Preghiera di esorcismo

24 luglio 2009 § 8 commenti

In nome di Gesù Cristo, nostro Dio e Signore, e con L’intercessione
dell’ immacolata Vergine Maria, Madre di Dio, di S. Michele Arcangelo, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e di tutti i Santi, fiduciosi intraprendiamo la battaglia contro gli attacchi e le insidie del demonio.

N.B. (dov’è la + si faccia un segno di croce con la mano)

SALMO

Sorga il Signore e siano dispersi i suoi nemici*
fuggano dal cospetto di lui coloro che lo odiano.
Svaniscano come svanisce il fumo*
come si fonde la cera al fuoco, così periscano
i peccatori dinanzi alla faccia di Dio.
Ecco la croce del Signore, fuggite potenze nemiche.
     Vinse il Leone della tribù di Giuda.
           il discendente di David.
Discenda su di noi, Signore la tua misericordia.
        Come abbiamo sperato in te.
Noi ti imponiamo di fuggire, spirito immondo,
potenza satanica, invasione del nemico infernale,
con tutte le tue legioni, riunioni e sette diaboliche,
in nome e autorità di nostro Signore Gesù + Cristo:
sii sradicato dalla Chesa di Dio, allontanato dalle anime
create a immagine di Dio e riscattate dal prezioso
Sangue del divino Agnello. D’ora innanzi non ardire,
perfido serpente, ingannare il genere umano, perseguitare
la Chiesa di Dio e scuotere e crivellare come frumento, gli
eletti di Dio.
Te lo comanda l’ Altissimo Dio, al quale, nella tua grande
superbia, presumi di essere simile.
Te lo comanda Dio Padre + Figlio e Spirito Santo.
Te lo comanda il Cristo, Verbo eterno di Dio fatto
carne + che per la salvezza della nostra progenie
perduta dalla tua gelosia " si è umiliato e fatto
obbediente fino alla morte".
Te lo comanda la potente Madre di Dio, la Vergine
Maria + che dal primo istante della sua immacolata Concezione,
per la sua umiltà, ha schiacciato la tua testa orgogliosa.
Te lo comanda il Sangue dei Martiri e la potente intercessinone
di tutti i Santi.
Dunque, dragone maledetto e ogni schiera diabolica, noi ti
scongiuriamo, per il Dio + vivo, per il Dio + Santo: cessa
di ingannare gli uomini e di propinare loro il veleno della
dannazione eterna; cessa di nuocere alla Chiesa e di
mettere lacci alla sua libertà.
Vattene, satana, inventore e maestro di inganni, nemico della
salvezza dell’uomo. Cedi il posto a Cristo, cedi il posto
alla Chiesa che Cristo ha acquistato con il suo Sangue.
Umiliati sotto la potente mano di Dio, trema e fuggi
all’ invocazione che noi facciamo del santo e terribile
Nome di quel Gesù, che fa tremare l’ inferno, Cui le virtù
dei cieli, le Potenze e le Dominazioni sono sottomesse,
che i Cherubini e i Serafini lodano incessantemente,
dicendo:
"Santo, Santo, Santo è il Signore, Dio dell’ universo".
O Signore, ascolta la mia preghiera.
Il mio grido giunga a te.
O Dio del Cielo, Dio della terra, Dio degli angeli,
Dio degli arcangeli, Dio dei patriarchi, Dio dei profeti
Dio degli apostoli, Dio dei Martiri, Dio dei confessori,
Dio delle vergini, Dio che ha il potere di donare la vita
dopo la morte e il riposo dopo la fatica, giacchè non
vi è altro Dio al di fuori di te ne vi può essere se non tu,
Creatore eterno di tutte le cose
visibili e invisibili umilmente ti supplichiamo a volerci liberare
da ogni tirannia, laccio, inganno,e infestazione degli
spiriti infernali e a mantenercene sempre incolumi.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Libertà di stampa(re) cazzate

23 luglio 2009 § 3 commenti

"Un minuto e mezzo. Tanto è bastato a verificare, sabato pomeriggio scorso, che la no­tizia delle suore fermate e multate in autostrada mentre si precipitavano a 180 chilometri all’ora ad Aosta per sincerarsi dello stato di salute del Pa­pa era una notizia ancora senza ri­scontro. Perciò, dopo le telefonate ai comandi di Polizia stradale compe­tenti, che smentivano, ‘Avvenire’ non l’ha pubblicata. Puntualmente, ieri, dopo che la storia ha fatto il giro di quotidiani, tv e siti internet, è ar­rivata la smentita ufficiale della Poli­zia.

E la protesta delle suore salesia­ne, dall’Ispettoria di Torino: «Abbia­mo pensato a uno scherzo». Anche quella di M.C., sacerdote 41enne di Milano, originario di Bo­logna, fermato sull’autostrada Mila­no- Torino e risultato positivo all’al­col- test, è una notizia che il mese scorso ha avuto rilievo (il prete si sa­rebbe giustificato dicendo «Ho cele­brato quattro messe in un giorno»). Ma pure questa è risultata in seguito di difficile verifica, sia attraverso il controllo presso le forze dell’ordine, sia per voce della diocesi di Milano, che tramite l’Ufficio comunicazioni sociali fa sapere che «non esiste alcun prete con quelle iniziali, nato a Bolo­gna in quegli anni»".

Il buio e la luce

20 luglio 2009 § 13 commenti

Il cuore del vecchio era gonfio di dolore.
Volgeva spesso la vista al sole crescente così da arrossarsi gli occhi ed avere una scusa se gli fossero salite le lacrime.
Sulle spalle portava un peso enorme, sebbene invisibile alla vista.
Camminava guardando i suoi sandali.
Si era alzato prima dell'alba, per preparare l'asino e per non farsi sorprendere pensieroso e triste dalla moglie, che già la sera prima aveva intuito qualcosa e gli aveva chiesto ripetutamente cosa fosse successo o cosa lo turbasse.
Si era alzato, aveva preparato l'asino, aveva cotto il pane e l'aveva avvolto in un panno bianco per poi deporlo in una saccoccia. Infine aveva posto sui fianchi dell'asino la legna che sarebbe servita una volta arrivati in cima.
Aveva guardato il sole sorgere da levante e si era fatto sorprendere ancora una volta da quello splendore.
Poi, facendosi forza, era andato a svegliare il ragazzo, che in pochi minuti fu pronto.
Non riusciva ad evitare di pensare che quello che il suo cuore stava portando era un peso troppo grosso. Si chiedeva il perché. Il suo animo era agitato. Obbediva, sì, ma non sapeva spiegarsi il perché dovesse sopportare un simile peso. E non trovava altra soluzione che obbedire, perché erano troppe grandi le cose che gli erano capitate per non fidarsi. Si appellava proprio a quelle grandi cose accadutegli, per affrontare quel giorno. In fondo il ragazzo non sarebbe mai dovuto neppure nascere. Non era di sua proprietà, ma di colui che glielo aveva donato. Ed ora gli veniva chiesto di restituirglielo.
Il ragazzo davanti a lui camminava spedito, forse come non aveva mai fatto. Probabilmente era il vecchio che quella mattina aveva un passo pesante e stanco.
I rovi sui lati del sentiero gli trattenevano spesso il mantello. Non se ne curava, come invece aveva fatto altre volte.
Il ragazzo talvolta gli rivolgeva la parola, ma il vecchio rispondeva a monosillabi.
Era un giorno stupendo, limpido. L'orizzonte sembrava più vasto del consueto. Ma il cuore dell'uomo non riusciva ad assaporare quella vista. Anzi distoglieva lo sguardo da quella bellezza che tante volte lo aveva commosso. Giunsero sulla cima del monte.
Senza dire nulla, cominciarono a raccogliere fuscelli secchi per accendere il fuoco. Il giovane guardava il padre volto dall'altra parte. Il vecchio dal cuore gonfio aveva una sola domanda in testa: "Perché?". E non si dava pace. Ma in silenzio proseguiva la preparazione, sapendo che ormai mancava poco. Non si era nemmeno accorto del roseto fiorito proprio quella notte sulla cima della montagna. E di quel merlo che saltava continuamente da un ramo all'altro. Una nube oscurò il sole per un momento. Il vento cessò improvvisamente.
Il vecchio diresse i suoi passi verso il giovane ancora intento a prepare il fuoco. Aveva smesso di porsi domande. Aveva deciso di obbedire, sebbene non capisse nulla di ciò che stava accadendo e di ciò che sarebbe accaduto in futuro. Cosa avrebbe detto la moglie al suo ritorno senza il figlio? Come avrebbe sopportato quel peso per tutta la vita? Come avrebbe sostenuto lo sguardo del figlio poco prima di…
Mentre lo stava per afferrare alle spalle sentì dei passi provenire dal sentiero che giungeva da nord. Un giovane uomo, di bell'aspetto, conduceva un ariete: "Ecco qui questo animale per il tuo sacrificio".

Abramo si fermò, attonito. Il sole rispuntò da dietro la nuvola.
Il nuovo giunto gli si avvicinò e gli consegnò i legacci che tenevano legato l'ariete: "Il Signore provvede".

Intervallo

4 luglio 2009 § 2 commenti

Il blog riprenderà le attività lunedì 20 luglio.

Risposta a 'Inno a Satana'

2 luglio 2009 § 13 commenti

Valdicastello Carducci dista 15 km da Viareggio, entrambe in provincia di Lucca.
A Valdicastello nacque Giosuè Carducci che nel 1863 scrisse "Inno a Satana" che nella parte finale elogiava il treno come simbolo del progresso:

E splendi e folgora
Di fiamme cinto;
Materia, inalzati;
Satana ha vinto.
Un bello e orribile
Mostro si sferra,
Corre gli oceani,
Corre la terra:
Corusco e fumido
Come i vulcani,
I monti supera,
Divora i piani;
Sorvola i baratri;
Poi si nasconde
Per antri incogniti,
Per vie profonde;
Ed esce; e indomito
Di lido in lido
Come di turbine
Manda il suo grido,
Come di turbine
L’alito spande:
Ei passa, o popoli,
Satana il grande.
Passa benefico
Di loco in loco
Su l’infrenabile
Carro del foco.
Salute, o Satana,
O ribellione,
O forza vindice
De la ragione!
Sacri a te salgano
Gl’incensi e i voti!
Hai vinto il Geova
De i sacerdoti.

Pare strana la presente associazione di idee? Forse sì, è ardua. Ma non più di quanto è arduo associare la tragedia del 13 febbraio 1983 al Cinema Statuto di Torino (che provocò 64 morti, 32 uomini e 32 donne) in concomitanza con il festival dell’esoterismo che da 5 giorni si svolgeva in città.

L’eterno riposo dona loro, o Signore,
e splenda ad essi la luce perpetua.
Riposino in pace. Amen

Honduras, la verità nascosta/2

1 luglio 2009 Commenti disabilitati su Honduras, la verità nascosta/2

Cabasillas ci fornisce di un importante articolo su ciò che sta accadendo in Honduras, mentre i media del mondo libero (?) offuscano la verità, e mentre le istituzioni internazionali dovrebbero sostenere le istituzioni di Tegucigalpa dal tentativo di Zelaya di sovvertire la sua Costituzione. Uno scempio dell’informazione e della verità insomma. Ecco uno stralcio dell’articolo:

«Questo gesto eroico e storico [la destituzione di Zelaya, ndr] aveva come obiettivo impedire che si realizzasse un referendum indetto in modo illegale da Zelaya per la creazione di una Assemblea Costituente, il cui scopo era annullare la Costituzione del 1982 e al suo posto crearne una nuova che permettesse la rielezione presidenziale indefinitamente. Zelaya era stato eletto nel 2006, per mezzo di elezioni pulite e democratiche, con il Partido Liberal (di destra), e stava conducendo un governo normale fino quando è stato punto dal pungiglione di Chávez; dopo di che ha dato un inversione di 180 gradi alla sua posizione politico-ideologica causando sconcerto perfino nei suoi compagni di partito. Chávez lo aveva convinto a partecipare all’ALBA (Alternativa Bolivariana para as Américas) [Fondata da Castro e Chavez alcuni anni fa, della quale partecipano tutti paesi legati al Foro de São Paulo, ndr], e da allora in poi, con tutta una serie di favori, è iniziato il controllo. Zelaya è diventato “bolivariano”, è andato a Cuba a leccare gli stivali di Fidel che non gli ha risparmiato elogi, e ha iniziato ad alimentare l’idea totalitaria di perpetuarsi al potere come già sta avvenendo in Venezuela e in Bolívia. La Costituzione honduregna non permette le rielezione, ed è molto ferma nei confronti di chi non rispetti questa determinazione, come attestano gli articoli seguenti […]».
[Leggi tutto]

P.S. All’allenza Foro de São Paulo-Iran, ecco un altro tassello: «Ronaldo, l’ex campione brasiliano di Inter, Real Madrid e Milan, ha ricevuto una proposta per recitare in un film prodotto in Iran: il progetto sarà finanziato dalla camera di Commercio Brasile-Iran. […]».

Dove sono?

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