W la Resistenza

29 agosto 2009 § 2 commenti

Siamo tutti honduregni

«I poteri honduregni hanno agito nel pieno della legalità contro il presidente fellone, nonostante la comunità internazionale continui a pensare il contrario (solo Israele e Taiwan hanno finora riconosciuto il nuovo governo). […] Siamo sicuri che il signor Chávez sta mandando dollari per causare rivolte nel nostro paese. Abbiamo prove documentali che riguardano una cifra pari a tre milioni di dollari che signori amici di Zelaya hanno distribuito in diverse regioni del paese a dirigenti del sindacato dei maestri, a uomini politici, a dirigenti del sindacato rurale. Abbiamo una lista di nominativi con le quantità che hanno ricevuto: chi 15, chi 20, chi 25 mila dollari da distribuire».

«Quello che il mondo sta facendo contro di noi è profondamente sbagliato».
Roberto Micheletti, presidente dell’Honduras

 

27 agosto, Santa Monica

27 agosto 2009 § 3 commenti

Quando le preghiere paiono inascoltate, è utile ricordare questo aneddoto:

«Le vicende della vita di Monica sono strettamente legate a quelle di Agostino, così come le racconta lui stesso; lei rimasta a Tagaste continuò a seguire con trepidazione e con le preghiere il figlio, trasferitosi a Cartagine per gli studi, e che contemporaneamente si dava alla bella vita, convivendo poi con un’ancella cartaginese, dalla quale nel 372, ebbe anche un figlio, Adeodato.

Dopo aver tentato tutti i mezzi per riportarlo sulla buona strada, Monica per ultimo gli proibì di ritornare nella sua casa. Pur amando profondamente sua madre, Agostino non si sentì di cambiare vita, ed essendo terminati con successo gli studi a Cartagine, decise di spostarsi con tutta la famiglia a Roma, capitale dell’impero, di cui la Numidia era una provincia; anche Monica decise di seguirlo, ma lui con uno stratagemma la lasciò a terra a Cartagine, mentre s’imbarcavano per Roma.

Quella notte Monica la passò in lagrime sulla tomba di s. Cipriano; pur essendo stata ingannata, ella non si arrese ed eroicamente continuò la sua opera per la conversione del figlio; nel 385 s’imbarcò anche lei e lo raggiunse a Milano, dove nel frattempo Agostino, disgustato dall’agire contraddittorio dei manichei di Roma, si era trasferito per ricoprire la cattedra di retorica. Qui Monica ebbe la consolazione di vederlo frequentare la scuola di s. Ambrogio, vescovo di Milano e poi il prepararsi al battesimo con tutta la famiglia, compreso il fratello Navigio e l’amico Alipio; dunque le sue preghiere erano state esaudite; il vescovo di Tagaste le aveva detto: “È impossibile che un figlio di tante lagrime vada perduto”».

Sentiero dei Fiori – Alpi Orobiche (16 agosto 2009)

24 agosto 2009 Commenti disabilitati su Sentiero dei Fiori – Alpi Orobiche (16 agosto 2009)

 

150° Anniversario dell'annessione al Piemonte

22 agosto 2009 § 3 commenti

Si incomincia a parlare di 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, sebbene bisognerebbe dire 150° Anniversario dell’illegittima annessione da parte dei Savoia dei vari Stati che componevano la penisola.

Bene parliamone. Iniziamo a conoscerlo meglio il Risorgimento, liberandoci della pseudo-storia che ci viene raccontata dalle elementari fino all’esame di maturità per proseguire negli esami di storia contemporanea dell’Università.

Per ora ci soffermiamo solamente su un’indicazione di un libro, di cui faremo passare alcune pagine, le più significative. Il libro è "La dittatura anticattolica", di Antonio Socci, di cui si può leggere qui un’intervista sul suo libro:

Eppure nel caso dell’Italia si attuò proprio una politica militare. Invece di una politica consensuale e federale si preferì la conquista militare di parte, una violenza di fatto. Una aggressione del Regno sabaudo per fini espansionistici.
Attraverso il lasciapassare di potenze straniere come Gran Bretagna e Germania, l’Italia nasce con un handicap: una democrazia zoppa, non funzionante, antipopolare, tendenzialmente assolutista, e dipendente da potenze straniere con le quali partecipa nell’immane bagno di sangue che fu la prima Guerra mondiale».

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Maschi e femmine

21 agosto 2009 § 2 commenti

Che pensereste se qualcuno di molto noto, di molto conservatore dicesse che in futuro si potrebbe fare a meno delle donne? Che in fondo non sono utili al genere umano? Che si potrà far nascere bambini in provetta generati con l’aiuto di uteri artificiale e fatti crescere in camere gestazionali artificiali?

Come minimo una selva di streghe femministe si aizzerebbe contro tale conservatore, mangiandogli la testa come mantidi religiose durante l’amplesso, sebbene loro lo farebbero così, pour parler, dall’alto della loro intelligenza (?). Ce la immaginiamo la Ahquantosonfiga Daria Bignardi intervistare tale conservatore bruto e ignorante e (sicuramente) oscurantista…

Ok. Ma allora perché non è ignorante e oscurantista il radical-chic Umberto Veronesi che considera il genere maschile biologicamente finito?

Eh, la vecchia e cara parità dei sessi…

Pastores dabo vobis

19 agosto 2009 Commenti disabilitati su Pastores dabo vobis

«Il Concilio di Trento, nel 1563, aveva emanato norme per l’erezione dei seminari diocesani e per la formazione dei sacerdoti, in quanto il Concilio era ben consapevole che tutta la crisi della riforma era anche condizionata da un’insufficiente formazione dei sacerdoti, che non erano preparati per il sacerdozio in modo giusto, intellettualmente e spiritualmente, nel cuore e nell’anima. Questo nel 1563; ma siccome l’applicazione e la realizzazione delle norme tardavano sia in Germania, sia in Francia, san Giovanni Eudes vide le conseguenze di questa mancanza.

Mosso dalla lucida consapevolezza del grave bisogno di aiuto spirituale, in cui versavano le anime proprio a causa anche dell’inadeguatezza di gran parte del clero, il santo, che era un parroco, istituì una Congregazione dedita in maniera specifica alla formazione dei sacerdoti».
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Si sta parlando del Concilio di Trento, ma qual è la differenza con la situazione di oggi?
La similitudine c’è sia per quanto riguarda l’insufficiente formazione filosofica, teologica e liturgica dei seminaristi, gravemente deficiente da alcuni decenni, sia per il conseguente "grave bisogno di aiuto spirituale in cui versa(va)no le anime".

Uno degli aneddoti sui seminari degli ultimi decenni che più colpisce è questo di Messori: «Quando andò al suo Seminario, a Rivoli, [il vescovo di Torino Pellegrini, ndr] venne accolto dai futuri preti, in tonaca, a pugno chiuso. Scandivano lo slogan che risuonava, come un mantra, nelle strade: “Viva Marx, viva Lenin, viva Mao Tze Tung!”. Io ero lì come cronista, li ho visti con i miei occhi». Risultato: nel giro di pochi anni il Seminario si svuotò, e l’immobile venne venduto*. «Da allora – commenta Messori – la diocesi di Torino, che conta due milioni di battezzati, ordina due preti l’anno. Quando va bene. Quando va male, uno. O zero del tutto».

Cosa deve essere invece un seminario lo illustra bene Benedetto XVI: «Le fondamenta poste nella formazione seminaristica, costituiscono quell’insostituibile "humus spirituale" nel quale "imparare Cristo", lasciandosi progressivamente configurare a Lui, unico Sommo Sacerdote e Buon Pastore. Il tempo del Seminario va visto pertanto come l’attualizzazione del momento in cui il Signore Gesù, dopo aver chiamato gli apostoli e prima di mandarli a predicare, chiede loro di stare con Lui (cfr.Mc 3,14)», non un ricettacolo di idee politiche e sociali come molti lo sono stati (e lo sono) per troppo tempo.

 

*Il Seminario di Rivoli è stato ceduto alla Provincia di Torino (SIC!) che lo utilizza come scuola.

C'è fretta e fretta…

17 agosto 2009 Commenti disabilitati su C'è fretta e fretta…

«Tutta la vita è un’ascensione, tutta la vita è meditazione, obbedienza, fiducia e speranza, anche nelle oscurità; e tutta la vita è questa "sacra fretta", che sa che Dio è sempre la priorità e nient’altro deve creare fretta nella nostra esistenza».
Benedetto XVI
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Poi c’è l’altra "fretta". Quella di leggere voracemente senza comprendere il significato. Quella di arrivare a dispetto di tutti e di tutto. Quella di "capire" le persone, "fretta" che diviene dunque presunzione di capire di più e meglio. Fretta di vedere compiere i fatti così come noi li abbiamo pensati. Insomma, tutta la nostra vita è pregna della "fretta" sbagliata…

Dove sono?

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