Senza nome

30 settembre 2009 § 2 commenti

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Una mattina ho aperto la finestra ed era lì, affacciata sui tetti, enorme.
Il risultato non è granché, but that’s it.

District 9

29 settembre 2009 § 1 Commento

Può un fantahorror provocare positivamente lo spettatore?
Può District 9 essere consigliato per la visione?
Ad entrambe le domande rispondiamo di sì, con un’eccezione sulla seconda: la visione è riservata ad un pubblico non troppo impressionabile. Noi non lo siamo, ma nella prima parte del film alcune scene sono davvero stomachevoli…

ATTENZIONE, SPOILER
È proprio la prima parte a lasciare dei dubbi.
Molto logorroico, lento, non viene al dunque, indugia su particolari forse evitabili.
Ma da un certo punto in poi lo spettatore non può fare a meno di tifare per il protagonista, un uomo comune, normale, che chiede aiuto agli amici, ma è lasciato solo.
Si prefigge però un obiettivo: tornare dalla moglie. E già qui meriterebbe un +…
Se nella prima parte gli alieni sono visti dalla parte dell’uomo, quindi come nemici, da isolare in un "Disctrict 9", che richiama il "District six" realmente esistito a Johannesburg al tempo dell’Apartheid. E proprio di segregazione tratta il film, non quella tra uomini, ma quella tra uomini e alieni. Ma forse la distinzione non è poi così sostanziale.
Finché un uomo e un alieno hanno un obiettivo comune e combattono per raggiungerlo.
Ottimo lo schema delle relazioni: Wikus (il protagonista) e gli altri uomini prima e dopo la sua mutazione; Wikus e gli alieni prima e dopo la sua mutazione. Wikus e l’alieno con il quale instaura un rapporto che diverrà di amicizia. L’alieno e suo figlio.
Il finale poi è una chiara citazione a Wall-E, o almeno a noi è parso così.

Buona la recensione su Tempi.

150° Anniversario dell'annessione al Piemonte/3

25 settembre 2009 § 7 commenti

Torniamo sulle falsità risorgimentali. Sfruttiamo questa recensione al testo "Due Sicilie 1860 – L’invasione", Edizione Fede&Cultura, di don Bruno Lima, per far conoscere questo testo. Brevi stralci, ma molto significativi.


«I popoli delle Due Sicilie vennero privati della loro libertà e soggiogati da un esercito straniero, derubati dei loro beni privati e pubblici, imbavagliati con l’imposizione di un regime di terrore ufficialmente legittimato da plebisciti. – farsa. Per sottrarsi a un destino senza speranza milioni di meridionali non ebbero altra scelta che abbandonare per sempre il loro paese».

«Fu sperperato per sanare il devastante debito pubblico piemontese. Una volta pagati i debiti dei guerrafondai piemontesi, traslocate al Nord le ricchezze meridionali (…) i governanti di Torino pianificarono scientificamente il perpetuo declassamento della società civile del Sud. , L’accanimento nel saccheggio del Mezzogiorno e lo sfruttamento incontrollato dei suoi abitanti produsse uno stato di miseria riconducibile storicamente solo alle depredazioni barbariche e a quelle dei pirati berberi».

Alla ricerca della Bellezza perduta

23 settembre 2009 § 4 commenti

Mons. Ravasi ci ha stupito. Qualche giorno fa ha detto:

«Un certo cattivo gusto nelle chiese, oggi è un dato di fatto. Per questo è indispensabile una formazione di tipo estetico a partire dai seminari e dalle parrocchie». 

Come non sottoscrivere? Certo, c’è da chiedersi quanto bisogna ancora aspettare per vedere una chiesa che torni a rispettare i canoni di bellezza. Il fatto è che nell’articolo egli proseguiva così:

«Perché il dialogo con l’architettura c’è: le chiese moderne vengono costruite effettivamente da grandi architetti a livello internazionale, quali Renzo Piano, Mario Botta, Kenzo Tange, Tadao Ando, Alvaro Siza e altri. Però queste chiese nell’interno o sono spoglie, perché hanno soltanto l’architettura della luce, o hanno immagini di cattivo gusto, oppure hanno la presenza dell’artigianato soltanto, e non invece, come accadeva in passato, grandi opere d’arte»

Cioè, ci par di capire, le chiese delle archistar gli vanno bene così come sono, ma non gli interni delle stesse chiese? Se così fosse, rimaniamo molto delusi. Si proseguirà su questa strada ancora per molto tempo, alla ricerca degli atei-architetti, degli archistar nichilisti, di chi svuota le chiese di significato nei muri e negli interni. Di chi pone il Tabernacolo nel sottoscala. Di chi toglie il cielo, di chi toglie Dio.
Qui sotto esempi degli obbrobri degli archistar citati da mons. Ravasi.

Chiesa di Renzo Piano (San Pio da Pietralcina – San Giovanni Rotondo):

Chiesa di Mario Botta (SS. Redentore – Seriate):

Chiesa di Kenzo Tange (Santa Maria – Tokio):

Chiesa di Tadao Ando (Chiesa della luce – Ibaraki):

Chiesa di Alvaro Siza (Chiesa di Santa Maria – Marco de Canaveses):

Non vi basta?

22 settembre 2009 § 1 Commento

Essere più realisti del re. In questo caso i realisti sono i prelati che quando si parla di Sindone cominciano a sfoderare generiche espressioni come "Dovrebbe, sarebbe, forse, la scienza…". Si è visto in passato anche un vescovo che si appoggiava coi gomiti sul santo lino…
La scienza invece mostra nei confronti della Sindone quasi una reverenza. La studia con rispetto, scruta i vari campi di indagine e non ci mette molto a mettere in discussione risultati precedenti, come il famoso esame del Carbonio 14 ormai deligittimato. Infine una scienziata può tranquillamente dire:

«Sicuramente la sindone è un telo pertinente a un cadavere del I secolo che è stato messo a morte in un modo del tutto simile a quello raccontato dai Vangeli. Così i segni che porta potrebbero essere la scrittura trasferita di un documento “pertinente” al relativo processo. Non le basta?».
[Leggi tutto]

Confessione…

21 settembre 2009 § 1 Commento

È un tradizionale film d’azione. Non c’è una trama complicata, c’è solo tensione, voglia di vedere come si risolverà la situazione. Ma essendo un film bloccato, girato sempre nello stesso luogo (in realtà due luoghi, la stazione di controllo e il vagone della metropolitana), i dialoghi sono decisivi per tenere viva l’attenzione del pubblico. La cosa che risalta è che in un film del genere l’aspetto religioso non è tralasciato, trascurato, dimenticato (come sarebbe in qualsiasi film italiano), ma è presente, magari poco, ma c’è. Poi c’è il pentimento, il non-pentimento, la riscossa e la scelta.

Consigli per gli acquisti

17 settembre 2009 § 1 Commento

Di San Giovanni Maria Vianney se ne sente parlare da quando Benedetto XVI ha voluto ricordare il 150° anniversario della sua morte con l’istituzione dell’Anno Sacerdotale che terminerà nel prossimo giugno.
In questo blog qualche volta abbiamo citato qualcosa di questo straordinario santo dalla vita quasi noiosa, essendo stato sempre un parroco di campagna, senza sentirsi nemmeno all’altezza di ricoprire quel ruolo. Tra le tante pubblicazioni che usciranno quest’anno per celebrare il Santo, ci permettiamo di consigliare l’acquisto di una biografia edita da una piccola casa editrice:

Alfred Monnin
Il curato d’Ars – San Giovanni Maria Vianney,
Leardini Guerrino.

La biografia fu pubblicata per la prima volta solo nel 1861, a due soli anni dalla morte del Santo. L’autore, il gesuita Alfred Monnin conobbe personalmente il santo e molte persone che lo conoscevano, potendo così portare testimonianze attendibili.

Alcuni giornali diocesani hanno pubblicato qualche capitolo del libro, che possono essere letti anche on line, per esempio qui.

Dove sono?

Stai visualizzando gli archivi per settembre, 2009 su Quid est Veritas?.