Cronache da Marte

22 maggio 2009 § 4 commenti

Le vere notizie, quelle che interessano, quelle non urlate, stanno sotto traccia. Non appaiono, non si vedono, non sono urlate. Così di fronte alle immagini continuamente mostrate in loop degli antiabortisti che protestavano fuori dell’università di Notre Dame contro il riconoscimento dato dall’Università cattolica dell’Indiana al Presidente degli Stati Uniti, in particolare di quelli arrestati perché troppo turbolenti, uno era spinto a pensare che i pro-life americani siano tutti invasati. Ma, c’è sempre un ma, non è così. La manifestazione dei pro-life ufficiale era quella svolta all’interno dell’Università, una manifestazione fatta di preghiera, testimonianze e la messa:

«È stata una delle cose più belle cui abbia partecipato. Nel piazzale sud dell’Università si erano radunate circa 2000 persone per assistere alla Messa, pregare, cantare, ascoltare discorsi e testimonianze, e applaudire, in un’atmosfera gioiosa, da festa. La stima è basata sul fatto che i preti che hanno celebrato la Messa mi hanno detto di aver distribuito 1700 ostie, e c’erano almeno un paio di centinaia di bambini che non hanno ricevuto la Comunione. Invece, The New York Times ha scritto che c’erano solo alcune centinaia di persone.
In base a tutto quanto ho letto sul movimento dei diritti civili, non posso fare a meno di chiedermi se questo non sia qualcosa di simile. […]
Tornato a casa, ho letto su Internet il discorso di Obama, che merita il massimo dei voti per oratoria e capacità di adattarsi alle circostanze e alla cultura locale. Il passaggio migliore è stato quello sulla necessità di evitare la demonizzazione dell’altro nei dibattiti, su cui posso concordare senza problemi, ma sulla qualità degli argomenti temo di non potergli dare la sufficienza.
La sera stessa, in un blog sul sito della rivista America, non certamente nemica di Obama, il suo discorso veniva definito un peana al relativismo: poiché non possiamo risolvere le nostre differenze, impariamo a discuterne. Questo è molto importante, certamente, ma Signor Presidente, lei dimentica un piccolo particolare: la giustizia. I leader dei grandi movimenti per la giustizia, Martin Luther King, Gandhi, Lincoln, le suffragette del diciannovesimo secolo, erano tolleranti e ragionevoli, ma non si fermavano alla semplice discussione delle differenze. Domandavano un cambiamento, la fine delle esclusioni ingiuste».
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§ 4 risposte a Cronache da Marte

  • OrsobrunoBlog scrive:

    Carissima Quid,
    bella e istruttiva, sotto vari aspetti, la tua cronaca dagli Stati Uniti… oops, da Marte😉
    L’hai resa ancora più viva con il bel filmato allegato. Ho sorriso, pensando a mie analoghe fatiche per trovare su You Tube frammenti di eventi specifici in lingua italiana, e per di più della lunghezza giusta! La lingua di Dante non riceve sempre un adeguato trattamento…🙂
    Ma condivido la tua scelta: quando una sequenza filmata complementa bene uno scritto, va bene non solo l’inglese, ma anche il giapponese!
    Un abbraccio!
    Orsobruno/Aurelio

  • quidestveritas scrive:

    Sì, vero, è difficile trovare filmati interessanti in italiano. Anch’io ho spesso rinunciato. Forse siamo ancora un po’…indietro🙂

  • Asmenos scrive:

    Io credo che con Obama si sia sulla buona strada. La politica del resto, è compromesso.

  • utente anonimo scrive:

    Obama è uno sponsor, null’altro. Si pensa che sia migliore perché nero, democratico e con un bel sorrisone. Ma all’analisi dei fatti…

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