, di chi svuota le chiese di significato nei muri e negli interni. Di chi pone il Tabernacolo nel sottoscala. Di chi toglie il cielo, di chi toglie Dio.
Qui sotto esempi degli obbrobri degli archistar citati da mons. Ravasi.

Chiesa di Renzo Piano (San Pio da Pietralcina – San Giovanni Rotondo):

Chiesa di Mario Botta (SS. Redentore – Seriate):

Chiesa di Kenzo Tange (Santa Maria – Tokio):

Chiesa di Tadao Ando (Chiesa della luce – Ibaraki):

Chiesa di Alvaro Siza (Chiesa di Santa Maria – Marco de Canaveses):

§ 4 risposte a Alla ricerca della Bellezza perduta

  • utente anonimo scrive:

    Sì, carissima, effettivamente la posizione di Ravasi sembrerebbe essere “gli esterni vanno bene così”, non so se includesse anche il cubo di Fuksas, forse la chiesa più brutta di tutti i tempi.
    E’ una posizione che non condivido, e vorrei che istantaneamente un miracolo rendesse inoffensiva questa generazione di gente che non capisce un tubo di architettura e/o di chiese cattoliche.
    Però penso al danno che già è stato fatto, tipo le foto che tu hai mostrato, sia adesso che tempo fa.
    Lì mica puoi abbattere. Non per altro: per i costi esorbitanti di disfare e rifare.
    Allora lì (attenzione: la mia posizione è molto diversa da quella di Ravasi) mi concentrerei sugli interni. Come hai detto giustissimamente tu: il tabernacolo! La posizione, il grande decoro, l’illuminazione del tabernacolo, sono vitali: e quello sì che si può rifare senza spendere milioni di euro.
    L’altare: la forma, la grandezza, la larghezza (forse Renzo Piano non lo sa, ma si usano fare anche concelebrazioni).
    Il presbiterio: deve essere ampio e luminoso.
    Le panche: qualche genio architettonico lo ignora, ma ci si deve potere inginocchiare con agio, quindi spazio adeguato anche per le braccia; in più c’è sempre una borsa, il foglietto della Messa, un Notiziario da appoggiare.
    Il/i crocifisso/i devono essere belli e conformi alle norme liturgiche.
    La Via Crucis, e possibilmente non solo 14 crocette.
    Una de-co-ro-sis-si-ma statua o dipinto della Vergine Santa.
    Una disposizione delle cose che impedisca al tizio che vuole accendere una candela a S.Teresina di passare davanti all’altare al momento della Consacrazione.
    Confessionali fatti COME DIO COMANDA.
    E qualche dipinto, o affresco, o vetrata, fatti da gente che li sappia fare: una chiesa non è i magazzini sotterranei della FIAT!
    Abbraccio!

  • rapyna scrive:

    La chiesa di San Giovanni Rotondo, dedicata a Padre Pio e costata milioni, è un tempio massone. Rete 4 trasmette spesso la Messa della Domenica da questo luogo, ebbene, cambio canale, mi disturba anche solo guardare! Poveri noi… e povera chiesa! Ciao Quid.

  • utente anonimo scrive:

    Non trovo affatto brutte queste chiese viste dall’esterno. Almeno non tutte. Credo che Ravasi sottolineasse la mancanza di un’arte figurativa sacra contemporanea. E non posso che essere d’accordo. Credo comunque che dovremmo guardare alla Chiesa del Rinascimento e del Barocco. Era una Chiesa che aveva il coraggio di affidarsi completamente ai grandi artisti come Michelangelo o Bernini (che non mi risulta fossero dei ferventi credenti dal comportamento inappuntabile). Sapeva fidarsi completamente del loro talento e della loro ispirazione, creando un rapporto di amicizia e collaborazione che è quello che il Papa con l’aiuto di Ravasi vuole ricreare oggi.

    V.

  • piccic scrive:

    Ciao, immagino tu conosca il blog "del visibile".
    C’è anche il saggio "Architettura e liturgia" di Bouyer, che prende in esame il problema, ed è uno dei pochi testi solidi sull’argomento.

    Comunque sono d’accordo con te, anche se "esterno/interno" non sono separabili (quella del giapponese non sembra male, sai?).
    Fondamentalmente: è morto anche Don Fabio Leonardis e io non mi sento molto bene…😛

Che cos'è?

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